18/01/2018

Una delle conseguenze dell’utilizzo regolare di droghe leggere, in particolare negli adolescenti sotto i diciotto anni, porterebbe a una perdita media di circa 10 punti di quoziente di intelligenza (IQ), cioè una perdita di capacita’ cognitiva. Lo afferma il Dr. Collins, Direttore del National Institutes of Health (NIH), una delle massime autorita’ di ricerca non solo negli Stati Uniti, dicendosi preoccupato per la strada intrapresa negli Stati Uniti  verso la legalizzazione della marijuana con gia’ due stati, che l’hanno legalizzata. A citare Collins è il professor Umberto Tirelli, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano e figura di spicco nella ricerca medica. Il professore Tirelli aggiunge in una sua nota che il fumo della cannabis aumenta anche il rischio del tumore del polmone come dimostrato da un recente studio condotto dalla British Lung Foundation. Se i problemi cerebrali possono essere a scapito soltanto degli adolescenti, va ribadito – afferma Tirelli- che i rischi di cancro da fumo da cannabis riguarda tutte le età. A commento della nota di Tirelli aggiungiamo che il dibattito e ricerca su uso e tossicita’ delle droghe leggere si rapportano al dato di fatto che questo consumo ha assunto nel tempo il carattere di costume sociale al pari delle sigarette ed ultimante, purtroppo, della ludopatia. La sfida sta nel costruire una consapevolezza diffusa sui rischi reali che la scienza ha già individuato.

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