11/12/2017

Cos’hanno in comune Flaibano, Mereto di Tomba e Sedegliano?
Il referendum consultivo per la fusione dei tre comuni ha dato l’unico esito prevedibile alle due domande rivolte alla cittadinanza, mentre la notizia negativa in assoluto è l’affluenza alle urne che non ha nemmeno consentito di convalidare il referendum: la percentuale di votanti affluiti alle urne è l’unico risultato che eguaglia i tre comuni. Nessuna località ha raggiunto il cinquanta per cento, totalizzando complessivamente solo il 45,38 % considerando, come previsto dalla legge, anche gli elettori all’estero AIRE. Se invece considerassimo solo i presenti nel territorio nazionale, sono stati ben il 62,20 % coloro che hanno voluto esprimere la loro opinione.
Coloro che sono andati alle urne per esprimere la loro preferenza in relazione alla fusione dei tre comuni hanno espresso chiaramente il loro parere negativo, con l’unica possibilità di discussione a Mereto di Tomba, dove i NO sono stati solo il 50,48%, probabilmente un risultato comprensibile per dei residenti che vorrebbero togliere il termine TOMBA dai loro documenti. A Flaibano l’esito è stato del 63,19% a favore del NO, mentre la percentuale a Sedegliano, il comune più grande dei tre, è stato del 60,91%.

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Sebbene non abbia nessuna importanza a questo punto, l’altro quesito posto a referendum relativo al nome da attribuire alla fusione che, se la Regione non vuole correre il rischio di una rivolta, non ci sarà mai: a Flaibano avrebbero preferito il nome Tre Borghi ben il 78,70% dei votanti, mentre a Mereto di Tomba e Sedegliano il nome Castelliere ha ottenuto rispettivamente il 69,61% e il 67,72%. La legge regionale infatti prevede che la giunta può decidere in merito alla fusione, a prescindere dall’esito del referendum, che comunque era consultivo, quindi non vincolante e per norma avrebbe dovuto raggiungere il quorum del 50 % per assumere un valore. Auspicabile comunque sia sufficientemente indicativo l’esito con il 57,79% dei NO nel totale dei tre Comuni.
In effetti è innegabile che le tre località hanno un solo punto in comune: i tre sindaci di sinistra. I quali, con scarsa considerazione nei confronti dei cittadini che li avevano votati, attraverso una campagna referendaria in cui hanno messo sul piatto tante menzogne, a favore della fusione, alle quali la stampa “di partito” ha dato grande eco, come nel caso della connessione veloce a internet che secondo loro sarebbe stata da attribuire alla prospettiva di fusione, mentre tutti hanno compreso che se un’azienda si interessa per portare la fibra nelle case, prima ancora di conoscere l’esito del referendum, è semplicemente perché non gliene frega niente di come si chiama il comune, ma è interessata ai cittadini intesi come potenziali clienti. Che siano residenti in un solo grande comune, oppure in tre comuni diversi, per loro non cambia assolutamente.

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Qualcuno sarà sicuramente contento del referendum per la fusione, dato che dei 150.000,00 Euro disponibili, quasi un terzo (€ 48.566,00) sono stati consegnati a ComPA – Centro di competenza per la Pubblica Amministrazione, di cui non si conosce lo stato fiscale con precisione, dovrebbe essere un’associazione, interpellata per uno studio di fattibilità della fusione, di cui invece conosciamo bene l’esito. Quasi un altro terzo dei nostri soldi messi a disposizione dalla Regione sono stati spesi per spettacoli teatrali e concerti (€ 42.200,00). Certo una tecnica di comunicazione alternativa, puntante più sulla qualità che sulla quantità di persone da informare, dato che su 8.331 elettori coinvolti complessivamente, non credo siano andati nemmeno il dieci per cento a vedere gli spettacoli.
Domenica 11 giugno ci sono state anche le elezioni in tante località d’Italia che, per l’ennesima volta, hanno dimostrato che quando si tratta di scegliere il sindaco, l’amministrazione locale delle città, la gente vota la persona, il candidato, a prescindere dal partito di appartenenza e di quanto avviene a livello nazionale. Altra conferma inutile è relativa all’incapacità delle preminenti testate giornalistiche nazionali a prendere in considerazione i numeri dei risultati elettorali, lasciando spazio alle interpretazioni di comodo.

In questo Paese si riesce a parlare di sonora sconfitta del Movimento 5 Stelle, senza considerare che praticamente dovunque è risultato il partito con il maggior numero di voti. Estranei alle coalizioni incredibili delle altre formazioni, non hanno raggiunto i risultati sperati, rimanendo fuori dai ballottaggi nei centri principali.
In Friuli Venezia Giulia ventisette Comuni hanno scelto il primo cittadino per i prossimi cinque anni, in provincia di Udine l’affluenza è stata del 54,95%, su un totale di 44.308 elettori, si sono presentati 24.347, con la punta massima incredibile a Lignano Sabbiadoro che ha visto la partecipazione del 63,28 % degli aventi diritto al voto, mentre a Taipana solo il 37,59 %. In provincia di Gorizia i numeri complessivi sono simili, grazie al capoluogo coinvolto: ha raggiunto il 57,08 % con 25.463 voti su 44.611 elettori. A Pordenone c’erano 60..431 chiamati alle urne e hanno votato 32.709 cioè il 54,13 %. Nella provincia di Trieste (se si può ancora chiamare così) si votava solo a Duino Aurisina e 4.473 hanno votato su 7.668 elettori pari al 58,33 %.

