22/01/2021

C’è stato un tempo, nemmeno troppo lontano, in cui riprendere qualcosa con una cinepresa “domestica” era una sorta di rito. Un tempo che oggi, in una società che non può vivere senza lo smartphone in mano e che soprattutto non resiste al fotografare questo e filmare quello, sembra lontano anni luce. 

In verità basta tornare indietro di alcuni decenni per ritrovare quei filmini amatoriali che raccontavano una giornata di festa in famiglia, la vita della comunità, le vacanze. C’è chi poi con quelle stesse pellicole si è spinto oltre, realizzando veri e propri film e documentari. Quei vecchi Super8 e 8mm sono oggi importantissimi strumenti per comprendere la storia recente e i cambiamenti che la società ha subito nella seconda parte del secolo scorso. 

Partendo da questa considerazione, da un’idea di Massimo Garlatti-Costa e grazie alla direzione artistica di Elisabetta Ursella, nasce nel 2012 “Cinema di Famiglia”, festival itinerante organizzato dalla cooperativa Belka Media, che valorizza e promuove la cultura del filmato amatoriale in pellicola realizzato dal dopoguerra alla fine degli anni ’70.

Con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il patrocinio dell’Ente Friuli nel Mondo e in collaborazione con la casa di produzione Raja Films, la nuova edizione, sarà in programma in sei diverse località della regione dal 4 settembre al 25 ottobre.

Con questo progetto hanno voluto ricostruire gli ultimi settant’anni di storia della nostra regione, facendo ricorso alle vecchie pellicole 8mm e Super8 dei cittadini, trasformando le memorie private in un racconto della comunità, fatto di sagre, processioni, gare sportive amatoriali e gite fuoriporta. Recuperato da soffitte e cantine bobine intere o metri di pellicola sparsa, che potevano servire alla causa. Tutto è stato restaurato e digitalizzato. Così hanno voluto recuperare la nostra storia. 

dav

Si tratta dunque sia di un importante strumento di conoscenza e promozione della cultura, sia di una maniera diversa di scoprire il passato. I filmati raccolti raccontano la vita delle nostre comunità, nei teatri e nelle piazze dei paesi e delle città della regione ed anche all’estero, nelle sedi dei nostri corregionali, grazie all’Ente Friuli nel Mondo. 

Lo scopo principale del Festival è quello di valorizzare un archivio cinematografico che al momento non è ancora considerato “d’autore” ma, proprio per questa sua origine, è vero, spontaneo, genuino e di grande valenza “etnografica”. Il Festival Cinema di Famiglia, fin dalle sue origini, nel 2012, si è dimostrato un grande catalizzatore di curiosità e di voglia di riscoprire un mondo che è nel nostro passato recente, ma che apre nuove prospettive per raccontare e riproporre la storia della nostra cultura e civiltà. 

L’edizione del 2020 prenderà il via da Moruzzo venerdì 4 settembre, alle 21, al Forte di S. Margherita del Gruagno. Il giorno seguente il festival itinerante si sposterà al Forte di Col Roncone, a Rive D’Arcano, sempre alle 21. L’11 settembre, invece, l’appuntamento è al Teatro Bon a Colugna di Tavagnacco, alle 21. Il 2 ottobre, ancora alle 21, ci si sposterà all’Auditorium Comunale Remugnano, a Reana del Rojale. La rassegna cinematografica proseguirà il 3 ottobre, alle 21, alla sala Casa della Gioventù S. Stefano di Buja. La tappa conclusiva è invece in programma alla sala parrocchiale Basaldella di Campoformido, domenica 25 ottobre alle 17. Le serate saranno accompagnate da Gianluigi Patruno che ha seguito il progetto fin dalla sua nascita come copywriter e ricercatore.

Ciascuno dei sei appuntamenti in calendario si aprirà con la presentazione (in anteprima) di un episodio inedito del documentario storico sulla Grande Guerra “Ho visto un Re”, per la regia di Massimo Garlatti-Costa. La serie narra come Torreano di Martignacco sia diventato centro politico e culturale, ospitando dal 1915 al 1917, il Re d’Italia Vittorio Emanuele III e la sua corte. Attraverso il diario di guerra dell’aiutante di campo del Re, il colonnello conte Francesco degli Azzoni Avogadro, sarà possibile ripercorrere i momenti più significativi ma anche i più singolari e meno conosciuti della Grande Guerra in Friuli. 

I primi due episodi saranno eccezionalmente proiettati ai forti di Santa Margherita del Gruagno e di Rive d’Arcano, queste fortificazioni del primo ‘900, parte di una catena di opere militari a difesa del confine orientale, sono ancora oggi ben conservate e in località molto suggestive.

Share Button

Comments are closed.