28/11/2020

L’ateno friulano ha inaugurato il suo anno accademico 2020-21 con uan cerimonia in streaming, in  collegamento con  il prof. Gaetano Manfredi, Ministro dell’Università e della Ricerca, con il  Presidente della Regione FVG Massimiliano Fedriga,  con  il prof. Silvio Brusaferro, docente  dell’Ateneo e Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e alla presenza del  Sindaco di Udine  Pietro Fontanini e, in rappresentanza dell’intera Comunità accademica, del Prorettore, delle  Direttrici e i Direttori di Dipartimento e il Direttore Generale. 

Esordendo nel suo intervento   il  rettore  Roberto Pinton ha ringraziato   tecnici, amministrativi e  docenti che, con grande energia e generosità, si sono mobilitati, assieme agli studenti, per  mantenere attiva la didattica e tutti i servizi collegati in questo periodo:  

Un particolare pensiero ha rivolto   tutto il personale medico e sanitario e ai colleghi che operano  nell’area medico universitaria.

  I nuovi percorsi strategici dell’Università  saranno volti a caratterizzare l’offerta formativa,  innovandone le modalità di erogazione, a definire attività di ricerca distintive, focalizzate su  tematiche interdisciplinari che valorizzino la complementarità delle competenze presenti in  Ateneo, alla creazione e intensificazione delle reti di collaborazione regionali, nazionali e  internazionali. 

 La realizzazione di nuovi spazi della conoscenza – grazie alla costruzione di nuovi edifici o il  ripristino di altri già esistenti – testimonia come  l’Ateneo rappresenti un grande propulsore di  rigenerazione urbana. 

Ne sono prova i diversi cantieri aperti e i palazzi storici in cui ha sede l’Ateneo. Il rettore ha  

 anticipato  la sottoscrizione di un importante accordo con la Fondazione Friuli per una  lungimirante ristrutturazione dell’edificio confinante con Palazzo Antonini Maseri; è, inoltre, in via  di definizione con il Comune di Udine un progetto per la condivisione, a beneficio della  cittadinanza, del parco del Palazzo stesso.

Pinton ha anche segnalato come importante lo sforzo comune tra Ateneo ed Enti territoriali, per  assicurare la sostenibilità economica, necessaria per lo sviluppo della presenza universitaria nelle  sedi di Pordenone, Gorizia e Gemona, che assumono così il ruolo di reali presidi accademici,  

Per quanto attiene alla didattica   durante il periodo di emergenza è stato possibile,  erogare a  distanza circa 45.000 ore di lezioni, pari al 98% di quelle previste, 32.000 esami di profitto e più  di 1700 esami finali di laurea. 

Allo stato attuale si è deciso che la didattica frontale si svolga completamente a distanza,  garantendo il mantenimento in presenza di tutte quelle attività laboratoriali, di tirocinio e  funzionali alla stesura delle tesi di laurea.

 L’elevato grado di occupabilità dei laureati  pone l’Università di Udine ai primi posti delle  classifiche nazionali.  L’88,8% degli studenti dichiara di essere complessivamente soddisfatto  della didattica dell’Ateneo e l’84,8% dell’intera esperienza universitaria.

Accanto all’offerta formativa consolidata, in parte proposta in formula interateneo con l’Università  di Trieste, va ricordata l’istituzione ex novo della laurea in Scienza e cultura del cibo.

A questa laurea triennale si affianca ora la laurea magistrale in Food sciences for innovation and  authenticity, interateneo con la Libera Università di Bolzano. 

Nel solco dell’interdisciplinarità la nuova laurea magistrale Ingegneria industriale per la  sostenibilità ambientale, incentrata sullo sviluppo di tecnologie per il controllo e la riduzione  dell’impatto ambientale dei processi industriali.

Al passo con l’evoluzione dell’area informatica, vi è la riconfigurazione della laurea magistrale in  Artificial intelligence and cybersecurity, interateneo con l’Università di Klagenfurt.