Quello che non è cambiato assolutamente è stato lo spoglio. Il sistema della Regione autonoma ha perso nelle tempistiche rispetto a tutto il resto d’Italia. Mentre durante la notte abbiamo saputo l’esito delle consultazioni di città come Genova, Palermo, Verona e nelle prime ore del giorno c’erano i risultati definitivi di quasi tutto il resto della nazione, il Friuli Venezia Giulia ha chiuso e sigillato i seggi sino alle otto di mattina, quando hanno iniziato gli spogli. Grazie a questa bella scelta, il Friuli Venezia Giulia è stata l’ultima Regione d’Italia a conoscere i risultati elettorali, facendo l’ennesima figura degli ultimi, dopo gli ultimi.

I risultati ufficiali dei singoli comuni sono disponibili nel sito della Regione (http://elezionistorico.regione.fvg.it/amministrative2017/elezCom.html), assolutamente inutile considerare gli esiti nel complesso, dato che nella stragrande maggioranza dei casi i cittadini vanno a votare per eleggere il sindaco, senza pensare a quello che i partiti stanno facendo o potrebbero fare a livello nazionale o regionale. Non consideriamo le esternazioni di soddisfazione da parte di tutti i partiti che si dicono sempre vincitori (riferendosi a un Comune anziché un altro). Possiamo prendere in considerazione le località, una per ogni provincia, più importanti per numero di residenti come la città di Gorizia (30.400 elettori) dove ha vinto Rodolfo ZIBERNA che riceve il testimone da Romoli, tenendo il centro destra al vertice e noi col fiato sospeso. Fino a 36 sezioni su 37 aveva il 49,68% delle preferenze e solo dopo le 16 il risultato definito, scoprendo che con il 49,88% , per una manciata di voti, dovrà andare al ballottaggio con Roberto Collini (che ha avuto il 22,68%), Azzano Decimo (13.785 elettori concittadini dell’assessore regionale alle Autonomie Locali Paolo Panontin) è stato confermato Marco PUTTO per il centro sinistra con il 52,27%, a Cervignano del Friuli (11.285 elettori) hanno confermato l’attuale sindaco Gianluigi SAVINO esponente di una lista civica in solitaria e, l’unica località in provincia di Trieste chiamata alle urne, Duino Aurisina (7.668 elettori) hanno scelto Daniela PALLOTTA (coalizione di centro destra) come Sindaco.

Marco Mascioli

 

GORIZIA
Pordenone, 12 giu – Rodolfo Ziberna, appoggiato dalle liste Aiutiamo Gorizia con Ziberna, Con Ziberna Unione di Centro, Lega Nord, Con Ziberna Forza Italia Berlusconi, Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale, Popolo di Gorizia, Partito Pensionati, Autonomia Responsabile civica per Gorizia e Roberto Collini, sostenuto da Partito Democratico Gurizia Gorizia Gorica Collini sindaco, Percorsi goriziani, Gorizia è tua, Gorizia 100 sogni, accedono al turno di ballottaggio per l’elezione a sindaco del Comune di Gorizia Ziberna ha ottenuto 8543 voti, pari al 49,88 per cento delle Schede valide; Collini ha ottenuto invece 3884 voti, pari al 22,68 per cento delle schede valide. Il turno di ballottaggio tra i due candidati sindaco si terrà nella giornata di domenica 25 giugno.

PREONE
Anna Lenisa, appoggiata dalla lista Preone Civica, è stata eletta sindaca di Preone (Ud) con 149 voti, pari al 100 per cento delle schede valide. Il quorum affinché le elezioni fossero valide è stato raggiunto grazie al fatto che, come ha reso noto il Servizio elettorale della Regione, in questo caso non era previsto il computo degli iscritti all’anagrafe dei residenti all’estero (Aire).

TAIPANA
Alan Cecutti, appoggiato dalla lista Noi il fiume e la montagna, è stato eletto sindaco del Comune di Taipana (Ud), con 216 voti, pari al 61,36 per cento delle schede valide.

CLAUZETTO
Flavio Del Missier , appoggiato dalla lista Clauzetto è stato eletto sindaco del Comune di Clauzetto (Pn) con 144 voti, pari al 58,54 per cento dei voti validi.

CORMONS
Roberto Felcaro, appoggiato dalle liste Direzione Cormons-Felcaro sindaco e Start Cormons-Felcaro sindaco, è stato eletto sindaco del Comune di Cormons, con 1858 voti, pari al 48 per cento delle schede valide.

CIMOLAIS
Davide Protti, appoggiato dalla lista #Thimolei 2017, è stato eletto sindaco di Cimolais con 191 voti, pari al 100 per cento delle schede valide.

