21/10/2018

L’unica definizione attribuibile, senza timor di smentita, a Rocco Burtone è: artista. Altrimenti dovremmo definirlo con una serie di specificazioni come cantautore, scrittore, poeta, musicista, pittore, menestrello, organizzatore di eventi, concerti e rassegne, ma sicuramente dimenticheremmo qualche aspetto della sua vita artistica, cui lui tiene profondamente.

ERN ARNO BARZANIMG_7857 Nei primi anni settanta pubblicò il primo disco per “Dischi del Sole”, seguirono tanti altri dischi, testi, musiche e libri, per cui ora ha una sua casa editrice: “Edizioni del Sale”. La sua più apprezzata capacità è proprio il giocar con le parole.

L’aspetto migliore di Rocco Burtone però rimangono sempre i suoi amici.

A Codroipo fino al 6 maggio, presso il museo civico delle carrozze d’epoca di San Martino, espone i suoi quadri, anche se per lo più si tratta di rettangoli. La mostra pittorica s’intitola “Occhi di Burtone” e sulla locandina ammonisce i visitatori con queste frasi: E’ pericoloso guardare il mondo con gli occhi di un pintore, ancor più pericoloso se il pintore è Burtone. E’ pericoloso credere agli occhi di Burtone, occhi impostori che raccontano favole per adulti, bambini, verdurai e falegnami”.

Inaugurata senza taglio del nastro tricolore sabato 21 aprile, alla presenza di alcuni amici, diversi artisti, l’assessore alla cultura del Comune di Codroipo Tiziana Cividini e pochi ignari sbalorditi spettatori che credevano si trattasse di un pittore qualunque.  Di là dalle scarne parole di Paolo Coretti, che ha prediletto dipingere il personaggio Rocco Burtone, anziché descrivere i quadri esposti. Adducendo correttamente alla soggettività delle sensazioni che un’opera deve destare ad ogni visitatore della mostra e precisando che un quadro deve sempre essere comprensibile per chi lo osserva (forse si trattava di una speranza).

La medesima splendida, cruda e diretta forma di comunicazione utilizzata nelle sue canzoni e nei suoi libri, risulta anche nell’espressione per immagini di Rocco Burtone: dipinti su differenti supporti, hanno spesso sfondi cupi, scuri, con colori vividi, ERN TIZIANA CIVIDINIIMG_7688sfavillanti, utili per fermare ricordi forti con messaggi chiari.

L’inaugurazione è stata una festa, un concertino di grandi professionisti che si sono alternati al microfono principalmente perché giunti in orari differenti: in anticipo Arno Barzan con la sua tastiera elettronica ha improvvisato alcuni brani che potrebbe davvero scrivere per riproporli ancora; puntuale, elegante e affascinante come sempre Barbara Errico con la sua voce inconfondibile ha interpretato una ninna nanna del 1400, gradita da Burtone che l’apprezza per addormentarsi; in lieve ritardo Michele Pucci e la sua chitarra con la quale ha accompagnato con straordinaria bravura l’auditorio in un viaggio musicale dal mondo arabo all’Irlanda, per tornare in Friuli.

Solo dopo aver terminato l’evento, quando tutti si stavano alzando per recuperare i calici beneaguranti di vino per il brindisi, dal fondo della galleria si vide un portatore sano di chitarra con i tratti somatici tipici dei meridionali … d’America (originario di Niterói, Rio de Janeiro, Brasile del sud): Alberto Chicayban ce l’aveva fatta ad arrivare… in ritardo come tutte le grandi star. Il tempo di sfoderare la sua chitarra e ha allietato tutti con una canzone d’amore brasiliana, triste come poche, ma l’enfasi e la concertazione espressa con quelle note ha convinto tutti della sua bravura. Ha parlato poi del legame temporale tra la musica napoletana e quella brasiliana per introdurre l’opera Reginella (taggio voluto bene a te) con la simpatia e la pronunzia sudamericana del testo napoletano.

Uno spettacolo indimenticabile, dove i quadri hanno assurto un ruolo davvero marginale, mentre la musica e le parole hanno allietato i presenti, consentendogli di toccare con mano la bravura degli amici di Rocco Burtone.

Dopo circa un anno dalla presentazione del suo ultimo libro, Nessun colpevole, un giallo appassionante inusitato, di natura introspettiva e sociale, in cui i protagonisti vivono immersi nel disagio del ritrovamento di una giovane attrice morta e si muovono in un piccolo centro del Friuli, alla ricerca del colpevole, ora si presenta con le opere pittoriche esposte sino al 6 maggio all’interno del museo delle carrozze di Codroipo, in località San Martino.

MARCO MASCIOLI

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