24/02/2020

Il Cda di Civibank, approvati gli schemi del bilancio 2019, ha confermato la linea strategica di sviluppo della banca friulana, unico istituto di credito autonomo di Friuli Venezia Giulia e Veneto: un chiaro percorso di crescita finalizzato a “dotare il Nord Est del Paese di un istituto storico, solido, autonomo, efficiente e redditizio”, come ampiamente illustrato l’anno scorso all’Assemblea dei Soci. Queste le considerazionI della presidente Michela Del Piero sulla situazione di CiviBank e sulle sue prospettive future.

Grazie al lavoro  dei 600 dipendenti l’Istituto è cresciuto nel 2019, dando un contributo determinante all’economia regionale.

 L’utile netto, seppure in crescita (+33%) rispetto agli anni passati, non raggiunge per il momento i livelli auspicati, in quanto il reddito, pur importante, viene destinato a manovre di rafforzamento. Da anni il reddito va a copertura di crediti  deteriorati erogati in anni lontani . Dal 2012 il totale degli importi destinati a rettifiche è pari a 406 milioni di euro. Inoltre negli ultimi anni la banca ha destinato oltre 24 milioni di euro, richiesti dai vari Fondi di salvataggio delle banche in crisi.

“Gli indicatori fondamentali della banca- sottolinea la Presidente- sono tutti in deciso miglioramento rispetto ad un anno fa: sia il CET1 (indicatore di solidità patrimoniale), l’LCR (indicatore di liquidità), l’NPL Ratio lordo (che misura il calo dei crediti deteriorati); il meno noto

Texas Ratio è migliorato di quasi 20 punti percentuali nel 2019 e si colloca ora a 65%, metà rispetto a quello del 2016.  Anche l’NPL ratio netto è stato più che dimezzato fra il 2016 ed il 2019.

 Il percorso di consolidamento della Civibank – come ha tenuto a sottolineare la Del Piero- è quasi un unicum in Italia: è quasi la sola banca nel Paese ad aver conseguito questi livelli di solidità e di crescita senza aver chiesto un euro ai soci durante la crisi: è  da 13 anni  che Civibank non fa aumenti di capitale. E altrettanto la Cividale non ha in essere prestiti convertibili, convertendo o subordinati.

Nel 2019 Civibank ha erogato finanziamenti per 610 milioni di euro a  imprenditori, artigiani e famiglie locali e  negli ultimi quattro anni Civibank ha erogato nuovi prestiti per 1.900 milioni, tutti nel territorio regionale, e si conferma la prima banca per l’utilizzo, a favore della propria clientela, delle forme di credito agevolato predisposte dalla Regione FVG. Analoga iniziativa è stata intrapresa con gli strumenti predisposti dalla Finanziaria regionale Veneto Sviluppo.

 Il dato della raccolta indiretta (+9,5%)  risulta in crescita soprattutto nella componente di risparmio affidata in gestione patrimoniale alla banca e nei prodotti di bancassicurazione. In crescita la raccolta diretta (+4,6%), compresa quella on line, che canalizza in Friuli VG risorse raccolte in Italia e all’estero tramite partnership con Fintech.

Il 2019 è stato anche l’anno di apertura di filiali su piazze del territorio considerate ricche e strategiche: Oderzo, Castelfranco Veneto e Vicenza e altre seguiranno a breve.

“Abbiamo molto chiaro che il problema dell’azione, continua la Presidente, si risolve alla fine di un serio percorso prima di consolidamento e poi di crescita.Tutti sanno che il titolo azionario della Civibank non è quotato in Borsa ma su un MTF (al pari di quasi tutte le altre banche regionali italiane), è diffuso solo in Friuli Venezia Giulia, ed ha uno scarso flottante.  Al momento ci sono in vendita meno di 700.000 pezzi, circa il 4% delle azioni in circolazione. Il restante 96% rimane saldamente nelle mani dei  soci. Tuttavia bastano questi pochi ordini in vendita a far scendere il prezzo. Per questo non comprendiamo chi getta discredito sulla propria banca, che stimola le vendite delle azioni e fa scendere il prezzo quasi senza scambi, facendo danni a se stesso oltre che a tutti gli altri soci.

Certo, il prezzo dell’azione e l’utile netto sono i dati più immediati e di più facile presa, ma bisogna conoscere ed apprezzare i dati di solidità che, in una analisi appena un po’ più attenta, in questa fase sono i fattori più importanti. In una sana gestione dell’azienda bancaria, infatti, la pulizia del bilancio, sotto tutti i parametri di vigilanza, costituisce il prerequisito per ogni discorso sia di rilancio che di riassetto.

Bisogna infine sempre considerare il punto di partenza – argomenta la Presidente-  cioè quali erano le condizioni della banca all’apice della crisi, per esprimere un serio giudizio su dove siamo arrivati oggi, seppure in un contesto di tassi di interesse a zero (ed evidente compressione dei margini della banca) e subendo un po’ di pubblicità negativa,  cui si risponde con i fatti.”

“Le prospettive per il 2020 sono positive sia in termini di ulteriore crescita sia di redditività; ulteriori progressi significativi sono attesi in termini di asset quality e solidità patrimoniale, oltre che ovviamente di utile. La strada è stata chiaramente segnata nel Piano Strategico 2019-2022. Abbiamo spazi commerciali di crescita molto interessanti, il vuoto delle ex banche venete si fa sentire fra gli imprenditori e la clientela, sia in Friuli che a Trieste che in Veneto. Abbiamo in cantiere, come noto, anche delle operazioni straordinarie e di queste parleremo con i nostri soci nel corso della prossima assemblea.”

Share Button

Comments are closed.