L’attività dell’area “alta formazione” è proseguita con un forte impulso alla realizzazione di nuovi  prodotti formativi, in particolare di Master, tanto che l’attuale offerta ne prevede ben 21, molti dei  quali in collaborazione con imprese e istituzioni del territorio. 

In questo contesto va citato il ruolo di FARE srl, società in house dell’Università di Udine costituita  con l’intento di ampliare e migliorare l’offerta dei servizi rivolti all’alta formazione, alla ricerca e  alla divulgazione scientifica. 

L’Ateneo ha continuato a porre specifica attenzione alla didattica laboratoriale, ormai divenuta  parte caratterizzante dei corsi di studio in tutti gli ambiti disciplinari.

Rimane un esempio mirabile di integrazione fra docenti e studenti la   Scuola Superiore.

Questa, fra l’altro, coordinerà le attività del Polo didattico di Udine nell’ambito del progetto “I  Lincei per una nuova didattica nella scuola: una rete nazionale”. 

Questa struttura sarà dedicata alla formazione degli insegnanti delle scuole secondarie superiori,  leva strategica per promuovere la qualificazione del servizio scolastico.

L’Università di Udine è impegnata nell’organizzazione, per gli studenti iscritti, di attività formative  trasversali e complementari agli insegnamenti dei corsi di laurea.  

L’ internazionalizzazione

Questa attività risente inevitabilmente della situazione determinata dalla pandemia, che ha già  determinato una riduzione delle richieste di mobilità in uscita e in ingresso. Tuttavia, l’Ateneo si è  impegnato a sostenere i doppi titoli favorendo anche mobilità parzialmente o totalmente online,  grazie anche ad accordi specifici con i partner europei ed extra-europei.

Nel corso dell’A.A. 2019/20, l’Università di Udine ha partecipato al bando “Mobilità internazionale  per crediti – KA107” del programma Erasmus+, che permette la realizzazione di progetti di  mobilità verso Paesi extra-EU. L’Ateneo ha presentato progetti con partner di sei diverse aree  geografiche (Argentina, Australia, Canada, Israele, Federazione Russa, Stati Uniti). 

L’Ateneo ha anche partecipato al bando European Universities dell’Unione Europea.

In entrambi i casi, i punteggi assegnati dai valutatori sono stati ben al di sopra delle soglie di  eleggibilità, ma i progetti non hanno potuto essere finanziati a causa dell’esaurimento dei fondi a  disposizione. Questi risultati costituiscono il presupposto per un rafforzamento delle collaborazioni  internazionali con l’ingresso dell’Ateneo in consorzi europei ed extra-europei di elevato valore  didattico e di ricerca.

Nel progetto di internazionalizzazione dell’Università di Udine rientra la collaborazione con il  CISM, Centro Internazionale di Scienze Meccaniche di Udine,  

 La ricerca

 I professori e ricercatori dell’Ateneo hanno attivamente partecipato ai bandi competitivi di  ricerca, presentando negli ultimi due anni e mezzo complessivamente circa 500 proposte  progettuali a livello europeo, internazionale, nazionale, regionale e di cooperazione interregionale.

È da sottolineare come il numero di proposte progettuali durante il lockdown sia ulteriormente  cresciuto, con ben 32 di queste presentate nell’ambito del bando MUR FISR – COVID-19.

A queste si sono aggiunti i progetti di ricerca dipartimentali (PRID), sostenuti dal Piano Strategico  di Ateneo 2015-19. l’Ateneo ha destinato ai Dipartimenti risorse pari a 1 milione e 750 mila euro:  queste sono state utilizzate per il finanziamento di progetti di ricerca su base competitiva (PRID);  il finanziamento di assegni di ricerca; il sostegno economico a gruppi di ricerca; il contributo a  pubblicazioni in accesso aperto e di monografie. I progetti PRID presentati sono stati 79, di cui 57  finanziati per un totale di 826.400 euro. 

