20/09/2018

Dalle bufale alle verità nel piatto, dal consumo di insetti al contrasto dello spreco alimentare, fino alla vera storia dell’olio di palma. Sono alcuni degli argomenti del convegno «Alimenti in e alimenti out» promosso  Pordenone per il prossimo venerdì 22 settembre dalle  14.30 nella sala congressi della Fiera,  dall’ordine dei tecnologi alimentari del Friuli Venezia Giulia con il sostegno del Comune di Pordenone e un pool di aziende.

E’ crescente  la necessità di basarsi su informazioni affidabili, avallate dagli esperti. «Abbiamo pensato a un convegno, dal taglio scientifico ma divulgativo, per fare chiarezza» spiega la tecnologa alimentare Grazia Gabbini che ha promosso l’iniziativa con Tommaso Caliciuri, presidente dell’ordine.

Un incontro «su tematiche di interesse sia per aziende e operatori sia per il grande pubblico. Ci siamo resi conto che questi argomenti sono molto dibattuti ma poco conosciuti e spesso ci si informa e ci si comporta sulla scorta di fonti non attendibili. E così scegliamo alimenti senza olio di palma ma non sappiamo leggere un’etichetta, oppure postiamo su Facebook informazioni più emozionali che scientifiche. Peraltro il Comune di Pordenone – conclude Gabbini – ha dimostrato grande sensibilità facendo subito propri questi temi».

Ad intervenire al seminario saranno alcuni dei principali esponenti locali e nazionali del settore, tra cui Marco Lucchini, segretario generale del Banco alimentare, e Franca Braga, responsabile del centro studi alimentazione e salute di Altroconsumo.

Tanti i temi sul piatto, è il caso dirlo. Dalla tutela del consumatore – bombardato da informazioni, tra cui le «fake news» abbondano – alle modalità corrette per contrastare gli sprechi e aiutare veramente i bisognosi del nostro Paese. Si parlerà anche di nuove frontiere della sicurezza e sostenibilità alimentare e di come le imprese alimentari possono operare mantenendo la fiducia del consumatore.

Non mancherà un approfondimento sugli aspetti igienico sanitari legati alla produzione e al consumo di insetti commestibili, indicati da più parti come il cibo del futuro sulle nostre tavole. Una sfida, questa, lanciata in Italia proprio da due fratelli pordenonesi che hanno messo in piedi un’azienda di insetti a uso alimentare.

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