23/07/2019

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Arrivato anche quest’anno al momento culminante con il martedì grasso, ad esclusione della versione ambrosiana che a Milano e dintorni arriva sempre la domenica successiva.

Tantissimi gli eventi oggi in Italia con alcune delle più famose feste in maschera come a Venezia, certamente tra i Carnevali più famosi del mondo, un tripudio di musica e colori che ogni anno richiama visitatori da tutto il mondo. Ma anche il Carnevale di Viareggio, quello di Cento (Ferrara), di Ivrea, di Acireale e di Fano. 

Anche in Friuli Venezia Giulia non si scherza: Nimis, Treppo Grande, Cividale d. F., Chions (PN), Sappada, Caneva, San Pietro al Nat., Aviano, Casarsa della Delizia, Tolmezzo, Monfalcone e soprattutto Muggia, oltre alle città capoluogo di provincia, ma ci sono anche tantissime località minori che tra domenica scorsa e martedì grasso si trasformano in località festeggianti stile Brasile. Carri colorati, pupazzi giganteschi, tutti truccati e mascherati dai neonati ai nonni. Una splendida occasione per divertirsi, suonare, cantare e ballare per le strade soprattutto quando il tempo meteorologico regala giornate di sole e nemmeno tanto freddo. 

A Bertiolo (UD) per esempio, nel Medio Friuli, nel fine settimana si è vista una vera competizione all’abito più bello, al carro più divertente, anche se molto spesso i temi erano dettati da situazioni reali e non troppo allegre, come le gocce di sangue che si sentivano sole, organizzate dalla locale AFDS (Associazione Friulana Donatori di Sangue) o le pecorelle smarrite. Mascheramenti organizzati in pochi minuti, vicino ad altri che hanno richiesto mesi di preparazione. Tutti insieme in piazza e per le strade di Bertiolo con il beneplacito del Sindaco Eleonora Viscardis che però si è limitata a vestirsi da… Sindaco!

Non si capisce per quale motivo ci siano ancora alcuni paesi e città che non organizzano nulla in occasione del carnevale. Le associazioni di volontariato, le pro loco che rimangono a lamentarsi del fatto che non si faccia nulla, probabilmente perché un evento di massa come la sfilata di carnevale non genera profitti e richiede sforzi organizzativi che loro considerano inutili. Le pro loco dovrebbero per statuto preoccuparsi di fare del bene per la propria località, i propri concittadini, mentre alcune probabilmente  pensano  ad essere solamente generatori di guadagno con il cibo e le bevande durante le sagre, malintendono le finalità del socialmente utile e  di conseguenza sarebbe giusto che pagassero   le tasse come aziende.

  Buon carnevale a tutti di divertimento, condivisione e partecipazione! 

Marco Mascioli 

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