19/11/2019

Sulla recente edizione di Ein Prosit,per la prima volta scesa a valle dal tarvisiano dove è nato, e ospitato in sette importanti luoghi storici di Udine, resi disponibili dall’amministrazione comunale, interviene con una nota, l’assessore ai grandi eventi della città Maurizio Franz, per affermare il successo di questo evento, una scommessa vinta, nonostante resistenze e perplessità.

Per l’assessore En Prosit ha garantito a Udine una visibilità a livello internazionale ma ha anche rappresentato una occasione per iniziare a definire un metodo di lavoro basato non solo sulla collaborazione tra i vari territori del Friuli, dal tarvisiano ai comuni limitrofi a Udine, ma anche sulla sinergia che si è venuta a creare con la Regione e l’Università.

L’assessore riferisce (senza citarle)di riviste di settore che stanno dedicando spazio all’evento e, a titolo di esempio, indica il blog cinese Cheryl Tiu, che ha dedicato ampio spazio ad Ein Prosit.

(ndr) Cheryl Tiu è scritto da Zhang Mei Ling, una giornalista internazionale multimediale, che ha fondato la piattaforma di eventi Cross Cultures, che promuove lo scambio di culture attraverso il cibo, lavorando con gli chef dei 50 migliori ristoranti stellati Michelin e del mondo,

Zhang Mei Ling, tra i vari incarichi, tiene una rubrica per la Philippine Star e per Forbes USA, ed è un Tastehunter per i 50 migliori ristoranti del mondo e i 50 migliori bar del mondo. E’ stata editrice e vicedirettore / caporedattore di Lifestyle Asia per 12 anni e ha vinto il premio Top Food Influencer a Influence Asia 2017, il più grande spettacolo di premi sui social media in Asia. Quindi una blogger di vaglia, anche se non siamo in possesso dei numeri di cui il suo blog è capace.

Come l’assessore cita la blogger cinese, sarebbe opportuno fornire un elenco di quanti altri stanno scrivendo di Ein Prosit in giro per il mondo, per un motivo molto semplice. E’ l’unico feedback che giustifica più o meno ed in qualche modo un possibile ritorno di immagine ed economico ai territori, a fronte di un impegnativo budget pubblico servito ad Ein Prosit per “organizzarsi ed oranizzare” , proponendo la presenza in Friuli di una cinquantina di chef stellati provenienti da diverse parti del mondo con le loro cene dai 100 euro in su (fino ai 250) e una serie di vetrine sull’eccellenza gastronomica, in contesti storici suggestivi ma non accessibili ai grandi numeri in un tempo così limitato, come previsto dal calendario di Ein Prosit. Un evento che,probabimente, non ha potuto contare su un “pubblico pagante”, utile ad arginare i costi , almeno in parte. Valutazioni necessarie che vanno fatte, per capire se è si può dare o meno continuità all’esperienza, senza nulla togliere alla qualità portata in campo.

GFB

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