24/04/2018

Come ricorda il titolo del film del 1955 con Marlon Brando e Frank Sinatra, il termine bulli, nel corso degli anni, ha cambiato completamente il suo significato: da bello, sveglio, attraente, spavaldo, in gradasso, arrogante, teppista e violento. Oggi abbiamo a che fare con la nuova definizione e soprattutto con il prefisso cyber che regala ai violenti ignoranti l’opportunità di colpire ferocemente l’anima delle persone, anche mantenendo l’assoluto o presunto anonimato.

Non è possibile conoscere nel complesso quanti danni faccia il bullismo e il cyber-bullismo, giacché non sempre le vittime hanno il coraggio di denunciare o raccontare le motivazioni di certi comportamenti o stati d’animo. Per vittime poi s’intendono ern plateacertamente coloro che compiono gesti estremi fino alla morte, ma anche e soprattutto quelle persone che, seppur non reagiscono in modo gravissimo, riportano danni dal punto di vista psicologico finanche permanenti. Difficoltà ad affrontare la società, il lavoro, le relazioni interpersonali dentro e fuori la famiglia.

Vedere ragazzi, bambini o quasi adulti che per strada deridono, molestano o assillano qualcuno, consente comunque d’intervenire o quantomeno di far scattare il campanello d’allarme per intraprendere le contromisure opportune. Diverso il caso in cui questo avviene nell’ambito personale, riservato, limitato delle moderne comunicazioni su internet con social media, chat, gruppi in WhatsApp, Telegram, Facebook Messenger, Hangouts, Kik Messenger e tantissimi altri. Sebbene alcuni di questi possano risultare sconosciuti ai più, basta mettersi d’accordo e in un gruppo di amici tutti installano lo stesso programma e la cosa è fatta.

Potremmo anche discutere su quale sia il limite d’età per consegnare uno smartphone nelle mani dei bambini, ma siccome i genitori considerano quasi sempre dei geni molto responsabili i loro figli, forse sarebbe tempo perso.

Piuttosto sarebbe importante che genitori e docenti fossero almeno al passo coi tempi e conoscessero le potenzialità di questi ern IMG_5504strumenti. Grazie a moderne leggi sul pensionamento e alla tendenza di sposarsi e avere figli in età sempre più avanzata, alle volte troviamo insegnanti e genitori che hanno ancora il Nokia 3310! (se mi cercassero mi troverebbero a casa all’ora dei pasti!).  Molto più sentito il problema relativo alla capacità d’utilizzo degli strumenti: i genitori comprano gli smartphone solo come status simbol e li usano per telefonare e mandare sms, mentre i ragazzi sono sempre connessi.

In buona parte della regione si svolgono incontri della Polizia di Stato, a cura della Polizia Postale, con cittadini, genitori e docenti in particolare. A Codroipo si è tenuta una di queste iniziative di formazione sul bullismo e il cyber-bullismo organizzato dall’Istituto Comprensivo di Codroipo. L’evento è stato presentato dalla dirigente dell’istituto Giovanna Crimaldi di fronte a tantissimi docenti e genitori, l’assessore alle politiche giovanili e pari opportunità del Comune di Codroipo Fabiola Frizza, ed è stato condotto dall’ispettore superiore Annalisa Marini e da Alessandro Vacca della sezione della Polizia Postale di Udine.

Apprezzabile la partecipazione dei genitori, nonostante l’orario di mezzo pomeriggio e soprattutto molto interessanti i consigli per rilevare eventuali problemi che i giovani sanno nascondere benissimo agli adulti, per cui bisogna impegnarsi seriamente e con obiettività per scovarli. Nell’intervista video la ispettore superiore Marini ci svela aspetti che probabilmente molti di noi non conoscono, mentre la dirigente Crimaldi esorta tutti i genitori a partecipare, insieme ai docenti, a queste occasioni importanti per imparare e restare aggiornati.

Marco Mascioli

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