28/11/2020

di G. Biondi
Più che congratularsi con il sindaco di Firenze per aver introdotto il sistema porta a porta, il primo cittadino di Udine potrebbe pensare agli aggiustamenti opportuni e ancora percorribili per migliorare il decoro della città in quelle zone ad alta densità abitativa, dove ci si potrebbe divertire a creare intere sculture monumentali con i bidoncini sparpagliati nei pressi degli ingressi condominiali.

bidoncino solitario più discreto ma centrabile dal ciclista

La scelta del porta a porta, comunque giusta nella logica di voler migliorare le percentuali di raccolta della differenziata, andava preceduta (lo ripetiamo ancora a distanza di tempo) da sperimentazioni su congruo periodo e localizzate in limitate porzioni territoriali, fosse anche solamente un condominio.
Polemiche, problemi e, non da ultimo, una deprecabile indisponibilità di fondo di molti cittadini a mettersi in gioco in qualche forma di autogestione della raccolta, hanno portato ad una situazione di bidonville, nelle aree più popolate, che poteva essere evitata con il ricorso al sistema misto basato sull’utilizzo dei bidoni condominiali intelligenti e, magari, anche interrati nelle zone a più alto valore urbanistico e paesaggistico ( ovviamente poi occorre fare i conti con le risorse disponibili o saperle cercare ma questo è un ulteriore problema politico di cui bisogna aver coscienza quando si critica) Va detto, però, che il servizio pubblico di raccolta, in attesa che ci si possa permettere l’intelligenza artificale anche dei bidoni, può essere efficientato dalla collaborazione dei cittadini che, alla fine, ricordiamolo, sono produttori dei propri rifiuti. Su questo versante sia l’amministrazione comunale che la NET hanno dovuto subire un’ondata di polemiche ( anche politicamente strumentali) che puntavano a definire impossibile la raccolta del porta a porta, soprattutto in aree condominiali medio grandi e questo sì per una serie di problemi tecnico logisitici ma anche e soprattutto per la mancata volontà di organizzarsi e trovare soluzioni, anche la “schifiltosaggine” di molti a portare fuori il bidone ( per esempio per una settimana ogni due mesi in un condominio di 8 appartamenti…sai che fatica e disonore) con i rifiuti “degli altri” oltre ai propri. Sembra ancora lunga la strada di un più corretto atteggiamento comportamentale su base collettiva. Nel frattempo si può sempre prendere esempio da chi è riuscito ad organizzare il consenso e l’operatività di proprietari e di inquilini, partendo, per esempio, dal condominio in cui abita il sottoscritto….giusto per essere concreti….

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