25/11/2017

“L’unico strumento efficace nel contrasto al consumo di droga, soprattutto tra i giovani e i giovanissimi, è ricorrere a un sistema d’informazione e prevenzione del fenomeno che coinvolga tutti gli attori istituzionali, dal sistema sanitario, alle forze dell’ordine, ai servizi sociali, alla scuola, proprio come quello messo in campo in Friuli Venezia Giulia”.

Questa la posizione dell’assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca, la quale ha evidenziato che “non è certo con iniziative isolate come la ‘Giornata regionale per la lotta alla droga’ che si fa una prevenzione seria, vera, efficace e duratura. La letteratura scientifica dimostra che iniziative sporadiche di sensibilizzazione, come ‘l’esperto che parla agli studenti’ di quanto faccia male e sia pericolosa la droga, sono insufficienti.

Proprio per questo la Regione ha definito una programmazione che supera la logica degli interventi estemporanei e nel Piano prevenzione 2014-2018 ha rafforzato la collaborazione con le scuole”.

Nel 2017 la Direzione salute regionale ha siglato un accordo quadro con l’Ufficio scolastico regionale per definire e sostenere le linee d’intervento e ha stanziato 100.000 euro per la promozione delle life skills attraverso i Dipartimenti di prevenzione, inoltre sono stati attivati programmi d’intervento precoce (early detection) per persone con comportamenti di dipendenza e di consumo a rischio con i medici di medicina generale e gli assistenti sociali. A maggio 2017 è stato avviato un percorso formativo per gli operatori delle aziende sanitarie operanti nelle scuole, incentrato in particolare sulla formazione di équipe che lavorino in modo sinergico, attraverso obiettivi e approcci metodologici condivisi, anche sulla base di esperienze come ‘Androna Giovani’ (Trieste) e ‘Progetto Top’ (Pordenone). Infine, non va tralasciata l’esperienza dei tavoli tecnici sul gioco d’azzardo patologico e sui trattamenti alcologici, i quali hanno permesso di evidenziare situazioni di criticità e disagio che posso favorire le dipendenze.

Telesca ha quindi rimarcato che ricondurre il fenomeno delle dipendenze solo alle sostanze stupefacenti è “riduttivo e pericoloso, perché vanno considerate anche la crescente diffusione delle dipendenze comportamentali (gioco d’azzardo, videogiochi, slot-machine) e la cultura dell’alterazione a tutti i costi e del ‘divertimento chimico’ soprattutto tra i giovanissimi. I dati dimostrano come i minorenni che si rivolgono ai servizi presentano situazioni di grande complessità, nelle quali l’abuso di sostanze rappresenta solo uno dei sintomi della loro sofferenza. Se nella maggioranza dei casi la motivazione al consumo è la voglia di sperimentare e di divertirsi – ha concluso l’assessore -, in altri può essere la risposta a un malessere preesistente, il quale causa l’emersione di problematiche che altrimenti rimarrebbero silenti”.

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