07/07/2020

In coincidenza ed in risposta ai dati regionali registrati dall’ARPA sull’inquinamento elettromagnetico, che risultano molto ad di sotto dei limiti europei e nazionali e, comunque, alla volontà da parte dell’amministrazione regionale di raddoppiare i controlli anche al fine di tenere sotto controllo e verificare eventuali complicanze per la salute pubblica derivanti dalla tecnologia 5G, la confindustrie di Udine e dell’Alto Adriatico prendono posizione con una nota congiunta, in cui sostengono fermamente la necessità assoluta di proseguire celermente sull’applicazione di questa nuova tecnologia.

“La partita del 5G è imprescindibile per la competitività territoriale. Questa tecnologia è importante per i cittadini e indispensabile per le imprese. Serve al Paese. E’ impossibile rinunciarvi ed è miope continuare a perdere tempo”.

E’ questo l’appello che Confindustria Udine e Confindustria Alto Adriatico – in una nota congiunta dei presidenti Anna Mareschi Danieli e Michelangelo Agrusti – rivolgono alle istituzioni locali e regionali e, più in generale, all’opinione pubblica per non perdere il treno dell’innovazione connessa alla tecnologia 5G.

L’emergenza Covid-19 ci ha dimostrato che internet veloce non è più un’opzione, ma una necessità, non si torna più indietro – prosegue la nota – Il traffico del mobile è aumentato del 40% e quello dalla rete fissa del 70%.

L’integrazione delle nuove reti fibra-5G influenzerà radicalmente la crescita e lo sviluppo di diversi settori. Il mondo va in questa direzione, siamo la seconda manifattura d’Europa, ma se non troviamo rapidamente la via italiana alla digitalizzazione della nostra manifattura la caduta sarà inevitabile. Non parliamo solo di pura attività industriale, ma di mobilità delle persone e delle merci, di sanità, di istruzione, di turismo, sicurezza dei servizi al cittadino della pubblica amministrazione, sottolineano i presidenti confindustriali.  

Le applicazioni pratiche di questa tecnologia  sono pressoché infinite: dall’utilizzo in remoto degli elettrodomestici alla visione dei programmi televisivi, passando per la guida assistita fino alla telemedicina. 

Quando si parla di Industria 4.0 – sono in molti a prevedere che sarà l’introduzione del 5G a sostenerne l’evoluzione. Attualmente, la richiesta di 5G è presente in tutta Europa: di anno in anno assistiamo al raddoppiare dell’utilizzo dei dati ed è verso i servizi per i consumatori, come ad esempio lo streaming, che si dirige gran parte di questo traffico – prosegue la nota -. Negli ambienti aziendali, l’ovvio vantaggio di una connessione 5G risiede nella capacità di connettere tra loro miliardi di device per rendere possibile l’IoT (Internet of Things). Questo tipo di connettività non solo aumenterà la capacità di automazione dell’industria, ma renderà anche possibile il raggiungimento del prossimo livello di trasformazione digitale: realtà aumentata e virtuale, robotica, traduzione simultanea, formazione e applicazioni di E-health.

 Grazie all’adozione di queste tecnologie più avanzate migliorerebbe la competitività internazionale dell’economia italiana.  

Ad oggi non esistono evidenze scientifiche sulla nocività di questa tecnologia e val la pena ricordare che i limiti sulle radiazioni elettromagnetiche vigenti in Italia sono tre volte inferiori rispetto a quelli fissati dall’Europa. I controlli, anche nella nostra regione, non mancano.

Quindi? Mentre gli altri Paesi, come sempre, corrono, noi indugiamo rincorrendo fantasmi e alimentando dubbi che non hanno alcun fondamento scientifico, ma troppo spesso servono per mero consenso politico. Intanto, il nostro digital divide aumenta in modo insostenibile. Non ce lo possiamo permettere. E’ bene che tutti lo sappiano e sarà utile che chi ha il potere di decidere si assuma la responsabilità di farlo.

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