21/10/2020

Nonostante le difficoltà dovute alla perdurante emergenza Covid, l’appuntamento annuale che l’associazione Mitteleuropa, presieduta dal Console Paolo Petiziol, è andata egualmente in porto a Udine, grazie ad una indomita volontà di assicurare alla regione questo momento di qualificato confronto diplomatico, accademico e d istituzionale e grazie ad una sempre più affinata organizzazione. Anche quest’anno nutrita la presenza tra ambasciatori, consoli genereali ed onorari di paesi della Mitteleuropa e Balcani, rappresentanti accademici, eurodeputati ed entrambi i vertici della regione, con il Presidente della Giunta, Massimiliano Fedriga e il presidente del Consiglio, Pier Mauro Zanin.L’evento, organizzato dall’Associazione Mitteleuropa, ha preso spunto dal 600. anniversario della caduta dello Stato Patriarcale del Friuli (Patrie dal Friul), realtà statuale giuridicamente nata nel 1077 e conclusasi con l’occupazione veneta nel 1420. Si esauriva così una delle forme di democrazia parlamentare più antiche al mondo (Constitutiones Patriae Foriiulii, 1231), seconda solo alla Magna Carta inglese datata 1215.Obiettivo esplicito del forum è quello di studiare l’attualizzazione dei fatti storici, rapportando il tutto al momento socio-politico contemporaneo.
“Tutti amiamo la nostra indipendenza e la nostra originalità, ma abbiamo capito che da soli non andiamo da nessuna parte. Ecco che il progetto che Mitteleuropa sta propugnando dal 1974 pare sia diventato veramente attuale. Gli illustri diplomatici ospiti mi hanno confermato che i loro governi stanno lavorando al progetto Mitteleuropa.

Ci abbiamo impiegato quarant’anni, ma oggi sono sereno”. Lo ha detto il presidente di Mitteleuropa, il diplomatico friulano di lungo corso Paolo Petiziol, aprendo il XVI Forum dell’Euroregione Aquileiese, sul tema “L’eredità europea del Patriarcato di Aquileia. Il passato che non passa”.
Il Forum ha ricevuto il sostegno e la collaborazione della Cei (Ince), Regione, Comune di Udine, Università di Udine, Turismo Fvg, Fondazione Friuli, e il patrocinio del Ministero degli Esteri. Per i saluti sono intervenuti Pietro Fontanini, sindaco di Udine, Giuseppe Morandini, presidente della Fondazione Friuli,Roberto Pinton, Rettore dell’Università degli Studi di Udine, Roberto Antonione, Segretario Generale della Central European Initiative, e Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio Regionale Fvg.


“Siamo una regione al centro dell’Europa – ha detto il sindaco Fontanini – punto d’incontro delle tre grandi famiglie linguistiche e culturali che danno vita all’Europa, e per questo la nostra regione può candidarsi a dare suggerimenti importanti, anche sulla scorta dell’eredità del Patriarcato di Aquileia che fa parte della storia gloriosa del Friuli”.
“Nella costruzione delle relazioni internazionali – ha detto il rettore Pinton– le università sono importanti poiché fa parte della loro mìssione il mantenere e allargare reti attive tra scienziati, ricercatori, studenti e docenti. E questo è un periodo in cui fare rete è fondamentale per condividere idee e progetti”.
Lamberto Zannier, Ambasciatore – Alto Commissario OSCE per le Minoranze Nazionali, ha sottolineato da parte sua “che il progetto sulla Mitteleuropa torna oggi utilissimo, anche se in contro-tendenza, perché le sfide che affrontiamo in questi giorni, a cominciare dalla pandemia, non sono nazionali, ma globali, dunque – ha proseguito – occorre creare coalizioni, strategie condivise e concordate per politiche comuni”.
“Abbiamo visto che cosa è successo quando si sono chiuse le frontiere e il dialogo è mancato, ne è uscito il caos – ha detto Iztok Mirošič, ambasciatore Inviato Speciale del Ministro degli Esteri di Slovenia – e invece le relazioni devono essere quotidiane – ha aggiunto – e il dialogo con Roma deve essere mantenuto costante da parte di Lubiana. Da quello che è successo con il Covid – ha concluso –, penso che l’Europa abbia imparato che le frontiere non si devono chiudere mai più, e questa è la mia personale convinzione. Sloveni e Italiani erano felicissimi, quando si sono riaperte di nuovo”.