Al di là dei classici prodotti bibliografici, l’attività di ricerca ha portato all’Ateneo importanti  riconoscimenti internazionali.

La scoperta archeologica di dieci imponenti bassorilievi rupestri dell’VIII sec. a.C. nell’ambito del  Kurdish-Italian Faida Archaeological Project, condotto dall’Università di Udine e dalla Direzione  delle Antichità di Duhok, ha ricevuto l’International Archaeological Discovery Award intitolato a  Khaled al-Asaad. La giuria internazionale del premio ha giudicato la scoperta il più importante  ritrovamento archeologico compiuto nel mondo nel 2019.

È stato premiato, in occasione dei Mimics Innovation Awards 2020, il progetto in 3D per la  chirurgia ricostruttiva post-traumatica dell’orbita condotto dal team di Ricerca “Facial Care  Project”, nato in seno alla Clinica Maxillo Facciale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Friuli  Centrale – ASUFC e che opera utilizzando le strutture del Centro di Simulazione e Alta Formazione  – CSAF. 

 L’attività di formazione alla ricerca ha previsto, in particolare, l’attivazione del 36° ciclo del  Dottorato di ricerca. I nove dottorati di ricerca con sede amministrativa a Udine sono stati valutati  positivamente dall’ANVUR ai fini del mantenimento dell’accreditamento ministeriale; di questi,  sette hanno ottenuto la qualifica di “dottorati innovativi” (in quanto “interdisciplinari”,  “intersettoriali” o “internazionali”). Gli iscritti ai concorsi di ammissione per il 36° ciclo sono stati  565 (rispetto ai 412 del 35°), di cui il 21% con titolo di studio conseguito all’estero e il 63% con  titolo conseguito presso altro ateneo italiano.

Cinque corsi hanno aderito al bando “dottorato industriale”, emanato al fine di favorire  l’interazione e l’integrazione fra la ricerca universitaria, le imprese e gli enti esterni, comprese le  pubbliche amministrazioni. 

La Terza missione

La terza missione dell’Università di Udine considera la promozione del trasferimento dei risultati  della ricerca, la divulgazione scientifica e il public engagement.

L’alto tasso di trasferimento della proprietà industriale generata dall’Ateneo è la conferma che la  ricerca svolta a Udine, spesso in collaborazione o su commessa di aziende, risulta di interesse e di  impatto per il sistema produttivo.  

La quinta edizione dei Magnifici Incontri, appuntamento del sistema universitario promosso dall’  Ateneo in partnership con la CRUI, ha portato alla redazione di un manifesto condiviso, in cui si  intendono proporre “percorsi di potenziamento della sostenibilità e azioni nei contesti locali e  nazionali sulla base degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ONU 2030”. In linea con questi  obiettivi, Udine aderisce alla “Rete delle Università Sostenibili” (RUS) ed è da tempo impegnata in  attività didattiche, divulgative e di ricerca inerenti allo sviluppo sostenibile.

È proseguita l’attività di Cantiere Friuli. Alle nove “officine” già attive se ne è aggiunta una  dedicata al tema della Montagna.

Per raccogliere le proposte e le analisi elaborate dalle diverse officine è stata inaugurata la collana  editoriale “Quaderni di Cantiere”.  

Per coinvolgere direttamente gli studenti dell’Ateneo su tematiche legate al territorio regionale è  stato istituito il premio per tesi di laurea “Cantiere Friuli”.

I quaderni sono pubblicati da Forum, la casa editrice universitaria nata per costituire uno  strumento di promozione editoriale delle attività presenti nell’Università di Udine e ora anche  promotrice di eventi e di iniziative culturali dal marcato accento multidisciplinare e di rilievo  nazionale. Forum, tra l’altro, ha pubblicato, tra i primi in Italia nel 2006, il libro “Che Guevara e  altri racconti” di Olga Tokarczuk, insignita del Premio Nobel per la letteratura 2018. 

