20/05/2019

Sono sempre le nostre scelte a determinare il futuro, quello delle nostre aziende e delle persone che occupa. Alcuni credono che continuare per la strada intrapresa tanti anni fa, quando il successo non mancava, è il modo migliore per attendere che tornino tempi migliori. Altri riescono a seguire l’onda, le evoluzioni, il mercato e si adattano ai cambiamenti, ma per farlo devono acquisire nuove conoscenze, competenze e adeguarsi alle normative che cambiano e soprattutto cercare di anticipare i tempi proponendo  tendenze che domani tutti vorranno seguire.

Qualcuno considera questo continuo mantenere “liquida” l’attività, capace di adattarsi al “contenitore” sia uno sforzo inutile, esagerato, mentre chi lo fa si rende conto sia la soluzione migliore in un mondo che muta da sempre, aumentando la velocità in modo esponenziale.

Ricordo la parabola dei fratelli, uno dei quali è rimasto a casa con il padre per coltivare la terra, l’altro, lo scapestrato, ha girato il mondo facendo qualsiasi tipo di lavoro ed esperienza. Come spesso accade il secondo, trovatosi in difficoltà economiche, torna mesto da padre a chiedere aiuto. Accolto alla condizione che anche lui andasse a lavorare la terra, il giorno successivo i due fratelli si divisero il campo di grano da falciare. Mentre il bravo figliolo armeggiava la falce con costanza e senza mai fermarsi, l’altro ogni mezz’ora era seduto sotto un albero a riposare. Prima di sera il discolo aveva finito tutto il lavoro, mentre il fratello con più esperienza non era riuscito nell’intento. Allora chiese spiegazioni e il giramondo gli spiegò che lui, ogni mezz’ora, si fermava, riposava e affilava la lama della falce, per ripartire con migliori risultati.

Un esempio di azienda che nata, nel 1947, in un’Europa devastata dalla seconda guerra mondiale, non ha mai smesso di migliorarsi e di anticipare le tendenze, creando modelli che tutto il mondo poi imitava, era quella di Enzo Ferrari. Lui non ha pensato che l’auto poteva essere un’utilitaria, un mezzo di trasporto, bensì un’opera d’arte, un oggetto di lusso fino a diventare uno status symbol. In una società, in prevalenza contadina, un’autentica visione profetica. 

Il mito di Enzo Ferrari a 120 anni dalla sua nascita e 30 dalla sua scomparsa, è stato il tema trainante dell’evento formativo svolto a Ruttars di Dolegna del Collio (GO) ideato e condotto da Loris Comisso con ospiti e testimonial eccellenti come Anna Mareschi Danieli: presidente di Confindustria Udine, laureata alla Bocconi di Milano e Director Finance alla Danieli di Buttrio, dopo esser stata responsabile finanziario Asia e Pacifico della stessa azienda; Matteo Zoppas: presidente dei Giovani Industriali di Confindustria Venezia e consigliere delegato di Acqua San Benedetto. Figlio di Antonia Zanussi (il cui padre fondò l’omonima fabbrica) e di Gianfranco Zoppas; Leo Turriniin collegamento video giacché l’autore e scrittore della biografia di Enzo Ferrari, giornalista sportivo sagace e ironico per Sky Sport e non solo (Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno), non poté essere presente a causa della contemporanea presentazione della Ferrari SF90 (in onore del 90° compleanno della casa di Maranello); Mauro Forghieri: ingegnere progettista e responsabile tecnico alla Ferrari F1 ai tempi di Niki Lauda pilota; Giordano Mazzi: musicista, compositore e consulente per Ferrari per i suoni promozionali durante i Saloni di Ginevra e altre esposizioni. Programmatore musicale, editor, arrangiatore e autore che tra l’altro ha collaborato per la realizzazione degli ultimi lavori musicali di Vasco Rossi, Eros Ramazzotti, Claudio Baglioni, Mina e Celentano. 

L’evento era rivolto principalmente a imprenditori, manager, dirigenti, direttori e tutti coloro che, ogni giorno guidano, e motivano i propri collaboratori o dipendenti per raggiungere gli obiettivi aziendali e ha visto la partecipazione di oltre un centinaio di persone, invitati da Loris Comisso (Business Formula) e sostenuto dallo sponsor Percorso Sicurezza con Paolo Grossa.

Marco Mascioli 

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