07/07/2020

Di Marco Mascioli

Dopo anni di lavori, che comunque non sono ancora terminati, finalmente possiamo rivedere la facciata della dimora storica di Codroipo che fu dell’ultimo doge veneziano, in tutto il suo splendore. Nessuno sa se originariamente le pareti esterne della villa fossero così bianche o piuttosto grigie ovvero rosate, ma oggi si presenta con uno lucentezza che lascia senza fiato. Rimosse le impalcature che per anni hanno occultato la bellezza architettonica classica della villa veneta, concluso (quasi completamente) il vincolo generato dal Covid19, sabato 27 giugno è stato il momento di riaprire al pubblico. 

Una mostra dedicata all’artista di San Giorgio di Nogaro (UD) Angiolino, pittore del ‘900 (Alfonsino Filipputti 1924 – 1999) che nella vita fece il ferroviere e l’imbianchino, da autodidatta si dilettò realizzando quadri con cui immortalare i momenti  storici della sua epoca. Battaglie e bombardamenti  proposti con inventiva, ma di facile immediatezza espressiva. La seconda guerra mondiale  vista dagli occhi di un giovane artista autodidatta che, sebbene con qualche carenza dal punto di vista della tecnica pittorica, ha saputo rendere immediatamente riconoscibili le vicende. Dai partigiani a Hiroshima e Nagasaki, dall’entrata degli americani a San Giorgio di Nogaro, alla risiera di San Sabba a Trieste. 

Alcune delle più importanti opere dell’Angiolino sono visibili al primo piano della barchessa di levante di Villa Manin sino al 27 settembre, mentre l’intera collezione solitamente si trova esposta nella splendida Villa Dora a San Giorgio di Nogaro. 

Per l’inaugurazione a Codroipo in Villa Manin c’era l’assessore regionale del Friuli Venezia Giulia alla cultura Tiziana Gibelli, il Sindaco di San Giorgio di Nogaro Roberto Mattiussi, quello di Codroipo Fabio Marchetti, il curatore della mostra Dino Barattin, il fratello e il figlio dell’artista, oltre a Guido Comis direttore di Villa Manin. 

Oltre all’inaugurazione della mostra al mattino, Villa Manin ha aperto sabato anche la stagione dei concerti. Finalmente organizzati nel parco retrostante la villa, a ingresso gratuito, ma su prenotazione nominativa. Sicuramente eventi più consoni alla dimora storica, rispetto ai grandi eventi a pagamento che si tennero in passato tra le esedre, come concerti rock e pop caratterizzati da amplificazioni adatte solo allo stadio.  Quest’anno ci saranno grandi interpreti di musica Jazz, soul, classica e anche leggera con nomi come Raphael Gualazzi che ha aperto la sera del 27 giugno, domenica 28 c’era Raiz (Almanegretta), seguiranno Margherita Vicario il 4 luglio, domenica 5 Dente, Nicolò Fabi sabato 11 luglio e tanti altri che trovate nel calendario del 2020 http://www.villamanin.it/villa-manin-estate

Gli spettacoli e i concerti iniziano alle 18.00 a dimostrazione del fatto che per ascoltare buona  musica non è indispensabile avere palchi giganteschi, strutture enormi e impianti luci ed effetti da stadio, bastano buone orecchie e musicisti capaci. Forse adesso si può apprezzare anche la musica in un contesto storico talmente importante come Villa Manin. 

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