24/04/2018

 SANITA': L’INNOVAZIONE FA LA DIFFERENZA

“Vera innovazione e sostenibilità economica” è il tema che ha aperto ad Asiago-Gallio la Summer School organizzata da Motore Sanità.

A dare il via ai lavori l’Assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, il Presidente Consiglio Regionale Regione del Veneto – Roberto Ciambetti, e la Vicepresidente della Liguria e l’Assessore alla Sanità Sonia Viale. Ha portato i saluti il sindaco di Gallio, Emanuele Munari, che ha sottolineato come questo appuntamento, dove si confrontano i massimi esperti di politica sanitaria, sia diventato per Gallio un punto fermo.

L’assessore Gallera ha introdotto il tema dell’universalismo, quale valore straordinario della sanità italiana da difendere. I pazienti cronici sono quelli che hanno un reale bisogno di una sanità che funzioni, e purtroppo questo sistema non è adeguato in quanto c’è la necessità di superare il modello da un ospedale centrico a favore di una medicina più rispondente ai bisogni di salute. “Con la riforma lombarda abbiamo costruito un percorso di presa in carico del paziente cronico che colleghi l’ospedale al territorio, un sistema con il quale riusciremo a migliorare la qualità dei servizi offerti e nel contempo a rendere sostenibile il nostro sistema sanitario regionale”.

“L’importanza di coniugare innovazione e sostenibilità garantisce un sistema sanitario valido, frutto di un lavoro quotidiano di migliaia di medici e di personale non medico che si impegnano ad offrire un modello di riferimento del servizio pubblico con un costo inferiore medio della media nazionale e ben sotto della media europea senza per questo abbattere la qualità del servizio reso” – lo ha detto Roberto Ciambetti, Presidente Consiglio Regionale Regione del Veneto. Il Presidente ha poi sottolineato l’importanza del risparmio virtuoso: “Sono l’estensore di una legge sull’economia circolare e avendo studiato il modo per allocare al meglio le risorse, combattendo gli sprechi, posso solo dire che l’innovazione può sposarsi con la sostenibilità consentendo il miglior livello di gestione”.

Anche la Regione Liguria è in prima linea per cambiare e salvare il sistema pubblico per il quale si è mossa con un’azione riformatrice: Sonia Viale, Vicepresidente Regione Liguria, Assessore alla Sanità, Politiche Sociali e Sicurezza – ha spiegato che la figura del direttore socio sanitario difenderà con pari dignità il territorio rispetto alla parte ospedaliera per venire incontro alle esigenze di una popolazione ormai anziana. Regione Liguria vuole essere un punto di riferimento tra i vari sistemi regionali.

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L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE IN UN PAESE DI MALATI CRONICI

Nell’ambito della Summer School , si è parlato di prevenzione tra obbligo ed educazione del cittadino e tra regionalismo e centralismo. In un sistema sanitario che deve fare sempre di più i conti con la razionalizzazione della spesa, la prevenzione assume un aspetto fondamentale: riuscire ad evitare patologie invalidanti e costose, pensiamo solo a quelle cardiovascolari estremamente diffuse, al diabete o ancora ai tumori, non solo consente un risparmio in termine di spesa ospedaliera e farmacologica, ma ha un impatto molto forte anche sull’economia in termine di giornate di lavoro perse.

Ad introdurre i lavori  Antonio De Poli, Capo Questore del Senato della Repubblica – “Tutti i dati riguardanti la prevenzione sono in calo, i tumori e le malattie cardiocircolatorie si confermano tra le principali cause di ricovero ospedaliero senza variazioni espressive a livello regionale – ha affermato De Poli – tali malattie, tumori e malattie cardiocircolatorie rappresentano la principale causa di morte in quasi tutti i paesi europei. In Italia, il tasso standardizzato di mortalità per queste cause è pari al 31,2 decessi ogni diecimila abitanti, quello relativo ai tumori è pari a 26 decessi su diecimila abitanti. I tumori sono la seconda causa di morte dopo le malattie del sistema cardiocircolatorio sia in Italia sia nel gruppo dei 27 paesi UE”.

