18/12/2018

Linee guida condivisibili, quelle tratteggiate dall’assessore Rosolen, per rilanciare l’occupazione ed il lavoro in Friuli Venezia Giulia. Gli interventi delineati – si legge in una nota della Cisl Fvg – sono sicuramente necessari, a partire dall’allineamento delle direzioni regionali al Lavoro e alle Attività produttive. “Spiace, tuttavia – incalza il segretario generale Alberto Monticco – non avere avuto con la Giunta ancora un confronto a tutto tondo, nonostante sia passato un mese dalla richiesta che abbiamo fatto come Cgil, Cisl e Uil.

Oggi il nostro tessuto produttivo, ancora fortemente in sofferenza specialmente per quanto riguarda il comparto manifatturiero, ha bisogno di una convergenza di indirizzo e “operativa” di questo tipo, che guardi all’obiettivo prioritario: sviluppare l’economia del territorio in una logica di rafforzamento dell’esistente, innalzamento della qualità del lavoro e stabilizzazione dell’occupazione.

“E’ chiaro – entra nel merito Monticco – che l’occupazione così come la immaginiamo deve essere incoraggiata da interventi strutturali che guardino all’industria e, per quanto ci riguarda, anche dando vita a filiere innovative, capaci con le proprie lavorazioni, di supportare, come retro-bottega, le grandi aziende.

Altro passaggio chiave quello di una intensificazione del raccordo tra mondo della formazione e del lavoro, anche attraverso un potenziamento dei Centri per l’impiego.

Il pensiero corre allo sportello del lavoro attivato all’interno di Fincantieri – ricorda il segretario Luciano Bordin – un primo vero e concreto progetto di politiche attive dedicato al collocamento delle figure professionali legate alla filiera navalmeccanica, ma che potrebbe diventare un modello replicabile anche ad altri comparti. “Allo stesso modo – aggiunge Bordin – si deve scommettere con più determinazione sia sul sistema duale della formazione ed, in particolare, sull’apprendistato, che, stando agli ultimi dati disponibili, conta numeri davvero troppo bassi (parliamo di meno di 500 giovani nel 2017), sia sull’occupazione femminile, il cui ricorso al cosiddetto part time involontario (stimato al 15%), preoccupa, e molto, la Cisl Fvg.

“E’ chiaro – intervengono Monticco e Bordin – che il problema va affrontato con urgenza e da più parti: sicuramente, come dice Rosolen, intercettando il capitolo dedicato alla famiglia e alle politiche di conciliazione, ma anche intervenendo all’interno delle aziende perché il problema è che sono ancora troppo pochi gli accordi aziendali, pubblici e privati e qui va potenziata la contrattazione di secondo livello. una strategia trasversale tra aziende e parte sindacale, c potrebbe essere facilitata dalla politica”. Attendiamo ora un incontro con la Giunta anche per discutere di una possibile riforma ed attualizzazione della legge regionale 18, ormai datata rispetto alle nuove esigenze del mercato del lavoro”.

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