17/08/2019

È un’alzata di scudi unanime quella dell’esecutivo di Anci FVG contro la Legge 3/2019, detta “Spazza Corrotti”: la legge infatti prevede che le associazioni che abbiano nei propri organi direttivi una o più persone che hanno occupato incarichi politici nazionali o locali nei 10 anni precedenti (consiglieri comunali inclusi), siano tenute ad obblighi di trasparenza e di certificazione dei propri bilanci, con oneri e costi spesso del tutto sproporzionati rispetto alle dimensioni e all’attività stessa dell’associazione.

Il presidente di Anci Mario Pezzetta ha evidenziato come dalle recenti modifiche alla legge “spazza corrotti” traspaia un clima di sospetto verso coloro che hanno svolto o svolgano un mandato amministrativo da consiglieri comunali, assessori, sindaci, sospetto che si traduce in burocrazia aggiuntiva per migliaia di associazioni della nostra regione. O peggio rischia di scoraggiare quei cittadini che per evitare aggravi alle associazioni, di cui fanno parte con ruoli di responsabilità, rinunciano a candidarsi alle prossime elezioni comunali. Quindi a fronte di un improbabile evento di corruzione, vi è un danno certo alla democrazia.

La legge di fatto costringe tutte le associazioni – anche le più semplici come le pro loco, le bocciofile, l’associazione dei donatori di sangue, le società sportive dilettantistiche – che abbiano nei propri organi direttivi anche solo un ex consigliere comunale, a dover espletare degli obblighi del tutto sproporzionati e spesso così costosi da mettere in difficoltà la sopravvivenza stessa dell’associazione.

Come hanno sottolineato molti partecipanti all’esecutivo di oggi pomeriggio, la norma, più che combattere la corruzione, sembra volta a colpire la vita associativa delle comunità locali che da sempre vivono una proficua e trasparente osmosi tra impegno pubblico e impegno associativo. L’esecutivo inoltre.

Per questo Anci FVG ha scritto una lettera ufficiale all’Anci nazionale per chiedere che il tema della Legge 3 sia inserito nella prossima riunione dei presidenti e dei direttori regionali. Non solo: Anci FVG intende chiedere un intervento dell’associazione nazionale dei sindaci nei confronti di Governo e Parlamento affinchè la norma sia riscritta.

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