27/02/2021

Cinemazero e il Filmmuseum di Monaco di Baviera presentano in anteprima assoluta alla 72esima Mostra del Cinema di Venezia, in una speciale serata di pre-apertura del festival tutta dedicata a Orson Welles, il ritrovamento, la ricostruzione e il restauro de Il mercante di Venezia, affiancato dell’altrettanto “veneziano” Otello, nella sua versione più estesa, restaurata dalla Cineteca Nazionale.
La serata veneziana prevede l’esecuzione dal vivo, a cura dell’Orchestra Classica di Alessandria, della partitura originale inedita de Il mercante di Venezia, di Angelo Francesco Lavagnino (1909-1987), grande compositore di colonne sonore cinematografiche e autore delle musiche di molti dei film di Orson Welles.

Il pubblico friulano potrà però conquistare un posto in prima fila anche senza raggiungere il Lido, grazie alla proiezione dei due film shakespeariani che Cinemazero (Pordenone, giovedì 3 settembre alle 21.00) e CEC – Centro Espressioni Cinematografiche (al Visionario di Udine, venerdì 4 alle 20.45) hanno messo in cartellone per unirsi alle celebrazioni del centenario della nascita di uno dei più straordinari maestri del Cinema. Ad introdurre il film e la serata ci saranno Riccardo Costantini, coordinatore di Cinemazero, e da Luca Giuliani, supervisore del restauro de Il mercante di Venezia.

Emblematicamente wellesiana è la rocambolesca produzione e l’incredibile recupero de Il mercante di Venezia, film incompiuto considerato universalmente perduto, che torna a nuova vita grazie al ritrovamento nel 2015 di nuovi materiali da parte di Cinemazero (Pordenone). Buona parte del film era stata consegnata diversi anni or sono da Oja Kodar, attrice, musa ispiratrice e ultima compagna di Orson Welles, al Filmmuseum München. Unendo i materiali dell’archivio tedesco a quelli ritrovati da quello friulano, aggiungendovi alcune scene conservate dalla Cineteca di Bologna, dopo un accurato lavoro di ricerca (La Cinémathèque Française; Paris Mercury Theatre Productions, New York;

Special Collections Library at the University of Michigan, Ann Arbor), si è potuti arrivare a realizzare una ricostruzione del film puntando a una versione che fosse il più possibile simile a com’era stato pensato e realizzato nella sua ultima versione da Orson Welles all’epoca.

Come d’uso con Welles, la produzione era stata travagliatissima: il film, a colori, che doveva mettere in scena una riduzione della nota pièce omonima di Shakespeare, era stato finanziato originariamente dall’emittente americana CBS, compreso all’interno di uno speciale dal titolo “Orsons’ Bag”. Se alcune fonti riportano problemi fiscali, altre sostengono che i primi finanziamenti bastarono appena a coprire le riprese a Venezia. Sta di fatto che Welles si ritrovò con una troupe, un film da portare a termine e il suo grande sogno di interpretare Shylock. Così, decise di continuare e di prendere in mano la produzione. Via da Venezia, si continuò a girare in Croazia, in Veneto e a Roma, dove il film fu montato. Le prime riprese furono effettuate nel 1969 a Venezia luogo che Welles ben conosceva per ragioni personali e per avervi girato alcune scene di Otello nel 1952.
Welles Il Mercante di Venezia, Trogir (HR) © Oja Kodar _ Cinemazero _ Filmmuseum München (Medium)
Vediamo così Orson Welles in persona mentre si prepara a entrare nel personaggio e cura personalmente il trucco, introduce lo spettatore alla natura di Shylock e dell’opera. Con un classico movimento fra realtà e finzione accoglie la richiesta di Bassanio e dopo aver salutato la figlia Jessica, si prepara – strada facendo in mezzo al carnevale – all’incontro con Antonio al termine del quale suggella il riscatto di una libbra di carne. Di lì a poco la sua rovina, culminante nel celebre monologo sulla differenza fra ebrei e cristiani e sul senso della sua vendetta.

L’Otello (96’) viene invece presentato nella versione lunga, restaurata dal CSC – Cineteca Nazionale di Roma. Si tratta della versione italiana del film, con i dialoghi a cura di Gian Gaspare Napolitano supervisionati dallo stesso Welles, che doveva essere presentata a Venezia nel settembre 1951, ma che Welles ritirò all’ultimo momento dal concorso annunciando che la copia non era pronta. Una nuova versione, più corta ma in inglese, fu presentata al Festival di Cannes nel maggio 1952, vincendo il Grand Prix. Un’altra occasione per il regista e attore di maneggiare l’opera di Shakespeare e vestire i panni tragici del personaggio di Otello e raccontare una storia in cui i più bassi sentimenti umani sono motore e protagonisti della scena.

Inoltre, sarà allestita al Lido durante la 72. Mostra (2 – 12 settembre 2015) la singolare esposizione Shakespeare & sigari. 12 studi per personaggi shakespeariani dipinti da Orson Welles, a cura di Bianca Lavagnino e Sergio Toffetti. Si tratta di 12 tavolette di legno (il retro delle scatole dei sigari preferiti da Orson Welles) che lo stesso Welles aveva dipinto a olio negli anni ’60 con una serie di personaggi shakespeariani: Macbeth. Otello, Falstaff, Shylock…

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