Il Rapporto Osservasalute 2016 ci dice che gli italiani sono un popolo di malati cronici: “Complice l’invecchiamento della popolazione questo tipo di malattie è in aumento e riguarda quasi 4 italiani su 10, pari a circa 23,6 milioni di persone, che ‘succhiano’ molte risorse al Servizio sanitario nazionale – sottolinea il Capo Questore del Senato – infatti, ai malati cronici sono destinate gran parte delle ricette per farmaci e sono loro che affollano più spesso le sale d’attesa degli studi dei medici di famiglia. Insomma italiani sempre più malati cronici (4 su 10), sempre più vecchi, e con una prevenzione che evidentemente risulta insufficiente. Si investe ancora troppo poco in questo campo”. – ha concluso Antonio De Poli.

Stefano Scaramelli, Presidente III Commissione Tutela della salute, Politiche sociali e del terzo settore Regione Toscana – ha spiegato che: “Sul fronte della prevenzione dobbiamo vincere la sfida culturale, prima ancora che sanitaria, della consapevolezza. Le opportunità e gli strumenti della prevenzione sono un diritto da esigere e non un dovere da subire. È in questa prospettiva che dobbiamo lavorare nel medio termine – sottolinea Scaramelli – nel momento in cui si rende indispensabile ricorrere all’obbligatorietà, per fare prevenzione e tutelare la salute di tutti, emerge il limite di un obiettivo di crescita culturale e sociale che non è stato colto. Un sistema sanitario pubblico e universale, la garanzia di sicurezza della salute pubblica e la crescita culturale dei cittadini sui temi della prevenzione sono i tre assi su cui si muove la Regione Toscana”.

Rodolfo Lena, Presidente VII Commissione Politiche Sociali e Salute Regione Lazio – ha spiegato che la Giunta regionale del Lazio ha recentemente approvato un atto con cui si delibera il più grande investimento di sempre per il rinnovo di tecnologie e della rete di strutture e consultori finalizzato al potenziamento delle campagne di prevenzione della salute della donna e del bambino. “Il fondo, pari a 13 milioni e 516mila euro, – afferma Lena – è destinato a implementare le attività legate all’attuazione dei programmi di screening, di prevenzione e diagnosi precoce delle patologie oncologiche, mettendo a disposizione risorse per l’acquisizione di tecnologie di ultima generazione ad alta definizione. Nel campo oncologico, poi, effettuare diagnosi precoci è fondamentale per aumentare molto l’efficacia delle cure e le possibilità di guarigione. Il Sistema Sanitario Regionale del Lazio offre strumenti efficaci per identificare precocemente e contrastare e limitare le conseguenze di alcuni tipi di tumore attraverso tre programmi incentrati su: mammella, collo dell’utero, colon retto. Nei primi sei mesi di quest’anno abbiamo mandato inviti, per gli screening, a quasi un milione di persone, tante quante quelle invitate in tutto il 2016″.

Anche il Componente XXII Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati, Giovanni Monchiero – ha sostenuto l’importanza della prevenzione primaria nella tutela della salute, che considera universalmente riconosciuta e popolare. “I problemi sorgono quando dalla enunciazione teorica si passa alla applicazione pratica, sia per la difficoltà di mantenere l’adesione del singolo alle pratiche che pure condivide, sia per le evidenti implicazioni etiche di qualsiasi misura coercitiva – sottolinea Monchiero – esemplare, sotto questo profilo, la questione dei vaccini. Per arginare fanatismi antiscientifici, sostenuti dal ribellismo diffuso che impera sul Web, il Governo ha scelto la via della decretazione d’urgenza. La vaccinazione non è solo un problema di salute pubblica : investe anche la sfera delle relazioni profonde fra l’individuo e la società. Avrebbe quindi richiesto, in Parlamento e nel Paese, una discussione più ampia incentrata sul tema del “dovere”, concetto che la nostra società  “avanzata” ha praticamente rimosso”.