Dell’attività di Forum è espressione la rivista Multiverso, che ha fatto dell’incrocio dei saperi il suo  filo conduttore. 

Particolarmente intensa e distintiva è stata l’attività del CUG “Comitato Unico di Garanzia per le  pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni”. 

Tra le attività divulgative merita ricordare il progetto “Play Uniud”, nuovo canale Youtube libero e  aperto per la diffusione della conoscenza multidisciplinare, nato durante il periodo di lockdown.  Ad oggi conta ben 154 video con un totale di circa 20.000 visualizzazioni.

In questo contesto si colloca anche il progetto Memo – appunti per il cambiamento, che ha  l’obiettivo di raccogliere dalla viva voce di autorevoli rappresentanti dei diversi campi del sapere  una serie di “contributi alla conoscenza”.

Placement e rapporto con le imprese

Per facilitare il contatto tra il mondo accademico e le imprese l’Ateneo ha costituito nel 2018  “Punto Impresa”. La struttura, che è parte del progetto Cantiere Friuli ed è sostenuta dalla  Fondazione Friuli, mira a diventare un punto di contatto preferenziale per le imprese che vogliono  collaborare con l’Ateneo. 

Nel 2019 l’Ateneo e la Fondazione Friuli hanno dato vita al “Progetto Condiviso”, che intende  promuovere eventi e attività che rientrano nel percorso di collaborazione del sistema ateneo- territorio. 

L’Università di Udine ha continuato il proficuo rapporto con SMACT, il Competence Center del  Triveneto.

Nell’ambito del progetto “Industry Platform for Friuli Venezia Giulia – IP4FVG”, l’Ateneo è stato  coinvolto nella compagine del costituendo European Digital Innovation Hub regionale, coordinato  da Area Science Park.

Con quest’ultima l’Ateneo ha stipulato una convenzione quadro.

Sul piano del rapporto con il tessuto produttivo regionale va segnalata la crescente e sempre più  proficua collaborazione con Confindustria Udine. Questa si è concretizzata nella partnership per  attività formative, fra cui spicca l’Executive Master in Business Administration e nella stipula di un  accordo per sostenere lo sviluppo di Uniud Lab Village, il polo della ricerca avanzata che vedrà  riuniti nello stesso luogo i laboratori universitari e delle imprese.

Questo è un progetto dell’Ateneo, supportato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dalla  Fondazione Friuli, nato con l’obiettivo di integrare il mondo accademico e il mondo produttivo.

Uniud Lab Village costituisce un unicum a livello nazionale.

I rapporti con gli enti territoriali e di ricerca stanno alla base della riconfigurazione del parco  scientifico e tecnologico “Danieli – Friuli Innovazione”, parte del piano regionale di  riorganizzazione e specializzazione territoriale dei Parchi. L’Università di Udine, pur riducendo le  sue quote di partecipazione societaria, nominerà il presidente del Comitato scientifico della nuova  struttura e nei locali di propria competenza ospiterà l’Istituto di Genomica Applicata (IGA), già insediato presso il parco.

L’ organizzazione

Sul piano dell’organizzazione va ricordato il grande sforzo di dematerializzazione dei processi  legati alla gestione delle carriere e dei servizi agli studenti.

Per quanto riguarda il personale va menzionata l’introduzione di un nuovo modello organizzativo  della struttura dei Dipartimenti, volta a valorizzare il ruolo del personale tecnico.

Un tratto distintivo del rapporto con il personale tecnico-amministrativo è l’attenzione alle  iniziative di sostegno economico, attraverso l’erogazione di benefit;  

Oltre a continuare l’impegno sul piano della formazione del personale, è stata data attuazione al  piano programmato delle stabilizzazioni.

