14/10/2019

Piuttosto che farsi una pera, meglio una mela. Come la stragrande maggioranza dei giovani che sono nati e vivono e studiano in Friuli, anche lui Luca Dorotea, noto come Doro Gjat, parla in italiano o in friulano in funzione delle persone cui si trova di fronte. Lo stesso anche nelle canzoni, un rapper come nella tradizione italiana ha il dovere di rispettare il ritmo, la timbrica, la sonorità delle parole, ma anche proferire frasi con significato. Le parole devono arrivare più al cervello più che al cuore, a differenza dei cantanti cui la “licenza poetica” e le esigenze di rimare spesso conferiscono l’autorità di utilizzare espressioni che hanno poco senso se estrapolate. 

La bravura dei rapper consiste proprio in questi due aspetti, saper improvvisare il testo di una canzone parlando di cose concrete e mantenere il ritmo inventando frasi che seguano la base musicale, pur contenendo significato vero e omogeneo. Per fare questo sicuramente ci vuole una grande capacità di linguaggio e d’espressione che ci consente di discernere i ragazzini che vorrebbero rappare in pubblico emulando i loro idoli e ripetendo le medesime parole, da quelli che hanno bravura e competenza espressiva e riescono a raggiungerti la testa con frasi originali, il cui senso non dimentichi, ma al contempo non riesci a ripetere. 

In assoluto credo sia il migliore, ma forse anche l’unico, friulano che ha le potenzialità per parlare sulle canzoni in italiano o in friulano, mantenendo sempre la sua peculiare cadenza tipicamente carnica. Sono sicuro che quando si esprime in dialetto, la stragrande maggioranza degli ascoltatori non capisce quasi nulla, alla stregua delle canzoni in inglese, tedesco o francese, ma ne apprezza la sonorità d’insieme. 

Probabilmente una delle soluzioni più interessanti individuate da Doro Gjat e i Carnicats consiste nell’ utilizzare l’italiano da parte sua, mentre i cori ripetono ritornelli in friulano. 

Originario di Tolmezzo, nacque nel 1983 e sin da adolescente appassionato alla musica, come tanti suoi coetanei ascolta Hip hop. L’esordio artistico risale al 2007 con il primo album omonimo del suo gruppo, i Carnicats. Vai Fradi, il suo primo album solista, a novembre 2015, ottiene ottimi riscontri sia di critica sia di pubblico, portando Doro a calcare palchi di rilievo nazionale come il Primo Maggio a Roma nel 2017 e a collaborare con Joss Stone l’estate scorsa. Friulano e fiero, canta in italiano con ritornelli in friulano e solo quando necessario per la presenza di voci straniere, utilizza l’inglese. 

La maturità artistica raggiunta da Doro Gjat che oggi è in condizioni di realizzare prodotti di grande qualità, si evince sin dal primo ascolto dei dischi più recenti. Nell’epoca in cui la musica non siamo più capaci di utilizzarla per sognare ad occhi aperti, molti dei loro brani sono disponibili su YouTube sotto forma di video musicali (peraltro alcuni molto belli). 

Orizzonti Verticali è il secondo disco da solista di Doro Gjat, realizzato e curato a Pantianicco presso gli studi Angel’s Wings da Nico Odorico e forse la magia delle sonorità emerse in questo disco sono scaturite proprio dalle mani di Nico. 

Dopo una chiacchierata con Luca credo d’aver intravisto un grande impegno per migliorare sempre, unitamente a una maturità che ritengo potrebbe lanciarlo nel panorama internazionale, raggiungibile solo accompagnandosi con grandi musicisti e strumentisti che spazino nel mondo del blues e del jazz. Sonorità caratteristiche con contrabbassi e Hammond, sax e clarinetti, che potrebbero accompagnare la sua voce e le sue parole a un livello senza eguali. Questa al momento è solo una sensazione egoistica generata dall’ascolto. 

Per il momento ci vediamo al Palamostre di Udine il 26 aprile per lo spettacolo dal titolo “Il Ragazzo Doro”. Nuovo spettacolo live di Doro Gjat che debutterà all’interno della rassegna promossa da Il Caffè del Venerdì con il patrocinio dell’assessorato alla cultura del comune di Udine e l’associazione San Marco, con inizio alle 20:45. Al termine del concerto ci sarà anche un rinfresco offerto da “La Fattoria” di Pavia di Udine. Uno spettacolo tutto nuovo, dove alla musica suonata in compagnia della sua band (Elvis Fior alla batteria, Luca Moreale alla chitarra e ai cori, Mirko Caso al basso e Giacomo Santini alla seconda chitarra) si alternano parti recitate, frutto dell’esperienza fatta all’interno del fortunato spettacolo teatrale Orizzonti Verticali A Teatro, che lo ha portato in giro per la regione durante la stagione invernale. 

Prova a chiudere gli occhi, apri la mente e lascia che l’immaginazione ti porti tra le montagne della Carnia e ascolta le canzoni di Doro Gjat seguendo le parole delle canzoni, sorridendo e vesti i suoi panni. Un’esperienza che sicuramente sarà piacevole, anche se nella vita, come nelle sue canzoni, non sempre tutto funziona come vorremmo.

Marco Mascioli 

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