23/06/2017

La Giunta regionale del Veneto ha approvato, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e alla Caccia, il calendario per la stagione venatoria 2017-2018: la stagione aprirà domenica 17 settembre e si concluderà il 31 gennaio, con 5 giornate di preapertura (2, 3, 4, 9 e 10 settembre) nelle quali è consentita la caccia a merli, tortore, ghiandaie, gazze, cornacchie nere e grigie.

Anche per questa stagione, per alcune specie selvatiche la stagione venatoria si concluderà in funzione della specie oggetto di prelievo: tortore e combattente sono cacciabili sino al 30 ottobre; la lepre fino al 30 novembre; il merlo fino al 14 dicembre; starna, fagiano, quaglia e coniglio selvatico sino al 31 dicembre; ghiandaie, gazze e cornacchie nere e grigie fino all’11 gennaio; beccaccia e tordo bottaccio fino al 20 gennaio.

Limiti alla caccia sono stati previsti anche per lepre bianca, pernice bianca, fagiano di monte e coturnice (specie tipiche della fauna alpina), che saranno cacciabili sino al 30 novembre solo in base a piani di prelievo numerici in base a censimenti specifici. Rispetto alla passata stagione si è deciso di consentire il prelievo alla specie allodola dal 1° ottobre al 31 dicembre, mantenendo comunque inalterati i limiti di carniere giornaliero e stagionale.

Per le altre specie vale la chiusura generale al 31 gennaio, fatte salve nove giornate di posticipo della stagione venatoria: dall’1 al 10 febbraio si potranno cacciare ghiandaia, gazza, cornacchia nera e grigia. “Per quanto riguarda la selvaggina stanziale – anticipa l’assessore alla caccia – l’amministrazione regionale ripropone un calendario unico a livello regionale, senza quindi differenziazioni a livello di Provincie e di ambiti territoriali di caccia.

Questa scelta consente una semplificazione e una razionalizzazione dell’attività venatoria a livello regionale”. Anche per la stagione 2017/2018 non è prevista la pre-apertura della specie colombaccio. Tale specie sarà cacciabile dal 17 settembre sino al 31 gennaio, senza interruzione. “La mancata pre-apertura – spiega l’assessore – consente di poter effettuare un prelievo del colombaccio senza dover sospenderne o ridurne il periodo di prelievo a fine gennaio, come accade in caso di pre-apertura”.

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