Il quorum affinché le elezioni fossero valide è stato raggiunto grazie al fatto che, come ha reso noto il Servizio elettorale della Regione, in questo caso non era previsto il computo degli iscritti all’anagrafe dei residenti all’estero (Aire). Pertanto l’affluenza finale a Cimolais, detratti gli Aire, è stata del 63,07 per cento.

ARTA TERME
Luigi Gonano, appoggiato da Futuro per Arta Terme, è stato eletto sindaco del Comune di Arta Terme (Ud), con 891 voti, pari al 67,86 per cento delle schede valide.

VITO D’ASIO
Pietro Gerometta, appoggiato dalla lista Vivere a Vito d’Asio, è stato eletto sindaco del Comune di Vito d’Asio con 247 voti, pari al 59,95 per cento delle schede valide.

MONTENARS
Claudio Sandruvi, appoggiato da Un domani per Montenars, è stato eletto sindaco del Comune di Montenars (Ud), con 222 voti, pari al 59,36 per cento delle schede valide.

SUTRIO
Manlio Mattia, appoggiato da Continuità per lo sviluppo artigianato e turismo Sutrio, è stato eletto sindaco del Comune di Sutrio (Ud), con 499 voti, pari al 64,14 per cento delle schede valide.

CERVIGNANO DEL FRIULI
Gianluigi Savino, appoggiato dalla lista Il Ponte, è stato eletto sindaco del Comune di Cervignano del Friuli (Ud), con 3619 voti, pari al 66,82 per cento delle schede valide.

SAN CANZIAN D’ISONZO
Claudio Fratta, appoggiato dalle liste Con Silvia fare centro, Partito Democratico e Sinistra responsabile, è stato eletto sindaco del Comune di San Canzian d’Isonzo, con 1287 voti, pari al 49,58 per cento delle schede valide.

BORDANO
Ivana Bellina, appoggiata da Insieme per Bordano e Interneppo, è stata eletta sindaca del Comune di Bordano (Ud), con 266 voti, pari al 58,08 per cento delle schede valide.

AVIANO
Ilario De Marco Zompit, appoggiato dalle liste Prima Aviano prima, Lega Nord, De Marco sindaco-Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale, Progettiamo Aviano, è stato eletto sindaco del Comune di Aviano con 1895 voti, pari al 46,71 per cento delle schede valide.

PRATA DI PORDENONE
Dorino Favot, appoggiato dalle liste Insieme per Prata e Lega Nord, è stato eletto sindaco del Comune di Prata di Pordenone, con 1940 voti, pari al 51,17 per cento delle schede valide.

POCENIA
Sirio Gigante, appoggiato dalle liste Rinnovare per crescere e Primavera giovani, è stato eletto sindaco del Comune di Pocenia (Ud) con 838 voti, pari al 65,16 per cento delle schede valide.

BUJA
Stefano Bergagna, appoggiato da Lega Nord, Lista per Buja, Valori Lavoro Famiglia e Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, è stato eletto sindaco di Buja (Ud) con 1922 voti, pari al 56,85 per cento delle schede valide.

CASARSA DELLA DELIZIA
Lavinia Clarotto, appoggiata dalle liste Bene comune per Casarsa e San Giovanni, Partito Democratico e Cittadini protagonisti, è stata eletta sindaca del Comune di Casarsa della Delizia, con 2116 voti, pari al 52,26 per cento delle schede valide.

MANIAGO
Andrea Carli
, appoggiato dalle liste Fiducia nel futuro, Alleanza per Maniago, Energia per il domani, è stato eletto sindaco del Comune di Maniago con 3872 voti, pari al 70,93 per cento delle schede valide.

SAGRADO
Marco Vittori,
appoggiato dalla Lista civica Agire comune con Marco Vittori è stato eletto sindaco del Comune di Sagrado, con 718 voti, pari al 63,37 per cento delle schede valide.

FONTANAFREDDA
Michele Pegolo,
appoggiato dalle liste Fontanafredda comunità attiva, Forza Italia-Fratelli d’Italia, Lega Nord e Il Ponte, è stato eletto sindaco del Comune di Fontanafredda, con 2574 voti, pari al 44,06 per cento delle schede valide.

LIGNANO
Luca Fanotto,
appoggiato da Comunità Lignano, Forza Lignano, Pensieri Liberi e Civicamente per Fanotto, è stato eletto sindaco di Lignano Sabbiadoro (Ud) con 1917 voti, pari al 54,44 per cento delle schede valide.

TRICESIMO
Giorgio Baiutti
, appoggiato dalle liste Coalizione civica per Tricesimo – Baiutti sindaco, Innova Tricesimo con Baiutti sindaco e Tricesimo solidale Baiutti sindaco, è stato eletto sindaco del Comune di Tricesimo (Ud) con 2593 voti (68,38 per cento).

AZZANO DECIMO
Marco Putto,
appoggiato dalle liste Futuro per Azzano, Partito Democratico e Azzano Si-Solidarietà innovazione, è stato eletto sindaco del Comune di Azzano Decimo con 4097 voti, pari al 52,27 per cento delle schede valide.

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