26/09/2018

Ricorrere al sistema delle certificazioni di qualità per garantire, in Italia come in Friuli Venezia Giulia, un vantaggio competitivo alle produzioni che consenta la tutela, l’identificazione prodotto-territorio e l’affermazione sui mercati internazionali attraverso qualità ed unicità. Questi i concetti emersi durante l’inaugurazione della nuova sede di Ceviq di Pradamano (Udine), società specializzata nelle certificazioni per i settori del vino e dei prodotti Dop/Igp, ma anche per l’agricoltura integrata e le produzioni biologiche.

 Nel corso dell’evento, al quale hanno partecipato tra gli altri l’assessore regionale alle Risorse agricole e forestali e il presidente della Camera di commercio di Udine, sono stati evidenziati i dati emersi dall’ultimo rapporto Ismea, che confermano in Italia negli ultimi 10 anni un aumento del 40 per cento delle produzioni certificate, con una crescita in valore del 70 per cento e del 143 per cento delle esportazioni, arrivando a rappresentare il 22 per cento dell’export agroalimentare nazionale.

 Il sistema delle certificazioni, di cui Ceviq è parte, ha infatti permesso al comparto vinicolo di ridare credibilità alle produzioni italiane di qualità evidenziandone le caratteristiche positive e il forte legame territoriale, di fatto partecipando al rilancio del vino italiano e del suo export. Le certificazioni in Friuli Venezia Giulia hanno inoltre concorso al raggiungimento di molti risultati tra cui la Doc Friuli, la Doc Interregionale del Pinot Grigio e la tutela dei vitigni autoctoni.

La nuova sede della Ceviq si sviluppa su 2 livelli per una superficie complessiva di circa 900 metri quadrati ed è dotata di un sistema d’isolamento e di un impianto fotovoltaico che minimizzano i consumi. Al piano terra si trovano le aree tecniche ed i magazzini, nei quali saranno alloggiati le bottiglie di vino ed i campioni analizzati, mentre al primo piano si trovano gli uffici, le sale riunioni e gli spazi per le degustazioni.

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