22/07/2018

In Friuli Venezia Giulia sono oltre 7mila i lavoratori dell’industria alimentare pronti ad incrociare le braccia per lo sciopero di otto ore proclamato per venerdì 29 gennaio da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil per sollecitare il rinnovo del contratto collettivo.

“Stiamo svolgendo un’azione capillare su tutto il territorio della regione” – commenta la segretaria generale della Fai Cisl Fvg, Claudia Sacilotto. “Ipotizziamo un’altissima adesione degli addetti, considerando l’importanza della questione sul tavolo”.

“Quello che ci aspettiamo – spiega Sacilotto – è che le trattative possano ripartire e che si chiuda al più presto la partita, con una serie di punti fermi: stessi diritti e tutele per tutti i lavoratori che operano nel medesimo sito produttivo; esigibilità ed estensione della contrattazione di secondo livello non solo aziendale ma anche territoriale e di
settore; salari più alti perché i costi della crisi non possono essere sopportati soltanto dai lavoratori, mentre alle aziende vengono concessi dal Governo sgravi ed agevolazioni di vari tipi”.

Tanto più che il termometro ci dice che l’industria alimentare italiana gode di buona salute. Con punte d’eccezione anche per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia. “A titolo d’esempio – riferisce la segretaria della Fai Cisl – basti pensare che alla Quality Food di Martignacco sono ormai diventati normali gli straordinari di sabato; o, ancora, alle performance della Goccia di Carnia, Pasta Zara o della Birra Castello”, senza voler sottolineare il settore della torrefazione del caffè di Trieste.

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