27/05/2018

“Un lavoro straordinario atteso da tempo e raggiunto grazie alla sinergia fra istituzioni. Ora tocca ai produttori cogliere la grande opportunità”.

Questo il commento espresso a Vinitaly dalla presidente della Regione, Debora Serracchiani, in occasione dell’evento di presentazione, nello stand del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali(Mipaaf), della nuova Doc Pinot Grigio delle Venezie che riunisce in un Consorzio interregionale il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e la Provincia di Trento.

È stato suggellato un accordo reso possibile, secondo la presidente, anche grazie alla collaborazione degli assessori delle tre Regioni che hanno creduto e portato avanti il progetto e al ministero “che – ha sottolineato – ci ha seguito con attenzione”.

“Una bella pagina di lavoro e di collaborazione” l’ha definita anche l’assessore regionale alle Risorse Agricole, Cristiano Shaurli, evidenziando che si tratta di “un risultato di cui siamo orgogliosi, il cui merito principale è dei vignaioli e della filiera vitivinicola che ha privilegiato la qualità rispetto alla quantità”.

“Questa avventura assieme – ha sottolineato Ugo Rossi, presidente della Provincia autonoma di Trento – è un gioco di squadra che si basa su un prodotto già affermato che vogliamo consolidare per sviluppare nuovi mercati e potenzialità di business”.

“Oggi – ha commentato il presidente del Veneto, Luca Zaia – lanciamo una sfida identitaria, nella quale ognuno dei protagonisti ha saputo rinunciare a un po’ della sua per far nascere un Consorzio al quale le istituzioni consegnano una Ferrari chiavi in mano e con il pieno di benzina, ora bisogna saperla guidare”.

Svelata nell’occasione anche l’etichetta della nuova Doc Pinot grigio delle Venezie.

Complessivamente i vigneti della nuova DOC valgono un potenziale produttivo di oltre 24.000 ettari: 13.400 ettari in Veneto, 8.000 in Friuli Venezia Giulia e 3.000 nella provincia di Trento. Il Pinot Grigio è la quarta varietà di uva coltivata in Italia con una crescita negli ultimi cinque anni pari al 144 per cento e il mercato internazionale come principale punto di riferimento.

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