22/07/2018

Sembrerà strano, ma dall’olio di frittura delle cucine di case e ristoranti si può ricavare diesel “green” di alta qualità. E lo diventerà proprio grazie alla raffineria Eni di Porto Marghera, la quale sarà protagonista di un protocollo innovativo per il settore. Infatti, secondo l’accordo firmato ieri mattina a Roma tra il colosso degli idrocarburi e il Conoe, il Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli esausti, l’olio fritto usato dei ristoranti e delle mense sarà utilizzato per la produzione di diesel verde nello stabilimento veneziano. L’intesa è stata siglata alla presenza del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. Il Conoe, dunque, si impegna a fornire a Eni tutto l’olio esausto raccolto dalle sue aziende per alimentare la bioraffineria di Porto Marghera (riconvertita nel 2014) e quella di Gela, che sarà riconvertita l’anno prossimo. L’impianto lagunare oggi utilizza soprattutto olio di palma importato. L’uso degli oli vegetali esausti permetterà di ridurre le emissioni di anidride carbonica e di polveri sottili dai carburanti, oltre ad eliminare i problemi che questi olii creano oggi agli impianti di depurazione. Il green diesel prodotto costituirà il 15% del carburante diesel premium di Eni, l’Eni Diesel+.

Share Button

Comments are closed.