16/08/2018

In risposta a una lettera all’on. Isabella De Monte, componente della Commissione per i trasporti e il turismo del Parlamento europeo, Bernardino Ceccarelli, Vicepresidente di Confapi FVG, ha illustrato il punto di vista dell’Associazione in merito alle proposte di regolamento che la Commissione europea sta predisponendo in materia di tempi di guida, di pausa e di riposo e sul c.d. tachigrafo intelligente.

Per Ceccarelli il nodo del problema risiede nella insostenibile concorrenza portata dai vettori dell’Est – accentuata dalle delocalizzazioni di imprese dell’Europa centro-occidentale e dall’affidamento del servizio di trasporto, intracomunitario e di cabotaggio da parte di spedizionieri e vettori a trasportatori di quei Paesi – nonché nell’assenza di un vero spazio economico europeo fondato su un’equilibrata e sana competizione con equivalenti condizioni salariali, previdenziali, assicurativi e fiscali. Non è un caso se le imprese vettoriali italiane sono quasi completamente estromesse, non solo nelle relazioni con l’Europa centro-orientale, ma anche in quelle con l’Europa centro-occidentale, dove fino a una decina di anni fa detenevano apprezzabili quote di traffico.

Introdurre nuove norme, restrittive o di dettaglio, in queste materie, senza che si proceda a organizzare sistematici controlli su strada in prossimità di porti e frontiere, non solo è inutile, ma è controproducente, perché aggiunge burocrazia a burocrazia, mentre continueranno ad essere assoggettati ai controlli i veicoli italiani, più facili da perseguire. Se non si risolve alla radice il problema dell’osservanza delle regole ogni riforma normativa diventa ridondante e inadeguata. Gli strumenti per farlo esistono già ora; semplicemente non sono applicati con l’intensità e la proporzione che la situazione richiede, incluso quello dell’osservanza del salario minimo garantito del personale viaggiante, prescritta anche in Italia, sia pur solo per i trasporti in regime di cabotaggio, ma di fatto disattesa.

A giudizio del Vicepresidente di Confapi FVG non v’è spazio per misure restrittive sui tempi di guida. L’unica modifica da adottare è, semmai, quella di rendere più elastica la disciplina, riconoscendo, ad esempio, una tolleranza di 30 minuti, per consentire al conducente di rientrare a casa o nella propria sede la sera o il fine settimana, essendone spesso impossibilitato per il traffico o altri contrattempi.

Viceversa, Ceccarelli concorda con la proposta della Commissione di rendere esplicito l’obbligo di effettuare i periodi settimanali di riposo regolare (45 ore) in alloggi adeguati e non nella cabina del veicolo, anche se all’interno di aree attrezzate, delle quali, peraltro, l’Italia difetta gravemente, come pure è d’accordo sull’introduzione dell’obbligo di registrare la posizione del veicolo ogni qual volta superi una frontiera, per meglio monitorare l’attività di vettori esteri e prevenire, se controllati, le diffuse pratiche di abusivismo.

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