14/08/2018

Da oltre un anno si parla di COOPCA la coop carnica, con sede ad Amaro (UD), che sta cercando in tutti i modi di scongiurare l’ipotesi drastica del fallimento. In ballo ci sono, oltre al destino dei dipendenti, i risparmi di diciassettemila soci che, attraverso il meccanismo del prestito sociale, hanno affidato alle coop operaie centinaia di milioni. Capitali bloccati dal commissario a causa della crisi della cooperativa, finita nello stesso tempo nel mirino dei pubblici ministeri di Trieste per falso in bilancio. Secondo l’accusa delle autorità inquirenti, i conti delle Coop operaie erano “gonfiati” e “abbelliti” all’occorrenza attraverso operazioni immobiliari interne.
GLI IMBROGLI CONTABILI NON PAGANO.
Finora ventuno punti vendita hanno risolto con l’acquisizione da parte di altri gruppi privati, altri quattordici attendono trattative che non si prospettano, ma di questi alcuni hanno già le saracinesche pronte. Caddero nell’oblio moltissimi negozi che continuano a operare con il logo COOPCA in bella vista. Come se fossero esenti da qualsiasi coinvolgimento. Solo uno stolto poteva pensare che un’organizzazione come quella avesse speranze di non affondare con tutti i negozi del gruppo. Il mercato detta legge: gli imbrogli contabili funzionano fin tanto che non si chiede il conto.
NIENTE SALVAGENTE E SALVATAGGIO GLOBALE
Non ci sarà nessun piano di salvataggio, almeno non omnicomprensivo. Solo le realtà più valide economicamente potranno auspicare in un acquirente con l’interesse a mantenere in piedi le strutture, magari nei centri più remoti, isolati. Per gli altri, quelli poco appetibili dal punto di vista del mercato, si prospettano tempi molto duri. Adesso è Codroipo a vedere pessime prospettive. I dipendenti temono la crisi che salta di bocca in bocca, non presentando grandi opportunità per il loro futuro.
LA CONTA DELLE MOSCHE NELLE TASCHE
Le responsabilità sono chiaramente in capo a qualche furfante. Quasi ventimila soci si sono lasciati abbagliare da guadagni considerati sicuri, preferendo affidare i propri risparmi alla COOPCA anziché alle banche e oggi contano le mosche che hanno in mano.
Non considerare la copertura fino a centomila euro a correntista, da parte del fondo interbancario di tutela dei depositi (questo il motivo per cui le banche non falliscono quasi mai) che, diversamente dalle cooperative, in caso di bancarotta dimostrano tutte le loro fragilità e i veri rischi di una struttura estemporanea che non ha saputo restare al passo coi tempi.
PIU’ CHE UNA PETIZIONE…UNA PROPOSTA CONCRETA …ANDIAMO A FARE LA SPESA
Una petizione allora sembra uno strumento utile per far sentire la vicinanza di tutti nei confronti di coloro che subiscono in prima persona le conseguenze della cattiva gestione. Più una forma di protesta nei confronti di chi non ha più capacità e potere decisionale. Forse se oltre alla firma, acquistassimo qualcosa nel negozio di Codroipo, tutti i residenti e non solo, allora potremmo sperare di cambiare l’appetibilità nei confronti di potenziali rilevatori. Se poi volessimo fare completamente una bella mossa, potremmo acquistare qualcosa di italiano, prodotto in Italia se non addirittura in Friuli Venezia Giulia. Forse spenderemmo alcuni centesimi in più rispetto ai prodotti importati da chissà dove, ma avremo contribuito al miglioramento della situazione economica.
IL COMUNE DI CODROIPO AL FIANCO DEI LAVORATORI
La situazione della COOPCA a Codroipo vede anche il sindaco della città di Codroipo Fabio Marchetti, con una delegazione della giunta, firmare un documento che sarà un sofisma presentato al prefetto. Accompagnato dalla responsabile del punto vendita di viale Duodo, Pittioni Claudia, ha portato la solidarietà sua e dell’amministrazione ai diciotto dipendenti che si stanno adoperando con tutti i mezzi in loro possesso per scongiurare il licenziamento.
Il sindaco ritiene paradossale la situazione che decreta il fallimento delle cooperative, perché Codroipo è il comune con maggiore garanzia di attrattività per il settore del commercio e quindi chiudere un’attività che da oltre trent’anni garantisce qualità, scelta, servizio e competenza pare assai strano dal punto di vista economico.
Proprio il sistema delle cooperative, sul quale finora si è basata l’Italia, sta evidenziando il proprio fallimento. L’amministrazione si mette al fianco dei dipendenti al fine di garantirgli i posti di lavoro. Questo può avvenire solo attraverso il mantenimento del punto vendita di Codroipo per il territorio del Medio Friuli.
Marco Mascioli

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