20/10/2019

Sarà il più articolato ed inclusivo possibile il piano regionale amianto che l’assessore regionale all’ambiente, Sara Vito, conta di portare all’approvazione finale della Giunta  all’inizio del prossimo anno così da aggiornare uno strumento che risale agli Anni Novanta. Volontà emersa  nel corso  della presentazione a Trieste del piano  alla Commissione regionale amianto, “primo incontro fondamentale per illustrare il documento – ha detto Vito – in una fase in cui stiamo raccogliendo i contributi degli stakeholders più qualificati”.

Come ha rilevato l’assessore, “il percorso ormai in fase avanzata del piano è parte integrante di una grande operazione di bonifica ambientale che ha visto attivare, da parte della Regione, nel solo 2017, linee contributive a favore di Comuni, imprese e famiglie pari a quasi 1,8 milioni di euro”.

L’ultima delle quattro linee, a favore dei Comuni, sarà inserita nella legge di stabilità regionale e con un primo finanziamento di 100mila euro permetterà alle amministrazioni municipali di far fronte agli interventi di rimozione dell’amianto in casi particolari ma frequenti quali quelli di capannoni abbandonati o case rimaste disabitate.

Nel corso dell’incontro   sono stati evidenziati alcuni aspetti chiave del nuovo piano. La mappatura completa e informatizzata delle presenze di amianto permetterà una gestione ordinata della filiera di bonifica.

Il nuovo piano rafforza la sinergia tra ambiente e sanità, con il coinvolgimento delle Aziende sanitarie e del Crua, il Centro regionale unico amianto cui possono rivolgersi tutti i cittadini che hanno avuto pregressa esposizione professionale, domestica od ambientale all’amianto o a prodotti/manufatti contenenti amianto.

Nel piano sono delineate le procedure per l’aggiornamento delle liste degli esposti all’amianto e del Renam (registro dei mesoteliomi), per il quale nell’incontro   è stato richiesto di ottimizzare il finanziamento.

Tra gli aspetti rilevanti del documento strategico figurano anche la formazione (per addetti alla rimozione dell’amianto e per tecnici comunali) e l’informazione, che va accresciuta nell’opinione pubblica regionale.

Sotto il profilo delle migliorie tecnologiche, Arpa ha riferito che il laboratorio specializzato di Trieste, già nei primi mesi del 2018, sarà in grado di esaminare non solo le fibre aerodisperse ma anche le matrici solide dell’amianto, grazie all’acquisto di nuove strumentazioni.

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