17/08/2017

Forse nell’aria c’è già profumo di elezioni, oppure il caldo lubrifica gli ingranaggi di qualche ministro, fatto sta che sia Minniti, sia Del Rio, in pieno luglio hanno emanato una novità per quanto riguarda autovelox e cartelli che segnalano la presenza di apparecchi per il controllo elettronico della velocità.
Il ministero dell’Interno con la circolare 300/A/5620/17/144/5/20/3 del 21/07/2017 e il ministero dei Traporti con il decreto numero 282 del 13/06/2017 impongono nuove norme per quanto concerne la collocazione e l’utilizzo dei dispositivi di controllo e rilevamento dell’eccesso di velocità. Che si tratti di impianti fissi (installati permanentemente), temporanei (installati per brevi periodi di tempo) o mobili (installati a bordo dei veicoli), già l’articolo 142 comma 6-bis del Codice della Strada imponeva che le postazioni di controllo siano preventivamente segnalate e ben visibili.
La novità riguarda principalmente la segnalazione delle postazioni temporanee. Dovranno rimuovere tutta la segnaletica di controllo delle velocità posizionata sulle strade senza effettivo utilizzo di apparecchi autovelox. Praticamente tutti i Comuni italiani hanno pensato bene di mettere l’avviso verticale del controllo della velocità, ma spesso si tratta di una bufala, perché non hanno nessun autovelox o altro apparato in dotazione. Questo è tipico dell’Italia che, pur di lavarsi le mani e nella speranza di erigere un deterrente, posizionano cartelli stradali con dossi, fossi, lavori in corso e tanti altri, piuttosto che risolvere il problema, scaricano sugli automobilisti le responsabilità: uomo avvisato… mezzo salvato.

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Autovelox temporanei, cartelli solo se operativi.
L’informazione sulla presenza della postazione di controllo, sia fissa, sia temporanea, deve essere fornita attraverso la collocazione di idonei segnali stradali di indicazione, anche a messaggio variabile, che possono essere installati in via provvisoria o definitiva, ad adeguata distanza dal luogo in cui vene utilizzato il dispositivo di rilevamento. Secondo le indicazioni del decreto ministeriale del 15 agosto 2007, come si legge nella circolare firmata dal ministro dell’Interno Marco Minniti. La norma non impone la presegnalazione dell’effettivo funzionamento delle apparecchiature ma solo dell’installazione della postazione fissa o della sua abituale collocazione, quando si tratta di postazioni temporanee.

Per le postazioni temporanee possono essere utilizzati segnali collocati in modo permanente sulla strada, solo quando la posizione dei dispositivi di rilevamento sia stata oggetto di preventiva pianificazione coordinata e il loro impiego in quel tratto di strada non sia occasionale, ma per la frequenza dei controlli, assuma il carattere di sistematicità. In tal senso, se un ente gestore della strada posiziona un cartello fisso per un autovelox temporaneo, lasciandolo installato anche dopo aver tolto il dispositivo, il cartello è fuorilegge. L’ente rischia quindi di incorrere in responsabilità di carattere amministrativo e civile con potenziali risvolti che possono riguardare anche il penale.

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Per quanto riguarda, invece, le postazioni mobili, l’obbligo di segnalazione e visibilità non si applica per l’utilizzo dei dispositivi di rilevamento della velocità installati a bordo dei veicoli, come previsto. La segnaletica è illegale senza il reale rilevamento della velocità.
L’eccesso di velocità è una delle infrazioni al Codice della Strada più diffuse e al tempo stesso una di quelle che causano la gran parte degli incidenti stradali. Il deterrente più efficace verso questa cattiva abitudine di tanti automobilisti italiani è l’autovelox nelle sue varie forme e applicazioni da parte delle autorità. La normativa che regola l’utilizzo dei dispositivi per l’accertamento della velocità di un veicolo, sia istantanea sia media su un dato tratto di strada, è stata aggiornata o meglio rivoluzionata. Tra le novità introdotte la regolamentazione della segnaletica, i cartelli che indicano un tratto sottoposto a controllo della velocità diventano illegali se effettivamente non è presente una postazione di rilevazione. La decorrenza della circolare e del decreto attuativo era il primo agosto 2017.