Le criticità del sistema: la sostenibilità e la fiducia

In tempi recenti l’Università italiana si è trovata spesso a soffrire dell’indifferenza della pubblica  opinione. Ne sono prova la contrazione dei finanziamenti alla ricerca, la limitazione del turn over  del personale e il mantenimento del fondo di funzionamento ordinario a livelli che a mala pena  consentono agli Atenei di sostenere l’offerta formativa e i servizi agli studenti. A fronte di questa  allarmante situazione, gli strumenti premiali messi in atto negli ultimi anni, seppur condivisibili  nel principio, sono apparsi scarsi e inefficaci.

L’Università di Udine, giovane Ateneo ancora in fase di crescita, ha subito da questa situazione un  forte rallentamento nelle sue aspettative di sviluppo, dovendo peraltro negli anni passati  affrontare una drastica e dolorosa azione di risanamento del bilancio. 

Solo recentemente, con il varo del Piano Strategico 2015-19, è stato possibile destinare specifici  investimenti, derivanti da risorse auto generate, allo sviluppo dell’Ateneo.  

 Azioni, seppur incisive e foriere di importanti ricadute, che non sono tuttavia sufficienti a  garantire continuità nello sviluppo. 

Giova ricordare che, per intervento del Ministro si stanno delineando nuove prospettive per il  finanziamento alla ricerca, piani per il reclutamento dei giovani e il turn over del personale  docente e tecnico amministrativo oltre a una decisa spinta al rinnovamento della operatività del  sistema universitario.

Il nuovo piano strategico

Il sistema universitario si trova, già da tempo, di fronte a sfide generali. 

In quest’ottica l’Università di Udine dovrà porsi le proprie sfide, quali la revisione dell’offerta  didattica interna e di quella in collaborazione con le altri componenti della filiera dell’education, il  potenziamento della ricerca, il rafforzamento dei partenariati strategici europei, il consolidamento  della progettualità sul territorio e dell’interazione con il sistema produttivo, l’intensificazione dei  rapporti con le altre due università locali, l’Università di Trieste e Sissa, e il sistema della ricerca  regionale.

Punto fondante del nuovo Piano Strategico sarà la focalizzazione su tematiche interdisciplinari  caratterizzanti, legate alle esigenze della Società, alla evoluzione dei mestieri e a richieste di  professionalità emergenti. 

Le aree trasversali di potenziale sviluppo ad ora individuate sono: 

Active aging, Intelligenza artificiale ,Digital humanities, Sostenibilità ed economia circolare

Interculturalità, Governance, welfare e pubblica amministrazione (enti sovranazionali; social  innovation).

Queste saranno declinate con attività che si svolgeranno nell’ambito di tutte e tre le mission:  didattica, ricerca e trasferimento della conoscenza (terza missione). Un filo comune le legherà: la  coerenza con i 17 obiettivi dell’agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile.

 La definizione degli obiettivi per il futuro dell’Ateneo non può che partire – ha concluso il rettore –   da quel nucleo di valori fondanti della nostra Università, sanciti nel suo stesso Statuto: orgoglio e  senso di appartenenza, fiducia nelle persone e nei propri mezzi, coraggio e determinazione.

Dobbiamo essere in grado di vincere le resistenze al cambiamento ed essere capaci di osare.

È, d’altro canto, indispensabile che al di là del sostegno economico e della determinazione della  comunità accademica, si consolidi il senso di fiducia in una istituzione che ha il compito primario di  generare e divulgare conoscenza. 

La cerimonia di inaugurdazione è stata completata,  per la parte universitaria da Ambra Canciani,  Presidente del Consiglio degli Studenti e dallla dott.ssa Marta Fontana, in rappresentanza del  personale tecnico amministrativo. 

Il prof. Michele Morgante, genetista  dell’ Ateneo e accademico dei Lincei, ha la prolusione dal  titolo “Dai geni ai genomi, dalla struttura alla funzione”. 

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