22/05/2019

Hydrogea interverrà subito con un piano sperimentale di installazione di carboni attivi, misti alla sabbia già presente, in uno dei quattro filtri della centrale di Marsure e se la soluzione avrà un positivo risultato su odore e sapore dell’acqua il piano verrà esteso a tutte le centrali.

Questa la soluzione a breve termine individuata nel corso del secondo vertice sull’emergenza acqua a dieci giorni dall’ordinanza del Comune di Aviano che ne ha sospeso l’erogazione a fini potabili.

Al vertice presieduto dal vicepresidente della Regione con delega alla Salute e Protezione civile, Riccardo Riccardi, e dall’assessore all’Ambiente Fabio Scoccimarro sono intervenuti i responsabili dei tre gestori tecnici – Hydrogea, Consorzio di bonifica Cellina Meduna e Edison -; il Dipartimento di prevenzione Igiene e Sanità pubblica della Aas 5; Arpa; la Protezione civile Fvg; Ausir- Autorità unica per i servizi idrici e rifiuti; la Prefettura di Pordenone; i sindaci di Aviano, Ilario De Marco Zompit, e di Barcis, Claudio Traina.

Quanto alle cause che hanno provocato il problema, il tavolo le ha individuate, in sintesi, nel combinato disposto derivante dalla manutenzione ordinaria programmata degli impianti sul Cellina e dagli effetti dell’evento calamitoso dell’ottobre scorso che ha saturato il lago di Barcis di materiale arboreo.

Otre alla soluzione a breve termine, nel vertice sono stati individuati anche altri due punti nodali, il primo dei quali riguarda la complessa situazione del lago di Barcis.

“Sono già previste una serie di attività cantierate e finanziate dalla Regione per lo sghiaiamento e la rimozione dei tronchi”, ha assicurato Riccardi.

A preoccupare il sindaco Traina non è la potabilità dell’acqua, visto che è attinta direttamente dalle sorgenti, ma tutta una serie di altre emergenze.

“Abbiamo già rimosso 50 cassoni da circa 250 quintali ciascuno di materiale legnoso scaricato nel lago a seguito del maltempo con un costo di 50 mila euro (24 verranno risarciti dalla Regione e 10 sono stati promessi da Hydrogea), ma resta una massa altrettanto imponente e di difficile rimozione visto il suo ancoraggio con lo strato limaccioso del fondo: corriamo il rischio a breve di termine di compromettere un evento molto atteso e dalle ricadute turistiche importanti per la zona come è il mondiale di motonautica che si tiene ogni anno in estate”.

Infine, il terzo punto, a medio lungo termine individuato nel vertice riguarda il tema dell’approvvigionamento idrico. “Va affrontato in modo strutturale e anche in un quadro stabile e non emergenziale, ha osservato Riccardi.

Dello stesso parere Scoccimarro. “Si possono ricercare soluzioni alternative e avviare uno studio per un nuovo acquedotto. La regione ha bisogno di cantierare piani alternativi in grado di gestire l’emergenza in caso di effetti causati da eventi calamitosi come quello accaduto ad ottobre scorso: in futuro queste ‘emergenze’ a causa dei cambiamenti climatici potrebbero essere non più così occasionali.

foto di copertina di Fabrice Gallina

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