16/01/2018

Compie vent’anni il Consolato Onorario della Repubblica Ceca a Udine che, senza praticamente chiedere niente a nessuno, e in solitudine rispetto alla folta rappresentanza diplomatica storicamente presente a Trieste, da così lungo tempo testimonia nel capoluogo friulano un Paese che, tra l’altro, è molto più vicino al Friuli di quel che comunemente si pensi.

Parole del Console Onorario della Republica Ceca a Udine, Paolo Petiziol, in un incontro con i giornalisti che come principale motivazione aveva di rendere noto il conferimento alla sua persona della Croce al Merito d’Ungheria, consegnata il 2 giugno dal vice primo ministro Senjèn Zsolt durante una cerimonia all’Istituto Italiano di Cultura a Budapest. Il riconosciemnto va ad aggiungersi a quello di Cavaliere della Repubblica ungherese ricevuto nel 1997. E’ stato il Presidente della Repubblica d’Ungheria, János Ader, su proposta del Primo Ministro Viktor Orbán, a concedere l’onoreficienza a Petiziol per il costante contributo alle relazioni italo-ungheresi e al rafforzamento della cooperazione tra gli Stati della Mitteleuropa.
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Se un Consolato si giudica dal Console che lo regge, va detto che l’impegno di Petiziol è una strada lastricata di riconoscimenti, fino ad oggi sedici con l’ultimo ricevuto, e tra i quali possiamo citare la “Grosse Ehrenzeichen (Grande Ufficiale) al Merito della Repubblica d’Austria, nel 1991 caso unico di concessione ad un allora 45 enne.
Non mancano alti riconoscimenti giunti direttamente dalla la Repubblica ceca che Petiziol rappresenta nel nord est italiano, come anche quelli ricevuti da istituzioni polacche, slovacche, transcarpatiche, italiane e perfino dalla Repubblica Popolare cinese.

Petiziol, che dal luglio 2012 siede nel consiglio di amministrazione dell’Universita di Udine è anche animatore, attraverso l’associazione Mitteleuropa che presiede, di diverse iniziative di alto profilo, come l’annuale Forum internazionale cui partecipano personalità del mondo politico e diplomatico del centro ed est Europa. Testimonia quanto possa essere efficace, se lo si vuole, l’azione condotta in termini di cooperazione e di confronto e scambio culturale con Paesi vicini notevolmente importanti per il Friuli Venezia Giulia, non solamente sul piano storico.
Si tratta di continuare a sperare – chiosa Petiziol – che il territorio diventi più “esperto” nel saper raccogliere le risorse che in esso da tanti anni sono presenti.

GFB

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