26/05/2018

Spesso ci si chiede come vengano ai nostri governanti certe idee, ma ancor di più ci si domanda come possano essere approvate norme palesemente inique, dalla corte costituzionale. La nostra carta costituzionale, all’articolo 53 recita: Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
In sostanza vuol dire che ognuno deve pagare per quel che può e chi più ne ha, più contribuisce. Detto questo, si evince che le dazioni che ogni cittadino deve fare sotto forma di tasse e imposte debbano essere giuste, limpide ed eque. Le tasse danno sempre l’orticaria, ma se consideriamo la necessità di strutture e servizi come strade, ospedali, scuole, onestamente dovremmo accettare di buon grado la necessità di contribuire come previsto dalla Costituzione.
Nel momento in cui si acquista una casa per esempio, sia il venditore che l’acquirente pagheranno tasse e imposte (Irpef, di registro, ipotecarie, catastali, etc.…), calcolate in percentuale sul valore stabilito dell’immobile. Molto fastidioso, ma onestamente comprensibile.
Mentre chi ha la patente da diversi anni stava dimenticando il superbollo introdotto dal governo italiano nel 1976 e rimasto in vigore fino al 1997 per le auto diesel o a gas, da qualche anno le geniali menti dei nostri governanti hanno trovato una nuova soluzione. Ancora tributi calcolati su basi che nulla hanno a che fare con la capacità contributiva prevista dalla Costituzione: la tassa di possesso di un’automobile o una motocicletta, calcolata in relazione alla potenza del motore, esula completamente da qualsiasi logica ragionevole.

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Addirittura nascondendosi dietro l’ecologia, più un’auto è vecchia e non ha nessun valore, più dobbiamo pagare rispetto a una vettura di pari potenza nuova. Chi ha a disposizione decine di migliaia di euro per comprarsi la macchina, contribuisce meno rispetto a chi non ha soldi e si tiene l’auto vecchia. Questo sistema di calcolo assurdo, che per altro è stato aggravato dall’assicurazione obbligatoria che segue lo stesso incomprensibile meccanismo per la R.C.A., senza considerare il valore o il numero di chilometri percorsi durante l’anno, da qualche tempo ha visto strusciare la lampada di qualche genio politico che ha inventato il superbollo per le auto con grande potenza: per quelle immatricolate dal 2012 in poi, il superbollo è pari a 20 euro per ogni KW di potenza oltre i 185; quelle fino al 10 novembre 2011, il superbollo è pari a 10 euro per ogni KW di potenza oltre i 225. Non importa se si tratta di auto di pregio e valore storico o semplicemente di roba vecchia. Che si tratti della Mercedes del nonno o una Ferrari, l’auto potente da capitalista comporta il pagamento di un balzello aggiuntivo che dovrebbe essere non aderente alla Costituzione, perché basato su supposizioni e considerazioni che nulla hanno a che vedere con la reale capacità contributiva del cittadino.

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Per fare esempi concreti, se io avessi ancora una Mercedes-Benz CL 500 del 1995, non avendo i soldi per comprare un’auto nuova e nessuno comprerà mai la mia auto in Italia (anche per il costo del passaggio di proprietà), nel 2018 dovrei pagare un bollo pari a quasi mille euro, per una vettura che forse potrei vendere alla stessa cifra, se fossi fortunato e fosse ancora in buone condizioni. Chi invece ha la disponibilità di una Mercedes-Benz SL350 del 2011, pagherà la stessa tassa di circolazione (in verità sarebbe inferiore per la classe Euro superiore), ma per un’auto che vale circa cinquanta volte di più.
Dal 2012 è stata introdotta questa che risulta una delle tasse più inique e comunque più impopolari della storia dell’automobile in Italia e da quel momento in poi, principalmente a causa di questa manovra, sono letteralmente esplosi i noleggi e i leasing di auto con targa estera.
Qui nell’Euroregione siamo abituati a vedere auto che presumibilmente sono straniere di tedeschi, austriaci, sloveni o croati, per questioni geografiche. Se andaste a Milano, Roma Napoli e altre città che non sono così vicine al confine, vi rendereste conto che tantissime auto e moto circolano con targhe estere e conducenti italiani.
Sono circa cinque milioni le vetture con targa estera che girano in Italia e il fenomeno è in costante aumento. Chi lo fa per risparmiare sul bollo o per evitare l’infinita burocrazia italiana, chi per evadere e chi solamente per evitare le multe. Si può fare legalmente, ma con alcune restrizioni. Se un italiano residente in Italia acquista (o vende, fa immatricolare e poi ricompra) un’auto all’estero, secondo il codice della strada, ha un anno di tempo per effettuare l’immatricolazione italiana e le tasse si verseranno per intero nel nostro Stato.
La soluzione più diffusa è quella del leasing, ma la legge dice, che in tempi brevi bisogna far si che il soggetto che ha stipulato il contratto deve regolarizzare la situazione della vettura con targa estera nei confronti dello Stato italiano (60 giorni per la segnalazione al PRA e dodici mesi per essere ritargata).
L’unica formula che, a quanto pare, assicura di non avere problematiche nello stivale è il noleggio a lungo termine di un’auto straniera, effettuato da una società che ha sede unicamente nello stesso paese dell’auto. In caso di incidenti provocati da veicoli immatricolati all’estero la pratica è tutto sommato abbastanza semplice, grazie all’ufficio nazionale di assicurazione per l’Italia, che provvede a fare da collegamento con l’assicurazione all’estero. Chi pensava, invece, di utilizzare un’auto con targa estera e non ricevere multe, l’Unione Europea si sta aggiornando continuamente e le multe arrivano e prima o poi si pagano salatamente.
Tornando al risparmio sulla tassa di circolazione, comprendere questi contratti di noleggio a lungo termine stipulati con aziende straniere, dopo aver costituito società all’estero, per le auto molto potenti, risulterebbe particolarmente semplice se si pensasse ad automobili da 400 Cv (295 KW) come tutte le tedesche da cinquantamila euro in su, il bollo comprandole in Italia ammonterebbe a circa 3.000 euro, se moltiplicassimo per cinque anni, avremmo regalato quindicimila euro. Considerando che nel noleggio è inclusa l’assicurazione, per quattro o cinque mesi l’anno, l’automobile risulterebbe a canone zero.
Meno spontaneo comprendere per quale motivo a Napoli o a Palermo si vedono circolare una marea di scooter e moto con targhe straniere. Forse per evitare le multe funziona?
I dati ufficiali dicono che la scelta del superbollo ha portato circa un terzo del gettito fiscale atteso dalla splendida manovra del 2012 e anni successivi, in costante peggioramento.
Marco Mascioli

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