15/01/2021

Di Marco Mascioli

Tutti i corregionali conosco il canto in friulano più popolare di sempre che recita: Oh ce biel cjscjel a Udin.   In effetti il castello che domina la città dal colle, che rappresenta il centro perfetto dell’abitato, non è il classico edifico medievale riconoscibile esteriormente per le mura di cinta e le torri agli angoli, in quanto la prima costruzione fu distrutta dal terremoto del 1511. L’edificio presente oggi risale al alla fine del XVI secolo e l’ultimazione fu curata anche da Giovanni da Udine, allievo di Raffaello. 

Il castello è la sede dei Civici Musei dal 1906, che comprendono una pinacoteca, il museo archeologico e numismatico, il museo del Risorgimento, la Galleria dei disegni e delle stampe, il Museo friulano della fotografia, una fototeca con oltre 150 mila immagini e una biblioteca a carattere universitario con oltre 30 mila volumi. Le sale del palazzo sono spesso sede di esposizioni temporanee.  Nel salone del parlamento e sul piazzale dal quale si vede tutta la città di Udine, durante l’estate si organizzano concerti ed eventi.

Come ogni edificio che si voglia mantenere, anche il castello di Udine ha bisogno di costante manutenzione e ora è terminato il ripristino della facciata e delle scalinate, grazie a un finanziamento di 850mila euro dalla Danieli & C. Officine Meccaniche SpA. L’intervento ha riguardato la riqualificazione delle facciate esterne del castello, con il restauro di superfici intonacate, elementi lapidei, serramenti in legno ed elementi metallici presenti sui fronti esterni.  

In occasione della cerimonia di conclusione dei lavori di riqualificazione, si è provveduto anche alla trascrizione del nome di Gianpietro Benedetti (Presidente e Amministratore Delegato della multinazionale Daniele) sulla lapide di marmo posizionata lungo la scalinata interna del castello, nella quale sono inseriti i nomi dei benemeriti della città che, con le loro opere e donazioni, hanno arricchito il patrimonio artistico di Udine. 

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