18/06/2018

Piena condivisione da parte dell’assessore alla Cultura del Friuli Venezia Giulia, Gianni Torrenti, del
discorso pronunciato dalla console generale della Repubblica di Slovenia a Trieste, Ingrid Sergas, durante il
ricevimento al Centro triestino del libro in occasione del Dan drzavnosti, la festa nazionale slovena con cui si ricorda il 25 giugno 1991, quando il Parlamento di Lubiana approvò la Dichiarazione d’Indipendenza.

“Ho apprezzato – ha commentato Torrenti – soprattutto due passaggi. Innanzitutto l’invito alle amministrazioni ad
accelerare le attività a completamento di quanto previsto dalle norme di tutela per la comunità slovena in Italia e poi l’appello rivolto alle organizzazioni slovene di innovarsi e rendere più attuali le loro iniziative”.

L’intervento di Sergas è stato anche un bilancio dei tre anni e mezzo passati a capo del consolato sloveno nel capoluogo di regione. La rappresentante diplomatica, infatti, tra pochi giorni assumerà un nuovo incarico al ministero degli Esteri di Lubiana.

“Il mandato di tre anni e mezzo di Ingrid Sergas, è stato segnato da numerose iniziative di collaborazione, tra le quali vanno sicuramente ricordati gli incontri del Comitato congiunto Friuli Venezia Giulia-Slovenia”,
ha aggiunto Torrenti.

“È inoltre un vero piacere – ha evidenziato l’assessore – constatare la mole di progetti transfrontalieri e le altre forme di collaborazione in atto con la Slovenia, nella consapevolezza che è l’Unione europea, la cornice migliore per instaurare un legame duraturo di amicizia, pace e reciproco rispetto”.

“Anche per gli sloveni nella nostra regione – ha infine ricordato Torrenti – quella scelta fu fondamentale: sfilarsi da una grande federazione, come lo fu la Jugoslavia, poté sembrare rischioso, tuttavia oggi, a distanza di 27 anni, sappiamo che la svolta democratica e l’avvio dei processi di integrazione europea aprì alla Slovenia la strada verso successi straordinari, Dalla proclamazione d’indipendenza è iniziato per tutti noi, italiani e sloveni, un
processo che ci ha portato a immaginare, finalmente, un futuro comune”.

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