16/01/2018

Riapre sabato prossimo a Torviscosa il CID Centro Informazione Documentazione di Torviscosa.

Nel 1965 la storica rivista di architettura e design Casabella lo paragonò al MoMA di New York. L’autore dell’articolo, Alessandro Mendini, noto e pluripremiato designer italiano, elaborò un parallelo tra le due strutture museali, che secondo l’autore esprimono “due tipologie diametralmente opposte”: il MoMA è concepito per rispondere a tre precise funzioni (le esposizioni, le attività, il servizio studi) e a queste sacrifica “l’autonomia del valore architettonico”, mentre nel CID, che deve corrispondere al prestigio dell’azienda che lo ha voluto, “l’invenzione formale dell’involucro” prevale sulla funzione.

Torviscosa-CID-1L’articolo è stato ritrovato nell’archivio di Enzo Mari, tra le carte e i progetti dei suoi lavori per Torviscosa. Oltre alla Struttura 708, tuttora presente nel CID, per Torviscosa Mari aveva realizzato anche un’altra scultura cinetica, fatta di fili elastici, che fu poi trasferita a Palazzo Grassi a Venezia e in seguito probabilmente deteriorata per la fragilità dei materiali di cui era composta.

“Si tratta di un contributo a cui l’Amministrazione comunale di Torviscosa attribuisce un grande significato – dice l’assessore alla Cultura di Torviscosa Mareno Settimo – non soltanto perché ribadisce il valore architettonico della struttura, di cui nessuno ha in realtà mai dubitato. Oltre a questo, siamo soddisfatti che le ricerche che ci hanno impegnati in questi anni portino a questi risultati: nei decenni passati molti hanno scritto su Torviscosa, ma questo articolo non era mai stato citato, perché evidentemente non era conosciuto. Infine, siamo orgogliosi di avere in un certo senso interpretato correttamente la volontà del progettista e dei committenti del CID nella definizione del nuovo percorso espositivo, che verrà inaugurato sabato prossimo, che è volutamente essenziale e utilizza quasi esclusivamente le strutture espositive originarie”.

Il Centro Informazione Documentazione (CID) fu costruito dalla SNIA nel 1962 su un progetto dell’architetto Cesare Pea. All’epoca, la SNIA era la più grande azienda italiana del settore tessile, con molte e solide relazioni con l’estero. L’edificio, destinato a diventare un luogo di rappresentanza per accogliere le delegazioni delle aziende estere che venivano a visitare gli impianti SNIA, fu concepito come un grande spazio espositivo strutturato su più livelli, dotato di una sala conferenze e arricchito anche di alcuni reperti archeologici provenienti da Aquileia e di alcune opere degli artisti Enzo Mari, Angelo Biancini e Giancarlo Sangregorio.

Da sempre, il CID conserva i plastici che rappresentano la città di Torviscosa e gli stabilimenti che la SNIA aveva in tutta l’Italia e all’estero alla fine degli anni Cinquanta. Per molti anni è stato inoltre la sede della biblioteca tecnica aziendale.

Ora nel CID sono esposti anche i dipinti di Francesco Torri (Franco Marinotti) e della figlia Maria Luisa De Romans, donati dalla famiglia Marinotti al Comune di Torviscosa, e una collezione di ceramiche realizzate nella scuola-laboratorio di Torviscosa.

Nel 2009, l’edificio, con tutto il suo contenuto, è stato affidato in gestione al Comune di Torviscosa e nel 2011, grazie a un importante finanziamento dell’Unione europea, è stato possibile eseguire importanti lavori di manutenzione straordinaria.

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