25/05/2018

Gabriele e Furio Benussi hanno vinto la 48.a edizione della Barcolana a bordo di Alfa Romeo, Maxi di 72 piedi, compiendo il percorso in 59’59’’. I due velisti triestini “doc” hanno tagliato per primi il traguardo della regata più affollata del mondo, disputatasi o a Trieste, con 1758 barche al via e vento di Bora tra i 15 e i 25 nodi.

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Per la nona volta secondo al traguardo lo sloveno Mitja Kosmina, con Maxi Jena Tempus Fugit, partito in testa ma poi messo all’angolo dai fratelli Benussi nella lunga bolina del terzo lato. Terzo posto per Pendragon di Lorenzo Bodini, quarta posizione per Mrs. Seven, il bellissimo Southern Wind 100 dell’imprenditore Claudio de Eccher con Alberto Bolzan al timone e il sindaco di Trieste a bordo.

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In regata anche e soprattutto Sir Ben Ainslie, ospite di Land Rover e del presidente di illycaffè Andrea Illy, che ha regatato a bordo di Ancilla Domini Prosecco DOC nel più pieno spirito della Barcolana, alternandosi al timone con Mauro Pelaschier e chiudendo in 14.a posizione. A bordo con lui anche il sindaco di Milano Beppe Sala e il presidente di Assicurazioni Generali Gabriele Galateri di Genola. “La Barcolana è una regata fantastica – ha commentato Sir Ben Ainslie – non mi era mai capitato prima di vedere 1700 barche sulla stessa linea di partenza. Una delle regate migliori alle quali abbia mai partecipato: uno spettacolo fantastico”.

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La regata, partita alle 11.30 (un’ora dopo il previsto, per aspettare che la Bora calasse e rendesse l’evento una festa bella per tutti) è durata poi tutto il giorno, con gli scafi arrivati fino al tardo pomeriggio, le Rive gremite di pubblico e una Trieste bellissima, dolcemente spazzata dalla sua Bora.

“La nostra vittoria vale doppio – hanno dichiarato Furio e Gabriele Benussi, rispettivamente timoniere e tattico di Alfa Romeo – è una vittoria di famiglia, ed è soprattutto una vittoria di triestini alla Barcolana. Non abbiamo un armatore alle spalle: per questa regata abbiamo costruito un progetto, abbiamo avuto la fiducia di tanti sponsor, e per questo vincere così è doppiamente bello”.

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Il Presidente della Società Velica di Barcola e Grignano, Mitja Gialuz, è raggiante: “È stata una straordinaria Barcolana: la grande festa di Trieste è possibile grazie alla passione di 25mila velisti in mare, di una società velica che lavora un anno e di una città e un’amministrazione regionale che credono fortemente nell’evento. Grazie al nostro main sponsor Generali, grazie a tutti coloro che ci supportano e un ringraziamento particolare alla RAI, che quest’anno ha parlato di Barcolana a 360 gradi. Questa sarà ricordata come una delle più belle edizioni di sempre.

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Una grande festa, quindi, che è riuscita a “sommergere” le accese polemiche seguite alla rimozione dello striscione Verità per Regeni, rimosso dalla facciata del municipio triestino, per subito dopo riapparire, sempre in piazza Unità, su una delle terrazze del palazzo della Regione, esattamente in corrispondenza dell’ufficio del governatore Serracchiani, che lo ha fatto esporre in reazione alla decisione presa dal sindaco. Striscione apparso anche su uno scafo della regata.
Possiamo solamente commentare l’effettiva inappropriatezza e crudezza decisionale del sindaco di Trieste, unita all’offesa etica e verbale di definire la questione “un dente cariato”. L’assenza di diplomazia con relativo “danno all’immagine di Trieste” e il risentimento emotivo hanno quindi prevalso sull’aspetto delle strumentalizzazioni e sulla politicizzazione di cui il povero Regeni è rimasto vittima. Non si contano le levate di scudo a difesa del “simbolismo” che lo striscione giallo vuole rappresentare, in questo condensando tutte le vittime di ogni sopruso, non solamente la “verita” per Regeni che, tra l’altro, già emergerebbe da un sistema politico, quello egiziano che come altri regimi , fanno di sparizioni, torture e ucccisioni un modus operandi. Amnesty international fa bene a tenere alta l’attenzione con lo striscione giallo e non possiamo non condividere battaglie per la difesa dei più elementari diritti dell’essere umano ma attenzione…ricordiamo sempre anche “dove” lo striscione viene appeso nel tentativo, magari, di lasciarvelo per sempre: sulle facciate di edifici istituzionali, che rappresentano o dovrebbero rappresentare tutti…e quindi da ora in poi chiunque si presenterà con un suo striscione di protesta contro l’ingiustizia degli uomini (non solo per chiedere verità sulla violenza dei servizi segreti, ma anche per chiedere giustizia contro gli affamatori, gli sfruttatori e i trafficanti di droga e di armi…tutti criminali al pari degli assassini di Regeni) deve poter aver diritto “al balcone istituzionale ” accanto allo striscione giallo,…ma è questa la strada giusta? o piuttosto dobbiamo determinarci in un concreto impegno collettivo ed istituzionale che superi superficialità, indifferenza e ipocrisia. Se ci fosse questo impegno non servirebbero striscioni gialli.
GFB

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