“Grazie a questo forum internazionale, parte una proposta seria verso una nuova Europa che prenda spunto proprio dall’esempio di collaborazione attuata nel Patriarcato di Aquileia, dove popoli diversi con culture, lingue e identità diverse avevano collaborato in maniera positiva”, ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin aggiungendo che “Similmente a quanto accaduto ad Aquileia, ma successivamente anche nell’ambito dell’impero austroungarico, oggi siamo noi a dover immaginare in questi termini l’Europa del futuro. Un’Europa di popoli che non deve limitarsi a controllare quanto accade all’interno dei singoli confini nazionali”.
“Le sfide con le quali dovremo confrontarci – ha sottolineato Zanin – sono sicuramente quelle della demografia e dell’ambiente ma qanche quella promozione e dello sviluppo di una cultura comune “.
“L’anno 2020 – ha concluso il presidente del Cr Fvg – costituirà un autentico spartiacque tra il prima e il dopo anche rispetto al ruolo che il Friuli Venezia Giulia, può e potrà giocare nell’ambito del futuro di un’Europa messa di fronte a una crisi globale sanitaria, sociale,
economica e culturale che ha costretto tutti a ragionare diversamente”.
“Dalle relazioni e dal ruolo che il Friuli Venezia Giulia ha saputo costruire con gli altri Paesi del Centro Europa ritengo possa partire un nuovo modello di Unione europea: quello dove ci sono obiettivi comuni e uno sviluppo condiviso, senza soggetti che impongono muscolarmente, in via esclusiva, i propri interessi”, ha affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.


“Il Friuli Venezia Giulia – ha sottolineato il governatore – ha tutte le potenzialità per poter diventare la piattaforma logistica dell’Area Centroeuropea, in un’ottica nella quale già le attuali partnership tedesche e ungheresi nel porto di Trieste rappresentano un esempio di come questo processo si stia di fatto già realizzando”.
“Per quel che riguarda la ricerca – ha continuato Fedriga – abbiamo l’obiettivo di favorire la creazione di un vero e proprio hub dell’innovazione, grazie alla presenza di
qualificati centri di ricerca scientifica di valenza internazionale che possono essere utili a tutto il Centro Europa, coerentemente a una politica ispirata alla collaborazione e allo sviluppo reciproco”.
“Sono rimasto assolutamente sorpreso dei risultati degli incontro di Udine. Perché in un periodo come questo non potevo immaginare di avere tanti amici in giro Europa”. Con queste parole il presidente dell’Associazione Mitteleuropa, Paolo Petiziol, ha concluso il Forum. “Gli interventi che si sono succeduti, hanno ampiamente confermato la necessità e l’utilità degli incontri, che non sono nell’interesse particolare di nessuno, ma nell’interesse di tutti.
Proprio in questo contesto, Mitteleuropa vuole rivestire per il territorio, come riveste da 40 anni, un ruolo di attivatore diplomatico nella convinzione che la diplomazia sia una responsabilità di tutti.


Uno dei tre panel del Forum, quello dedicato alla Digital Diplomacy a visto l’intervento di Enzo Maria Le Fevre, Commissione Europea, DG DIGIT, professore Università Luiss – Roma; Clemens Mantl, Console Generale d’Austria in Milano; Corneliu Bjola, collegato dall’Università di Oxford, professore di Digital Diplomacy; Alexis Roig, Direttore Generale Science Diplomacy Hub Barcelona e Guglielmo Cevolin del Dipartimento Economia e Finanza Università di Udine, intervenuto in remoto dall’aula con gli studenti.
“La tecnologia è in grado di fare grandi cose, ma non vuole farle. Dipende dalla volontà di ciascuno di noi costruire cosa vuole fare la tecnologia. I dati, come la tecnologia artificiale, non hanno frontiere”. Queste le parole di Le Fevre, che aggiunge: “Serve, però, controllare e cercare di proteggere i dati. La diplomazia continua comunque a ricoprire un ruolo fondamentale per costruire un rapporto congiunto e interdipendente”.

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