16/12/2017

Presentata a Roma Euroscience Open Forum in programma a Trieste tra poco più di due anni per Esof 2020, ovvero Trieste Capitale europea della scienza. Un evento che ha ha tutte le carte in regola per poter essere un successo, ha detto l’assessore regionale Loredana Panariti, spiegandone le ragioni.In primo luogo, secondo Panariti, le risorse garantite. “Lo stanziamento votato alla Camera di 1,2 milioni di euro in tre anni che adesso dovrà passare al vaglio del Senato si somma infatti al milione di euro garantito dalla Regione oltre ai 250mila euro già finanziati”.

71760_20171129_120411-min“C’è poi l’accordo – ha aggiunto Panariti – per la valorizzazione del patrimonio scientifico del Friuli Venezia Giulia sottoscritto tra Regione, ministero Istruzione, Università e Ricerca e ministero degli Affari esteri”.

“Infine – ha sottolineato – c’è il passato di Trieste, quello che nel Settecento vide la costruzione del benessere attraverso uno sviluppo dell’economia cittadina ispirato alla conoscenza e alla fiducia”.

Panariti, riprendendo quello che è stato lo slogan della candidatura vincente di Trieste “Freedom for science, science for freedom”, ha ribadito il concetto di libertà declinato al regime di porto franco, dal momento che la manifestazione verrà ospitata negli spazi del Porto Vecchio.

Luigi Nicolais, consigliere scientifico del ministro Valeria Fedeli ha spiegato che la scelta di Trieste non è stata casuale in quanto motivata dalla vocazione di un territorio ad alta densità scientifica dove opera un numero record di ricercatori.

Il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Massimo Inguscio ha ricordato gli oltre 100 ricercatori del Cnr presenti a Trieste e i rapporti che lo stesso Cnr ha instaurato con gli istituti di ricerca dell’Europa centro-orientale, in particolare con Maribor in Slovenia e con Budapest in Ungheria. “Trieste – ha rimarcato Inguscio – era l’unico posto dove si
poteva vedere, ai tempi della guerra fredda, uno scienziato americano dialogare con uno sovietico a testimonianza del ruolo speciale della città che, fin da allora, ha avuto un profilo votato alla diplomazia scientifica”.

“L’Italia si deve accorgere di Trieste, del suo potenziale e della sua specificità”, ha detto il presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, Fernando Ferroni, il quale ha sottolineato come lo svolgimento nel capoluogo giuliano di Esof 2020 rappresenti una vittoria anche per il Paese”.

Sui giovani ha insistito il presidente della Fondazione internazionale Trieste, Stefano Fantoni, il quale ha dichiarato che uno degli obiettivi di Esof 2020 è quello di far partecipare all’evento tanti studenti per proiettare quello che sarà il loro futuro, ovvero le nuove professioni che si svilupperanno nei prossimi anni e che adesso ancora non esistono sul mercato.

Fantoni ha ribadito quello che sarà un altro dei principali temi della manifestazione, “lo sviluppo sostenibile che la comunità scientifica ha il dovere di tenere tra i primi posti dell’agenda”.

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