18/12/2018

Tra i 20 progetti di parere presentati ed approvati  dalla 132ma assemblea plenaria del comitato delle regioni d’europa, formato da 350 membri,  quello relativo al pacchetto di allargamento dell’Unione europea ai paesi bancanici candidati, ai  possibili candidati e alla Turchia. Il pacchetto, relatore Franco Iacop, consigliere del Friuli Venezia Giulia  e membro del Comitato delle regioni, è stato approvato all’unanimità.

“La prospettiva di aderire all’Unione europea sta portando cambiamenti positivi e importanti agli aspiranti Stati membri – in particolare nei Balcani occidentali -, anche se troppo lentamente e solo in alcuni punti”, ha affermato Iacop.

Al Comitato delle Regioni – continua Iacop – siamo pienamente consapevoli che il prossimo allargamento potrebbe essere appena tra sei anni (2025) e che un’attenzione inadeguata viene ancora rivolta  ai livelli di governo locali e regionali e che tuttavia interessano i due terzi della legislazione europea.

“I Paesi candidati e quelli potenziali sono sempre più consci che il governo locale e regionale sarà responsabile dell’attuazione di molti cambiamenti richiesti dall’appartenenza al club europeo.

Tuttavia, ad esempio, non vi è un capitolo specifico nei colloqui di adesione che affronti il processo di decentramento, l’Ue ha disattivato alcuni preziosi programmi utilizzati in precedenti allargamenti e gli stati nella regione potrebbero decentralizzare alcune responsabilità ma non stanno decentralizzando abbastanza i finanziamenti.

“La preoccupazione sull’inquinamento atmosferico è diffusa tra i membri presenti e futuri dell’Unione, la gestione dei rifiuti risulta essere problema prioritario per quasi tutte le città – fa presente il consigliere -, mentre il turismo è una delle principali fonti di speranza economica per molte Regioni. Questi sono esempi di questioni reali  in cui le autorità locali e regionali hanno un ruolo fondamentale da svolgere.

“Il parere approvato dal Comitato delle Regioni – conclude Iacop -, oltre a valutare positivamente i progressi verso l’adesione all’Ue effettuati dai singoli Paesi, dal punto di vista della governance locale e regionale, stabilisce chiaramente un punto imprescindibile e non derogabile per l’allargamento a questi nuovi Paesi che si affacciano al Mediterraneo. Al centro di tutto il processo di allargamento non può che esserci il tema dello lo Stato di diritto, la giustizia, i diritti fondamentali, il rispetto e la protezione delle minoranze, tutti argomenti non solo formali ma che devono essere considerati identitari di chi vuole far parte dell’Europa”.

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