28/11/2020

Per la terza volta nel 2020 il Friuli Venezia Giulia respinge l’assegnazione governativa di quote per attingere dal mercato straniero lavoratori nei settori dell’edilizia, dell’autotrasporto e dell’accoglienza turistico-alberghiera. Alle necessità del mercato del lavoro si da risposta con lavoratori residenti sul territorio reginale, ha precisato l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen puntualizzando che “il Governo ripropone il decreto Flussi, ovvero il documento tramite il quale il ministero del Lavoro chiede alle Regioni quali siano i fabbisogni del territorio rispetto alla possibilità di accogliere lavoratori stranieri in determinate categorie nelle quali l’offerta latita rispetto alla domanda. Di norma, il decreto flussi era circoscritto al perimetro del lavoro stagionale, soprattutto agricolo e turistico, ma il Ministero ha deciso di allargare il compasso a tutti i lavori subordinati. Si tratta di una scelta che la Regione ritiene profondamente sbagliata concettualmente, e molto pericolosa in questo momento.
Immaginare di affrontare questa crisi importando lavoratori extracomunitari in settori chiave è un’azione politicamente suicida e socialmente irresponsabile. Con un atto come questo – ad avviso dell’assessore – il Governo soffia sul fuoco della disperazione. Serve la proroga del blocco dei licenziamenti e una tutela più solida verso i lavoratori, non questi indulti internazionali occupazionali”.
“Sia a gennaio che a luglio – ha spiegato Rosolen – la Giunta regionale aveva chiarito che il Friuli Venezia Giulia può supplire ad eventuali richieste del mercato valorizzando le risorse, garantendo contestualmente un’attività formativa specializzante e specifica. su edilizia e trasporti, per noi, si pone un problema reale di dumping da Paesi stranieri. Se il Governo italiano, anziché arginare e contrastare la concorrenza sleale – sottolinea l’assessore – crea le condizioni affinché queste situazioni prosperino, condanniamo al collasso il sistema. Questo non è un momento ordinario: quando si fanno le norme, la conoscenza del territorio è fondamentale”.

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