17/08/2017

L’estate calda del 2017 anche sotto l’aspetto politico sembra non finire mai. Siamo ancora ad agosto, è vero, ma siccome sentiamo parlare sempre delle stesse cose, sembra che il tempo non passi. Arriveranno l’aria fresca e le idee chiare, per esempio per la legge elettorale?

A livello nazionale non ne vengono fuori. Seppur consci dell’incostituzionalità dell’attuale norma, sembra Renzi l’altro giorno abbia detto che se non si troverà un accordo, le prossime elezioni si faranno apportando poche varianti, sotto il nome di “Legalicum”, alla legge in vigore per adeguarsi ai dettami della corte costituzionale. Dopo la batosta del referendum di dicembre, la sua dimissione da capo del Governo, Renzi con i suoi burattini, continua evidentemente a decidere tutto. Senza farlo arrabbiare, i partiti tentano di accordarsi su una nuova norma che consenta armonia tra le due Camere e il rispetto dei vincoli come la parità di genere o l’obbligo di preferenza, richiesto espressamente dalla Consulta nella bocciatura del Porcellum. Alcune forze politiche, almeno a parole, spingono perché si torni al Mattarellum.

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Poche idee, ma ben confuse e condivise. L’aria fresca di rinnovamento, per ora, è assolutamente assente giacché il partito democratico si ripresenterebbe con Matteo Renzi, vincitore delle primarie, segretario e lanciato verso la premiership. Il Movimento Cinque Stelle ha confermato la sua investitura a Luigi Di Maio, mentre il centrodestra, tra vincoli  legali, dovrà stabilire chi tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. Ci sono poi la discontinuità a sinistra con Giuliano Pisapia e Angelino Alfano, visto ancora da qualcuno come il ponte ideale tra democratici e forzisti.

Certo sono riusciti comunque nel paventato intento di superare settembre, per la questione delle pensioni ai nuovi parlamentari, poiché qualsiasi cosa accadrà, non hanno mai avuto intenzione di portarci alle urne prima della scadenza. Un presidente del Consiglio per sostituire Renzi, con tutti che si scambiano la sedia senza mollare l’osso, con la tranquillità di un Capo dello Stato che non prenderebbe una decisione contraria alla volontà del PD, nemmeno se nevicasse ad agosto in Sicilia. Solo Mattarella, infatti, potrebbe sciogliere le Camere in questi giorni, per far in tempo a sbrigare tutte le incombenze previste: emanazione del decreto presidenziale, pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, organizzazione per gli italiani all’estero. Non hanno nemmeno deciso sulla legge elettorale, possiamo stare tranquilli che prima del nuovo anno non cambierà nulla.

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Magari potremmo fare tutto un pastone con le elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia. Certo anche qui, con una maggioranza confusa e felice (per i compensi), ne sono usciti male, non riuscendo ad approvare la riforma elettorale. Per essere acconsentita, la legge elettorale regionale, essendo di rango statutario, avrebbe avuto bisogno della maggioranza assoluta, ossia di 25 voti favorevoli: ma la votazione finale ha dato come esito 23 sì, 21 no e nessun astenuto. La modifica avrebbe previsto la doppia preferenza di genere, trattando sempre più le donne come esseri diversi, specie da tutelare, obbligando gli elettori a votarle e i partiti a inserirle nelle liste. Poi avrebbe consentito a tutti i sindaci di candidarsi senza l’obbligo di dimissioni e posto il limite dei due mandati consecutivi già dalla prossima legislatura, più altri aggiustamenti alla normativa vigente, tra cui cause d’ineleggibilità e incandidabilità e loro eccezioni.

Estate calda e tranquilla, soprattutto per i politici che non hanno nessuna fretta d’impegnarsi in campagne elettorali. Arriverà l’autunno con le temperature più basse e poi l’inverno, quando tra una partita di calcio e una telenovela, gli italiani manderanno giù meglio anche la propaganda politica.

Marco Mascioli

 

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