15/01/2021

Le donne tornano al centro di quello di cui non vorremmo nemmeno parlare ma purtroppo bisogna ammettere che siamo ancora alle solite. Maschilismo e sessismo che continuano a rivelarsi in parole ed immagini e che costringono a prese di posizione sempre più decise di condanna. Sì, perché non si sta disquisendo di canali che dipingono la donna come oggetto sessuale ma di due “fonti” istituzionali: scriviamo della “minchiata” pubblicata dal consigliere Dario Angeli di Remanzacco su un social e del calendario di donne nude firmato Codacons. Due episodi che stanno sollevando un giusto polverone e che fanno parte della stessa matrice, dello stesso terreno di coltura/cultura. Qui pubblichiamo la reazione della CISL FVG al vergognoso post del consigliere, e della presidente la presidente della Commissione regionale per le Pari opportunità tra uomo e donna, relativamente al calendario…ma prima di lasciar spazio alle posizioni, una cosa mi preme sottolineare, a proposito del consigliere…
questo individuo ha subito cancellato il post, argomentando che qualcuno avrebbe potuto fraintendere, interpretare male quello che era in realtà il vero significato del post, come ha tenuto a precisare in una intervista a Telefriuli. Ed è proprio dal sito di Telefriuli che mi permetto di “rubare con un copia e incolla ( mi perdonerà la direttrice) il post incriminato affinché questo post campeggi ad aeternum su internet. Perché? perché prima di scrivere in pubblico occorre accendere il cervello, fare respiri profondi e contare fino a 10. E questo diventa un obbligo per chi vanta cariche pubbliche a qualsiasi livello. Mi si potrà dire che il corso delle cose ci porta nella direzione di comportamenti e linguaggi sempre più scellerati. Sarà anche vero ma fintanto che ci sarà un pò di fiato per reagire, condannare e chiedere a gran voce l’eliminazione degli imbecilli, di ci deve adoperare con tutte le forze. Ecco perché il post rimarrà a monito, ripescato e ripubblicato da noi come da altri.

SOLIDARIETA’ DELLA CISL FVG ALL’ONOREVOLE GIORGIA MELONI
Scatenano rabbia e amarezza, all’interno della Cisl Fvg, le frasi espresse dal consigliere comunale di Remanzacco, Dario Angeli, e indirizzate all’onorevole Giorgia Meloni. “Semmai ce ne fosse ancora bisogno, oggi abbiamo l’ennesima triste conferma che la battaglia contro il sessismo è ancora tutta in salita”- commentano a caldo la segretaria della Cisl Fvg, Claudia Sacilotto e la coordinatrice della Cisl di Udine e della bassa friulana, Renata Della Ricca. “Le parole utilizzate sono semplicemente vergognose: pur nella distanza dalle sue posizioni politiche, esprimiamo tutta la nostra solidarietà all’onorevole Meloni, vittima di un attacco vigliacco che non può essere in nessun modo giustificato”. La parità e il rispetto – commenta la Cisl Fvg, che proprio in queste settimane ha avviato un percorso di formazione e confronto sul tema del linguaggio – passano anche attraverso le parole: non sono assolutamente accettabili affermazioni come quelle espresse da Angeli, nei confronti di nessuno e che certamente non rientrano nel legittimo diritto di critica. Spiace anche che un uomo legato alle istituzioni, e che dovrebbe dare il buon esempio, si sia sentito libero di essere per un giorno un leone da tastiera, salvo poi – ma non ne avevamo dubbi! – riferire di essere stato frainteso e di aver sempre rispettato le donne. Una storia, purtroppo, sentita già tante, troppe volte e che certo non assolve chi non è in grado di assumersi le proprie responsabilità”.

E SUL CALENDARIO DEL CODACONS…

“A fronte di un calendario che, simbolicamente, ci catapulta indietro di molti decenni, sollecitiamo il Codacons a una comunicazione più giusta, nel senso di attuale e rispettosa dell’immagine che le donne, tutte le donne, restituiscono ogni giorno con il loro lavoro e vorrebbero fosse prevalente”.

Lo afferma in una nota la presidente della Commissione regionale per le Pari opportunità tra uomo e donna (Crpo Fvg), Dusy Marcolin, facendo proprie le parole della presidente nazionale delle Crpo in riferimento al calendario promosso e curato dal Coordinamento delle associazioni per la Difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori (Codacons). “Ho personalmente sollecitato, e a onor del vero si sono subito aggregate anche le altre referenti regionali, un intervento deciso e duro da parte della presidente – aggiunge Marcolin – alla quale abbiamo chiesto anche di scrivere al presidente del Codacons, motivando la richiesta di ritirare subito il calendario
‘Italienza’ dell’Associazione per i diritti dei Consumatori. Ci chiediamo, infatti, cosa ci sia di peculiarmente ‘italiano’, ‘sociale’ o ‘resiliente’ nel riproporre l’uso del corpo femminile, così esposto, quale simbolo di riscatto in una società duramente provata dalla pandemia e che, se di simboli ha bisogno, questi dovrebbero guardare a realtà meno stereotipate e più inclusive”.

“In un Paese ancora molto intriso di una cultura sessista che mortifica le donne e, soprattutto, alimenta quelle discriminazioni e violenze di genere che impediscono un paritario contributo allo sviluppo – si legge nella lettera inviata oggi al presidente Carlo Rienzi – riteniamo che il Codacons, in particolare in quanto garante dei diritti dei consumatori, possa e voglia fare la sua parte per nutrire al contrario la cultura del rispetto”. “Le donne stanno pagando il prezzo più alto in questa emergenza sanitaria, ma sono anche protagoniste delle professioni sistemiche che ci stanno salvando e perciò – sostiene il coordinamento delle Commissioni pari opportunità del quale anche
il Friuli Venezia Giulia è parte – non hanno bisogno di celebrazione, né di modelli, ma di un riconoscimento di ciò che sono e fanno”.

“Abbiamo chiesto, pertanto, l’immediato ritiro del calendario e che la comunicazione dell’Associazione ‘consideri le donne meritevoli di una rappresentazione che sia semplicemente alla loro altezza’. In definitiva – conclude Marcolin – il problema è che, ancora una volta, si faccia fatica a trovare alternative comunicative al nudo femminile. Un problema culturale, appunto, da affrontare sempre e comunque, senza campagne fondate sul pregiudizio, sul qualunquismo o sulla ricerca del consenso, ma solo sulla volontà di riflettere, e ancora riflettere, su ogni argomento riguardante la tutela dei generi”.

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