17/11/2018

Ecco la prima mostra del 2016 a Villa Manin, dopo un anno di soddisfazioni per un luogo che si è trasformato in punto di riferimento e di produzione culturale – le residenze per artisti ne sono un esempio – oltre che consolidata sede di importanti esposizioni internazionali. Si inaugura tra pochi giorni “Nostalghia. Viaggio tra i cristiani d’Oriente” di Linda Dorigo, a cura di Annalisa D’Angelo, in programma dal 9 gennaio al 6 marzo (Barchessa di levante). La mostra, di stretta attualità per gli accadimenti sempre più accesi e violenti che coinvolgono la zona mediorientale, testimonia quasi tre anni di viaggio della fotografa Linda Dorigo, d’origine friulana ma triestina d’adozione e del giornalista toscano Andrea Milluzzi tra le comunità cristiane di nove Paesi del Medio Oriente. Il lavoro è diventato anche un libro fotografico edito da Schilt Publishing nel 2015 dal titolo Rifugio. Gli autori hanno viaggiato in Iraq, Iran, Libano, Egitto, Israele, Palestina, Giordania, Siria e Turchia per trovare in quei luoghi una chiave di lettura del presente: “Un viaggio a ritroso nei secoli che ci separa dalla nostra storia più̀ antica – commentano gli autori – scandito da incontri, silenzi, confessioni e confidenze, che ci porta a guardare negli occhi i “testimoni” della storia della nostra civiltà”. Il filo rosso che unisce le trentadue immagini in bianco e nero della mostra è quello della nostalghia (dal greco “il dolore del ritorno”): non solo uno stato psicologico di tristezza e di rimpianto per la lontananza da persone o luoghi cari, che è quello che vivono queste comunità costrette per lo più a fuggire dalle proprie terre, ma anche una risposta al sentimento del pericolo incombente sulla propria identità. Nostalgia anche di un passato antico, in cui si viveva quasi sempre in pace e la religione principale era il Cristianesimo, che nacque ed ebbe enorme sviluppo nell’area mediorientale. Le stampe di Dorigo ai sali d’argento in bianco e nero con i testi di Milluzzi,
testimoniano un pellegrinaggio: scoperte, sensazioni, emozioni e dubbi, sviluppando un percorso delicato e rispettoso che vuole muovere le coscienze sui fatti che accadono in quei luoghi, evocandone i valori e invitando a scoprire luoghi e popoli oltre i pregiudizi dei quali sono spesso vittime. L’obiettivo è anche testimoniare i soprusi subiti da queste terre, anche nei suoi luoghi più nascosti, da troppo tempo senza pace.

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