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Che si tratti di autovelox, di Tutor o di Vergilius, le novità introdotte dalla nuova normativa non riguardano gli strumenti che le forze di polizia possono utilizzare per contrastare il fenomeno dei conducenti dal piede pesante, ma riguardano piuttosto le modalità per avvisare gli stessi. Con le nuove regole i cartelli devono allertare i guidatori della reale presenza di una pattuglia o di un autovelox fisso.
Vietata la segnaletica fissa associata a controlli occasionali. Se un tratto di strada viene monitorato in maniera episodica è obbligatorio impiegare segnaletica mobile, da rimuovere al termine dell’attività di rilevazione. Secondo quanto riportato dalla circolare del Ministero dei Trasporti, la segnaletica fissa può essere impiegata soltanto a condizione che esista una pianificazione concordata dei controlli, escludendo così l’occasionalità.
Inoltre lo strumento di rilevazione dev’essere collocato in prossimità di un segnale recante simboli e colori dell’organo di polizia incaricato dei controlli; gli altri casi ammessi sono quando è presente e visibile personale in uniforme o l’auto di servizio con la livrea del corpo di appartenenza, nel caso di auto civetta, oppure se il loro veicolo è stato posizionato in maniera da non essere visto e deve essere esposto il lampeggiante blu. Se il rilevamento della velocità viene effettuato in movimento, con dispositivi installati a bordo delle auto di servizio, non è necessaria una segnalazione preventiva .
Alla luce delle novità normative si deduce quindi che se il gestore della strada colloca un cartello fisso e sul tratto di strada vengono collocati autovelox temporanei occasionali si configura una violazione di legge. Se accertata la violazione, il gestore può essere sottoposto non solo a provvedimenti di natura amministrativa e civile ma anche penale. Sarà quindi interessante vedere i tempi di reazione dei gestori italiani di strade e autostrade, le premesse per non far prendere sottogamba la questione sembrano esserci tutte. Riguardo i dispositivi utilizzati dalle forze dell’ordine per la rilevazione della velocità rimane l’obbligo, pena l’annullamento delle eventuali multe elevate, delle verifiche di funzionalità e della taratura periodica, effettuato con cadenza almeno annuale.
Nei giorni scorsi ho visto che nessun cartello stradale fisso è stato rimosso, a Rivis di Sedegliano c’era un autovelox piazzato temporaneamente su un treppiedi, senza nessuna indicazione del corpo di polizia che stava effettuando i rilevamenti, con un furgone della Polizia Locale e il personale, occultato nella strada opposta, ben nascosto per gli automobilisti che stavano controllando. Questa si chiama imboscata, cattiveria e spero vengano intraprese le opportune azioni nei loro confronti perché il loro comportamento, oltre a essere scorretto, ora è chiaramente illegale. Lo scopo, secondo la legge, non è quello di fare cassa tendendo tranelli agli automobilisti, il loro operato dev’essere sempre trasparente e i cittadini devono essere in grado di conoscere se e quando saranno eseguiti controlli. In prossimità dell’apparecchiatura ci dev’essere sempre il segnale indicante chi sta effettuando il controllo, diverso per polizia locale o stradale.

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La legge non ammette ignoranza è la classica frase che ci sentiamo ripetere quando ci fermano e non sapevamo qualcosa come i fari che devono essere tenuti accesi, le cinture allacciate anche nei posti dietro, o la patente e la revisione scaduta. Per noi è inutile cercare scuse, ma adesso, cari “vigili” chi controlla il le vostre mancanze, inosservanze e inadempienze? Non conoscete la circolare del MIT? La legge non ammette ignoranza, prima di tutto per voi!
Non ci rimane che rivolgerci ai carabinieri quindi se vedessimo ancora infrazioni commesse in relazione alla segnaletica di rilevamento della velocità. Ad agosto spero rimuovano tutti i segnali abusivi, cominciando a comprendere che disseminare segnaletica per lavarsene le mani, non ha nessuna utilità per la sicurezza alla guida.
Poi ci sarebbe un altro aspetto che riguarda i VELO OK che sono quei cilindri di plastica finti che somigliano in tutto e per tutto ad autovelox ma in realtà sono vuoti. Non so di preciso quanti ce ne siano in giro, ma solo nel comune di Mereto di Tomba sono cresciuti come funghi. Questi li considero null’altro che una truffa deterrente. Forse non hanno il coraggio di fare posti di blocco seri, per fermare gli automobilisti, controllare i documenti, lo stato delle vetture, magari anche un alcool test e un droga test oltre a tutte le mancanze che possono rappresentare rischi ben maggiori che andare a qualche chilometro in più dei limiti spesso assurdi che sembrano messi solo per incassare.
Ma questo gli ubriaconi lo sanno bene, basta andare piano e non ti fermano mai.
Qui trovate tutte le postazioni della polizia di stato atte a rilevale la velocità http://poliziadistato.it/articolo/175/ , questa è trasparenza. Mentre per agevolare la Polizia Locale che soprattutto ad agosto lamenta la scarsità di personale e magari non hanno trovato il tempo di leggere i documenti inerenti, allego parte del decreto ministeriale con il Capo 7 qui sotto.

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(Segnalazione e visibilità delle postazioni di controllo).
Marco Mascioli

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