23/04/2019

CiviBank intende “rimanere indipendente per essere il punto di riferimento per le famiglie e gli operatori economici di Friuli Venezia-Giulia e Veneto, e promuovere la crescita economica, sociale e culturale del territorio in cui opera”. E’ questa la premessa del Piano Strategico 2019-2022 varato dal Consiglio di Amministrazione di CiviBank presieduto da Michela Del Piero. I contenuti del “Piano” sono stati illustrati dal Direttore Generale Federico Fabbro al personale direttivo della Banca in un’apposita riunione apertasi con l’intervento di Andrea Stedile, Vice Presidente, in rappresentanza del CdA.

Gli obiettivi economico-finanziari del Piano prevedono una progressiva crescita della gestione che punta a conseguire un utile lordo di 30 milioni di euro a fine 2022, un rafforzamento patrimoniale, una riduzione dell’incidenza dei crediti deteriorati lordi dal 17,5% del 2018 al 9,6% del 2022, un incremento degli impieghi netti verso la clientela di 500 milioni di euro e un ritorno alla remunerazione degli azionisti dal Bilancio 2021.

Tali obiettivi saranno perseguiti cogliendo le nuove opportunità di business offerte dal Bancassurance, Wealth Management e dall’ampliamento dell’offerta commerciale; inoltre, attraverso la crescita delle quote di mercato soprattutto a Trieste e nel Veneto, una sensibile riduzione dei costi e delle spese amministrative e un efficientamento degli organici rendendo più snella la struttura di direzione e più razionali i processi di rete; infine con l’ottimizzazione della gestione del credito e del capitale.

L’Assemblea dei Soci della Banca di Cividale Scpa (CiviBank) è stata convocata per sabato 13 aprile 2019, alle ore 9.00, presso il Centro San Francesco di Cividale del Friuli. A tal fine la Presidente Michela Del Piero ha inviato una lettera ai 16 mila soci-azionisti dell’Istituto con alcune considerazioni sulle risultanze di bilancio e sulle prospettive future.

Di seguito i dati più significativi del Bilancio di CiviBank relativo al 2018, 132° esercizio:

RACCOLTA DIRETTA DA CLIENTELA: 2.579 milioni/€

RACCOLTA INDIRETTA: 1.029 milioni/€

CREDITI ALLA CLIENTELA: 2.673 milioni/€

PROVENTI OPERATIVI NETTI: 100,9 milioni/€

ONERI OPERATIVI: 63,9 milioni/€

RISULTATO NETTO DELLA GESTIONE OPERATIVA: 36,9 milioni/€

TASSO DI COPERTURA DEI CREDITI IN SOFFERENZA: 65%

UTILE D’ESERCIZIO: 2,0 milioni/€

I risultati dell’esercizio 2018, 132° della storia della Banca, dimostrano ancora una volta il ruolo determinante per l’economia delle regioni di insediamento e segnano una sensibile svolta positiva circa la ritrovata redditività della Banca. La presidente segnala ai soci il livello di solidità patrimoniale dell’Istituto, con un coefficiente CET1 Ratio al 13,4%.

I nuovi finanziamenti erogati nell’anno a favore delle imprese e delle famiglie di CiviBank ammontano a 531 milioni di euro (+ 33% sul 2017), e portano a 2.673 milioni di euro il livello degli impieghi totali della Banca (+ 3,2%). I crediti deteriorati sono stati ridotti del 25,6% su base annua, in linea con il piano di riduzione e de-risking previsto.

Significativa è stata pure l’azione di contenimento dei costi, che a fine esercizio evidenzia un calo dell’8,3% sul 2017.

“Sui conti della Banca – fa presente Del Piero – permane il condizionamento della contribuzione obbligatoria, che nel 2018 ha pesato per 3,6 milioni di euro lordi (negli ultimi 4 esercizi, la Banca ha destinato complessivamente 21,6 milioni di euro lordi al Fondo Nazionale di Risoluzione ed al Fondo di Garanzia dei Depositi)”.

Gli accantonamenti ai fondi rischi comprendono 4,8 milioni di euro destinati a favorire le uscite volontarie dal lavoro ed il ricambio occupazionale. Si è provveduto, inoltre, alla rettifica integrale dell’avviamento iscritto per 2,2 milioni di euro.

Il risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte si attesta quindi a 4,1 milioni di euro, mentre l’utile netto è pari a 2 milioni di euro, contro gli 0,8 milioni dello scorso esercizio.

I coefficienti patrimoniali si attestano rispettivamente a:

• 13,4%, il Common Equity Tier 1 Ratio,

• 13,6%, il Total Capital Ratio.

Il ruolo di banca di territorio viene così esplicitato dalla Presidente: “Nel corso del 2018 CiviBank ha generato un “valore economico” di oltre 83 milioni di euro. Insieme a tale valore economico, la Banca genera inoltre “valore sociale e ambientale” di cui beneficiano tutti gli stakeholder, direttamente o attraverso le ricadute positive delle numerose attività sul territorio e le comunità di riferimento.

Dal punto di vista operativo, con le due nuove aperture di Oderzo e Castelfranco Veneto e la chiusura di cinque sportelli nel 2018, la rete commerciale di CiviBank dispone oggi di 64 filiali, dislocate nei principali centri di 7 province del Nordest. Padova e Vicenza le prossime tappe di espansione commerciale.

“Il Consiglio di Amministrazione e la Direzione Generale hanno guardato oltre all’attuale fase di vita della nostra Banca, elaborando il Piano Strategico 2019-2022, improntato alla crescita equilibrata e al mantenimento dell’autonomia di CiviBank, che è e rimane un caposaldo imprescindibile nella strategia aziendale”, si legge ancora nella lettera ai soci.

Dopo la fase di messa in sicurezza della Banca grazie agli accantonamenti degli scorsi esercizi, ora si guarda alla opportunità di espansione delle quote di mercato, in particolare in Veneto, a seguito dei profondi cambiamenti della geografia bancaria nei nostri territori di insediamento. Riuscire ad essere la sola Banca regionale indipendente del Nordest costituisce oggi un vantaggio da cogliere in modo tempestivo, oltre a diventare un fattore competitivo, osserva Del Piero.

“Funzionale a tale obiettivo di crescita, è previsto un rafforzamento patrimoniale, che intendiamo attuare attraverso una modifica statutaria che deleghi il Consiglio di Amministrazione a deliberare un aumento di capitale per un importo massimo di 65 milioni di euro, anche in più tranches, oltre ad una assegnazione gratuita di warrant agli attuali azionisti”. Al riguardo, nella parte straordinaria dei lavori assembleari, i Soci saranno chiamati a votare una modifica dell’art. 5 dello Statuto Sociale.

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