COMUNICARE LA SALUTE: TAVOLA ROTONDA SUL CASO VACCINI

Comunicare la salute: dedicata al caso vaccini la tavola rotonda che ha aperto l’ultima giornata della Summer School. Il decreto sull’obbligo introdotto dal governo, la risposta delle Regioni, e il timore di alcune fasce della popolazione sono stati temi centrali della giornata di lavoro, introdotti da Davide Faraone, Sottosegretario di Stato Ministero della Salute – “Un tema centrale e importante in cui conta tantissimo la comunicazione anche per chi deve mettere in campo i provvedimenti – ha detto Faraone – il decreto è nato perché c’erano dei numeri preoccupanti nelle vaccinazioni e non per obbligare le regioni, che avevano già preso delle iniziative a riguardo. Abbiamo sempre ricercato il dialogo e non va dimenticato però che nelle regioni ci sono delle performance disomogenee” – il Sottosegretario ha continuato insistendo sulla necessità di operare una forte sensibilizzazione della popolazione.

Il Veneto già in passato ha lavorato molto sulla normativa dei vaccini. Francesca Russo, Area Sanità e Sociale Sezione Attuazione Programmazione Sanitaria

Settore Promozione e Sviluppo Igiene e Sanità Pubblica – ha spiegato che: “Come regione si è attuato una serie di protocolli di monitoraggio e un sistema di banca dati, che stiamo rendendo disponibile ad altre regioni, che verifica ogni 6 mesi l’andamento delle coperture vaccinali”. La Dott.ssa Russo ha poi affrontato il tema della comunicazione: “Abbiamo inoltre implementato un piano di informatizzazione che rileva le coperture e i percorsi di comunicazione attuati e possiamo dire che, nell’ultimo periodo, si è verificata un’inversione del trend in calo”.

Regel Dagmar, Direttrice SC Dipartimento e Sanità Azienda Sanitaria dell’Alto Adige – ha posto l’attenzione della situazione vaccinale del Trentino Alto Adige, regione con i livelli più bassi di vaccinazioni rispetto alle altre regioni italiane: “Questo decreto però ci ha consentito di dare il via ad una riorganizzazione dei centri vaccinali per aumentare le coperture che da noi sono molto disomogenee – spiega la Direttrice – Sono circa 30.000 i bambini da 1 a 16 anni non ancora vaccinati contro il morbillo, la rosolia e la parotite – in questi casi la copertura vaccinale è del 70% circa, che aumenta al 90% circa per l’esavalente. Nel 2011 abbiamo avuto una forte epidemia di morbillo e parotite che ha richiesto numerosi ricoveri”.

Della necessità di avviare un programma serio di comunicazione ne ha parlato anche Domenico Scibetta, Direttore Generale Ulss 6 Euganea – che diventa cruciale quale punto di raccordo tra i professionisti della sanità e il cittadino comune, troppo spesso abbandonato a se stesso in un paesaggio informativo in cui hanno acquisito un ruolo sempre più rilevante strumenti e attori non istituzionali.

”Per questo motivo, il circuito della comunicazione sui vaccini funziona secondo logiche proprie che talvolta fatichiamo a comprendere: nel corso dell’intervento ne saranno illustrate le principali criticità e le eventuali strategie che possono essere messe in atto per superarle”.

È stata conclusa la tavola rotonda da Fiorenzo Corti, Vice Segretario Nazionale FIMMG, Responsabile Comunicazione FIMMG – che ha sottolineato l’importanza del ruolo degli operatori sanitari nella comunicazione con il cittadino, ma bisogna dotarsi di strumenti di supporto necessari per poter comunicare con la popolazione in modo efficace.

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