18/01/2018

Convegno a Padova sul tema “Doppia carriera studente-atleta: due mondi si incontrano” con tavolo d’eccezione, sono infatti intervenuti il rettore dell’università Rosario Rizzuto, il pro rettore Daniela Lucangeli, il presidente regionale del Coni Gianfranco Bardelle e la medaglia d’argento alle Paraolimpiadi Francesco Bettella, neoingegnere e campione nel nuoto.

“L’ateneo di Padova è la prima università in Italia a riconoscere il valore della doppia carriera, sportiva e accademica”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale all’istruzione e formazione intervenendo nell’aula magna del Bo alla premiazione degli studenti-atleti delle facoltà padovane, che si sono distinti in campionati e competizioni, comprese le Olimpiadi e le Paralimpiadi, mantenendo nel contempo il passo con il percorso di studi del proprio corso di laurea. Una curiosità: tra i premiati nessun iscritto al corso di laurea in scienze motorie, spiccavano invece gli studenti di medicina, ingegneria e giurisprudenza.

“Ancora una volta – ha sottolineato la referente delle politiche regionali per la scuola e l’università – il Veneto si dimostra pioniere e laboratorio. L’ateneo patavino, mettendo in campo una programmazione condivisa dal Senato accademico. un modello di organizzazione teso a conciliare i tempi e le esigenze ed agevolazioni anche finanziarie, favorisce gli studenti-atleti e promuove la pratica sportiva come fattore di formazione e di crescita”.

“Chi pratica sport eccelle anche nell’apprendimento e nei risultati scolastici e professionali. La Regione, con le iniziative del mio assessorato – ha ricordato – che ha promosso la Dote Sport, autorizzato i licei sportivi e introdotto nel calendario scolastico la novità delle Giornate dello Sport, riconfermate anche per il prossimo anno scolastico, mira ad aumentare la pratica sportiva tra i giovani e, nel contempo, e favorirne la percezione e l’approccio da parte dei docenti e delle istituzioni scolastiche. Se l’università oggi riconosce merito e valore agli studenti -atleti, a maggior ragione lo deve fare l’intero sistema scolastico, in particolare le scuole secondarie, inferiori e superiori. Lo prevedono anche precise direttive europee volte a riconoscere e a promuovere la carriera studente-atleta” ”.

“Saper coniugare impegno intellettuale e disciplina sportiva – ha sottolineato, infine, l’assessore – consente di sviluppare quelle ‘competenze trasversali’, legate alla capacità organizzativa, alla motivazione, alla gestione dello stress, tanto richieste e apprezzate dal mondo del lavoro”.

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