28/11/2020

Fatture con importi di tre, perfino di quattro volte superiori ai numeri abituali, a parità di  consumi. Troppe segnalazioni da parte delle imprese per pensare a un errore. Di qui  l’approfondimento con i funzionari dell’associazione e l’amara sorpresa di vedere uniti tutti  gli attori del sistema idrico territoriale nella decisione di una nuova articolazione tariffaria  che genera un impatto economico altissimo, in particolare sulle aziende che, per oggettive  necessità di lavoro, sono costrette a consumi elevati.

Giovanni Da Pozzo, presidente di Confcommercio della provincia di Udine, scrive al  presidente dell’Anci Fvg Dorino Favot, al presidente dell’Ausir, Autorità Unica per i Servizi  Idrici e Rifiuti Davide Furlan e al presidente del Cafc Salvatore Benigno denunciando  aumenti inaccettabili e auspicando di poter cogliere un immediato segnale di ripensamento.  «La nostra non è una richiesta di mera concessione di una dilazione di pagamento di  problematiche gestionali che sono state caricate sulle imprese – sottolinea Da Pozzo –, ma  una formale istanza di revisione di quanto deliberato. Bisogna considerare che oggi più che  mai la spia del malessere che attanaglia gli imprenditori sono i conti che si stanno  allineando rapidamente ai segni meno, dai ricavi delle vendite alle difficoltà crescenti e  impreviste del sistema generale. Il terreno di battaglia di chi rischia sul mercato ogni giorno  sta diventando particolarmente complicato: in questo contesto è semplicemente  incomprensibile, agli occhi di chi intraprende, accettare delle scelte quali quella  dell’aumento di un servizio in privativa».

Nella lettera Da Pozzo cita sia il passaggio della rettifica dell’articolazione tariffaria decisa  dal Cafc, sia il via libera dell’Ausir. «È nostro intendimento fare luce e porre rimedio  immediato ad una stortura tanto evidente quanto particolarmente inopportuna – rimarca  ancora il presidente della Confommercio –, anche in considerazione del momento storico che  stiamo attraversando».

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