15/01/2021

Di Marco Mascioli

Nella città di Codroipo il 2020 è stato comunque molto produttivo. L’arguzia dell’amministrazione comunale ha consentito di trovare soluzioni anti-Covid come i Consigli comunali nel palazzetto dello sport o nell’auditorium per garantire il distanziamento, per cui sono riusciti a fare comunque nove Consigli comunali, 67 riunioni di giunta e 19 commissioni. 

Sfruttando l’impossibilità da parte degli studenti di fare lezioni in aula, hanno accelerato i tempi per i lavori di manutenzione straordinaria, grazie anche alle ditte locali che hanno operato giorno e notte, per terminare i lavori prima del previsto. La palestra delle scuole medie, risalente al 1951, ora sarà oggetto d’importanti lavori di “aggiornamento” con finanziamenti e progetti già approvati, che saranno messi in atto nel corso di quest’anno. 

La pandemia ha di fatto chiuso cinema e teatri, così è stata sfruttata come occasione anche per il Benois De Cecco. Un grande intervento all’esterno e all’interno del teatro comunale, per l’adeguamento delle misure di sicurezza e la sostituzione delle sedute che peraltro sono state riciclate nell’auditorium di via 4 novembre, giacché erano ancora in ottime condizioni, mentre dall’altra parte ci si sedeva su quelle di legno che ricordavano le carovane dei cow-boy, tranne quelle rotte o incomplete. 

Non ci sono più le impalcature davanti al palazzo municipale che ora si presenta con la facciata rinnovata e illuminata col tricolore, ma a breve partiranno i lavori per la costruzione di un nuovo edificio nello spazio ora occupato dalla vecchia canonica che sarà demolita, dietro l’attuale sede del Comune, che sarà la naturale collocazione per la gestione dei servizi condivisi della comunità del Medio Friuli. 

Dopo aver saputo dal presidente del Consiglio Regionale che il ripristino delle province sarà imminente, sebbene la procedura burocratica sia complessa, la notizia di maggior risalto per questo inizio d’anno da parte del Sindaco della città di Codroipo Fabio Marchetti è relativa all’istituzione della comunità del Medio Friuli (praticamente si torna alle origini). I 18 pozzi di san Patrizio dove sono stati buttati inutilmente tanti soldi dei cittadini del Friuli Venezia Giulia, che chiamavano UTI (unioni territoriali intercomunali), sono scomparse al termine stabilito dalla giunta Fedriga con la legge regionale 29/2019, senza che nessuno se ne sia accorto o ne sentisse la mancanza (tranne chi stava mangiando al tavolo delle UTI stesse).  

Ora si torna alle collaborazioni tra Comuni confinanti, come le Comunità Collinari o della Riviera Adriatica nella Bassa Friulana, per la condivisione di alcuni servizi in ottica di risparmio delle risorse. Così rinascerà la Comunità del Medio Friuli con Codroipo capofila. Un’iniziativa per consolidare le risorse del territorio guardando in avanti, condividendo in sinergia, mettendosi assieme per condividere alcune competenze basilari all’interno di 11 Comuni, come per esempio i servizi sociali, l’informatizzazione della pubblica amministrazione, i servizi e le attività produttive, la Polizia Locale e la gestione del personale, oltre alla cultura con lo storico PIC (progetto integrato cultura) che in verità coinvolge tanti altri Comuni.  In relazione alla cultura, la nuova Comunità del Medio Friuli potrà candidarsi a gestire l’immobile tra i più prestigiosi della nostra regione, cioè Villa Manin, che sicuramente sarebbe a tutto vantaggio del turismo, non solo nel Medio Friuli. 

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