15/01/2021

Di Marco Mascioli 

Il Covid è stato deleterio per tutti e in ogni settore, forse con l’esclusione di alimentari, farmacie e pochi altri. Tra la crisi economica che ha coinvolto molte persone e le chiusure delle concessionarie per il Lockdown o le norme che interessavano le attività con metrature superiori ai 400 metri quadrati (quindi anche molte concessionarie), lo scorso anno non poteva che essere un disastro per la vendita di automobili. 

Quasi 9.000 immatricolazioni in meno (-25,8%) in un anno. In Friuli Venezia Giulia, dopo una ripresa tra fine estate e inizio autunno con la campagna rottamazione, il calo di vendite è stato pesante. La pandemia si è inserita in un contesto che era già al ribasso. Il 2018 aveva infatti interrotto il trend positivo del mercato auto in regione e il 2019 aveva confermato la retromarcia. 

Da gennaio a dicembre 2020, fa sapere il capogruppo regionale di Friuli Venezia Giulia e Veneto di Confcommercio Auto moto e ricambi, Giorgio Sina, solo nella regione FVG si sono immatricolati 8.696 veicoli in meno dell’anno precedente (da 33.729 a 25.033). «L’emergenza sanitaria ed economica ha ovviamente inciso in maniera assai significativa, commenta Sina, con effetti in particolare sulle vendite ai privati. Ad agosto e settembre la rottamazione è servita almeno a contenere i danni. Auspichiamo ora che, con la reintroduzione degli incentivi, il 2021 possa segnare il ritorno a un lavoro almeno normale. Tenendo conto del fatto che il 60% del parco auto in regione ha più di un decennio». 

I segnali positivi dall’ibrido (+455% rispetto al 2019) e dall’elettrico (+126,6%) sono comunque strettamente legati agli incentivi statali, regionali e delle concessionarie che hanno caratterizzato l’andamento delle vendite in maniera netta. La carenza di strutture per la ricarica e i problemi legati alla scarsa autonomia delle vetture elettriche, oltre ai prezzi comprensibilmente più alti rispetto ai motori tradizionali, è sorvolabile solo nel caso di prezzi d’acquisto particolarmente interessanti ma, senza contributi, le nuove tecnologie elettriche hanno costi che, seppur giustificati, spaventano molti acquirenti. 

I contributi previsti dal “Decreto Incentivi” per l’acquisto di automobili nel 2021 prevede un contributo statale di 1.500 euro per autoveicoli con emissioni di Co2 superiori a 61 g/Km e fino a 135 g/Km (per il 2020 la soglia massima di emissioni prevista era limitata ai 110 g/Km) anche con alimentazione tradizionale, di classe non inferiore ad Euro 6 di ultima generazione e gli acquisti vanno effettuati entro il 30 giugno 2021.  Con la rottamazione di un veicolo immatricolato fino al 1° gennaio 2011, il contributo statale è concesso, oltre allo sconto di 2.000 euro da parte del venditore e solo per veicoli nuovi a un prezzo inferiore a 40.000 euro.  

Il Decreto incentivi rottamazione auto per il 2021 è pari a 420milioni di euro per l’erogazione dei contributi: 120milioni di euro per i contributi aggiuntivi all’acquisto di autoveicoli elettrici e ibridi (fascia da 0 a 60 gr/KM Co2); 250milioni per i contributi all’acquisto di autoveicoli compresi nella fascia 61-135 g/km Co2; 50milioni per l’acquisto di veicoli commerciali di categoria N1 o autoveicoli speciali di categoria M1, di cui 10 milioni riservati ai veicoli esclusivamente elettrici. 

Come accaduto lo scorso anno, si presume che i fondi a disposizione per i contributi finiranno ben prima della scadenza del 30 giugno, quindi sarebbe opportuno approfittare subito dell’opportunità che tra gli sconti applicati dai concessionari, i contributi statali, (forse) quelli regionali, si possono comprare auto nuove non inquinanti con il 40% di sconto sul prezzo di listino. Comunque le concessionarie del Friuli Venezia Giulia sono più aggiornate di noi e possono fornirvi tutte le informazioni relative al veicolo che vi interessa.  

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