05/04/2020

 La Regione firmerà un’ordinanza per permettere agli operatori dei centri diurni, agli  educatori e agli insegnanti di sostegno di raggiungere a casa i loro utenti con disabilità.  Si lavorerà ad una soluzione per permettere a persone con disturbi di tipo mentale di  uscire all’aperto per brevi periodi durante il giorno e si punterà a dotare le strutture  residenziali di mascherine e di tutte le strumentazioni di tipo ospedaliero necessarie ad  affrontare l’emergenza. Questo è quanto è emerso dal confronto che ha messo di fronte  sul tema dei provvedimenti da adottare per il contenimento del Covid-19, in  videoconferenza, da un lato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi e la  direttrice generale della Direzione Salute Gianna Zamaro, e dall’altro il presidente della  Consulta regionale delle associazioni delle persone con disabilità Mario Brancati,  affiancato dai rappresentanti della Federazione italiana per il superamento  dell’handicap (Fish), della Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con  disabilità (Fand) e delle strutture residenziali e semi-residenziali per disabili della  regione.

Il presidente Brancati ha ottenuto  una serie di rassicurazioni precise dopo aver  richiamato che esistono in quest’emergenza non solo gli ospedali e le case di riposo, ma  anche le strutture residenziali per disabili, mai citate o prese realmente in  considerazione sin qui.  

A queste strutture bisogna garantire  l’equiparazione a quelle di tipo sanitario, dotate  della strumentazione necessaria ad affrontare le emergenze e anche dei dispositivi di  protezione individuale, a partire dalle mascherine, sinora a carico delle singole realtà.

” Servono precauzioni adeguate, come il controllo della temperatura e il tampone  effettuato a tutto il personale per individuare eventuali contagiati asintomatici”, ha  detto Brancati.  Sul test della temperatura c’è stata apertura, da parte di Riccardi, così  come sulla fornitura “nei limiti del possibile” dei dispositivi di protezione individuale  necessari, mentre non sarà attuabile la proposta del tampone sistematico.

Soprattutto, però, il passo avanti arriverà sul fronte dell’assistenza domiciliare. La  Regione lavorerà con un apposito decreto nella direzione di accogliere la richiesta di  Brancati: “Con i centri diurni chiusi, bisogna attivare i servizi socio educativi a domicilio  – ha spiegato il presidente della Consulta -. Ovviamente con tutte le protezioni del caso, personale dei centri, educatori e insegnanti di sostegno devono poter seguire gli utenti  direttamente nelle loro case, perché ovviamente le lezioni a distanza e via web nel caso  dei soggetti con disabilità non sono proponibili”.

Infine, se il decreto Fedriga ha vietato ogni attività sportiva e non necessaria all’aperto,  Riccardi ha spiegato al mondo della disabilità che la Regione studierà una disposizione  che consenta a soggetti con problematiche psichiatriche, mentali e psichiche di poter  uscire di casa, a fronte di una precisa prescrizione del medico. “E’ chiaro che in questo  caso non possiamo parlare di attività sportive o ludiche, ma piuttosto terapeutiche”, ha  sottolienato Brancati .

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