20/10/2021

Sebbene siano rimasti in pochi a utilizzare strumenti cartacei come le agende, i block-notes o i calendari, sono ancora moltissimi che non possono fare a meno di avere un lunario, magari con i santi e qualche informazione aggiuntiva per ogni giorno dell’anno. Un calendario appeso in ufficio o in cucina è spesso una tradizione irrinunciabile, anche se poi ci si dimentica di girare il foglio a fine mese. 

Presumibilmente per questo motivo hanno voluto realizzare un’opera che restasse nella memoria, almeno per dodici mesi, che fosse di sprone a idee poco musicali e molto legate all’incontro, all’amicizia, all’antirazzismo, a… chissà cosa ancora? 

Un grande fotografo ha tradotto in immagini queste idee conformandosi all’obiettivo, sia focale sia fiabesco che, ritengono d’aver raggiunto. 

Rappresentare musicisti senza rincorrere l’immagine patinata e invitante del palcoscenico, ma, al contrario, esaltando le persone, il lavoro e la fatica nella produzione.  Lo stesso Rocco Burtone, dalla quale mente fuggì la strampalata idea di realizzare un calendario di musicisti che non stanno suonando, nella compilazione dei versi sdadaisti e imprudenti si lasciò andare a conflitti interiori legati alla bellezza della musica da una parte e alla distruzione dell’idea musicale dall’altra. 

I protagonisti del calendario sono ragazzi e ragazze, maturi e piccini che, per ragioni di età, di appartenenza e di diversità, vivono in un sogno musicale che coltiva semplicità e complessità. I musicisti rappresentano il mondo che tutti viviamo, nei pensieri e nei desideri e che ci sfugge, non potendo appartenere a nessuno. Come asserisce lo storico artista Rocco Burtone: “la musica e quindi il musicista, è legato alla battaglia per un mondo migliore e se abbracciassimo questa retorica quasi ecclesiale, potremmo dare una speranza al futuro che tutti ci alloggia, in una mansarda inverosimile con Do, Sol, Fa e Si bemolle. Il bemolle, già, il bemolle maledetto poco avvezzo a diesizzare il Re. Ma il Re è nudo e il calendario lo riveste per condurlo in camerino a far le pulizie”. 

Il calendario 2022 dei musicisti friulani è disponibile presso la Casa della Musica di Udine in via Aquileia e nelle librerie della città, mentre Rocco Burtone in questi giorni è impegnato nella trasposizione cinematografica del suo ultimo romanzo “Nessun Colpevole”, che potrebbe dare la luce al film intitolato “Colpevole”. Presentato sotto la galleria Ariston a Udine mercoledì 6 ottobre nel primo incontro per dialogare con il pubblico allo scopo di raccogliere, o meglio impossessarsi, delle idee altrui per un film che sarà ambientato nel Friuli degli anni ’60 – ’70. Utile rimembrare che il suddetto Rocco, con il corto “ULTIMO BURRO” lo scorso anno vinse il premio Noax, per cui potremmo anche aspettarci un altro successo per il prossimo film.

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